Qec-Eran: contro il gender gap, da Birmingham ad Enna

Per due giorni, 18 e 19 ottobre, la Città educativa di Roma ospita il seminario “Getting engaged: women in local development”, organizzato da Qec-Eran (European Regeneration Areas
Network – Quartiers en Crise), la rete di città europee che promuove un approccio integrato alla rivitalizzazione delle aree svantaggiate e di esclusione sociale, con il coinvolgimento
di politici, tecnici e cittadini. Dalla realtà multietnica del quartiere Porta Castello di Torino alle minoranze etniche a Birmingham, le amministrazioni locali dimostrano il ruolo
strategico che possono e devono giocare le donne per la coesione sociale. La “cittadella del Quadraro”, voluta dall’assessore Maria Coscia, si apre così anche alle esperienze
transnazionali per “capitalizzare” i progetti di eccellenza promossi dalle altre amministrazioni.
Introduce i lavori l’assessore alle Politiche per la comunicazione, semplificazione e pari opportunità del Comune di Roma, Cecilia D’Elia. Oltre alle numerose relazioni il workshop
propone ai partecipanti anche due “visite di studio”, alla Casa internazionale delle donne e al Centro di orientamento al lavoro di via Alessandro Volta (Testaccio).

“Le donne trainano il mercato dell’occupazione romano. La presenza imprenditoriale femminile rappresenta un dato significativo rispetto alla media nazionale (26,1% contro il 25,4% dell’Italia).
Le donne titolari di impresa sono percentualmente di più rispetto al dato nazionale”, aggiunge l’assessore alle Pari Opportunità, Cecilia D’Elia. “Eppure la discriminazione delle
donne rimane un fenomeno significativo nei segmenti medio-alti del mercato del lavoro e le scelte professionali che implicano una dedizione importante alla carriera sono ancora difficili da
compiere per le donne.
Il nostro impegno per efficaci politiche di Pari opportunità va nella direzione di valorizzare le competenze femminili, promuovere la formazione e la qualificazione, in modo da garantire
l’ingresso delle donne nell’ambito delle nuove tecnologie”.

Le donne per lo sviluppo locale
Il progetto “Women in local development”, della durata di un anno (da gennaio 2007 a gennaio 2008), è finanziato dalla Commissione europea
nell’ambito del “Framework strategy on gender equality”, insieme ad altre istituzioni internazionali: Qec-Eran (Belgio), Innovacion, Trasferencia y Desarollo (Spagna), Centro Sicilia Servizi
Enna (Italia), Comitato Progetto Porta Palazzo – The Gate (Italia), Municipalità di Rotterdam (Olanda), Birmingham Race Action Partnership (Inghilterra), Regional Social Welfare
Resources Centre (Ungheria) e Polka Federacja Klubow Business and Professional Women (Polonia).
Il progetto si pone tre obiettivi: 1) individuare strategie e priorità per lo sviluppo locale delle donne; 2) capitalizzare le esperienze di successo a livello nazionale e internazionale
nel campo delle pari opportunità; 3) identificare a livello locale e regionale una mappa delle misure e degli strumenti che promuovono la partecipazione delle donne nello sviluppo
locale.

Contro il divario di genere: tra casi di studio

Roma, quando le donne erano i computer
Per due secoli e mezzo, prima dell’arrivo dei computer, erano le donne i calcolatori umani. Ritenute più precise e costanti nel lavoro,
eseguivano a mano, con carta e penna, le operazioni matematiche che occorrevano per risolvere complesse equazioni (per gestire, ad esempio, i calcoli statistici nei censimenti). Cosa è
successo da allora?
Per combattere il divario digitale di genere l’amministrazione capitolina ha attivato in questi anni diversi progetti. In particolare, a partire dal protocollo d’intesa siglato tra Comune di
Roma e Unione degli Industriali di Roma per promuovere il ruolo delle donne nel mercato del lavoro delle Ict e favorire la presenza nell’imprenditoria romana, la Fondazione Mondo Digitale, come
soggetto attuatore, ha già realizzato due edizioni del corso “Donne e nuove tecnologie”: sono state coinvolte 46 corsiste in 120 ore formative, 30 docenti e 20 aziende per stage
formativi. In occasione del workshop internazionale la Fondazione Mondo Digitale presenterà la propria metodologia di ricerca per valutare i bisogni delle donne e l’impatto delle azioni
formative proposte. Elaborata da Alfonso Molina, professore all’Università di Edimburgo e direttore scientifico di Mondo Digitale, già adottata dalla Fondazione nelle due edizioni
del corso proposte, i risultati sono riportati nella pubblicazione “Donne e Nuove Tecnologie. Pari Opportunità nell’impresa romana”, che sarà presentata durante l’evento.

Enna, non si è mai solo donne?
Donne-lavoratrici o donne-mamme? Spesso entrambe le cose. Eppure, secondo l’Isfol, la causa più diffusa di discriminazione di genere sul
lavoro è la maternità. Dopo la nascita di un figlio una donna su dieci esce definitivamente dal mercato del lavoro. Per affrontare anche questa “emergenza” nasce ad Enna il
progetto “Mamme in gioco”, messo a punto dall’Azienda Sanitaria Locale n° 4 di Enna per il sostegno alle puerpere, ai neonati e alle famiglie nella fase successiva al parto. Il periodo che
segue la nascita di un figlio, infatti, è il momento in cui si creano le basi del benessere relazionale e della futura salute psicofisica del bambino, della madre, ma anche di tutta la
famiglia.

Birmingham, minoranze alla pari
La popolazione che abita a Birmingham, dopo Londra la città con il maggior numero di abitanti del Regno Unito, è a forte rischio di
esclusione sociale: soprattutto le donne delle minoranze etniche (Pakistan, India, Bangladesh e afro-caraibici) hanno il più basso livello di coinvolgimento nel mercato del lavoro
britannico e sono spesso vittime di una sorta di “segregazione occupazionale”.
Connexions è uno “sportello unico” di servizi integrati, dedicato ai giovani tra i 13 e i 19 anni.
Con una particolare attenzione alle “donne asiatiche, musulmane e nere”, Connnexions offre consulenza, orientamento e sostegno dalla formazione fino all’inserimento nel mondo lavoro, aiutando
ad individuare strategie adeguate per superare le barriere culturali e sociali.

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