Protesta dei pastori: La Regione Sardegna è pronta a scendere in campo per il rilancio del settore
27 Agosto 2010
“La Regione e’ pronta a fare la propria parte per rilanciare l’agricoltura sarda e condivide la piattaforma della Coldiretti”. Lo ha detto il presidente della Sardegna Ugo Cappellacci, al termine
dell’incontro con il presidente della Coldiretti regionale, Marco Scalas che si è svolto a Cagliari sotto il pressing del presidio della maggiore organizzazione agricola davanti alla sede
della Presidenza della Giunta dove centinaia di pastori hanno manifestato con un grande striscione “senza la pastorizia la Sardegna muore”.
Una mobilitazione che la settimana scorsa ha visto un corteo di trattori attraversare la città di Cagliari con la partecipazione del presidente nazionale della Coldiretti Sergio
Marini che ha esteso la mobilitazione a tutte le regioni interessate.
”La Sardegna è disponibile a trovare gli strumenti concreti per cercare di risolvere i problemi del comparto”, ha detto Cappellacci, sceso tra i pastori della Coldiretti al termine
dell’incontro. Secondo il presidente della Regione Sarda ”si tratta di un primo passo concreto nella soluzione delle vertenze che sono parte ormai da tanti, troppi, anni, mentre credo sia
arrivato il momento per fare uno sforzo importante e condividere un percorso: su queste basi sono pronto a fare la mia parte”.
Il documento-piattaforma della Coldiretti proposto alla regione sarà la base di discussione dell’incontro convocato dal Ministero delle Politiche Agricole per discutere dei problemi della
pastorizia. Nella piattaforma interventi strutturali e congiunturali e, oltre al ritiro dal mercato del Pecorino Romano, la ristrutturazione dei debiti bancari e previdenziali, l’incremento delle
indennità compensative, lo sblocco dei pagamenti per il Programma di sviluppo rurale (Psr), la verifica del funzionamento delle organizzazioni dei produttori e l’istituzione di un
osservatorio per il monitoraggio dei flussi del latte.
Tra le azioni strutturali, la Coldiretti propone una rimodulazione del Psr, l’istituzione di una stanza di compensazione per il latte ovino, l’attivazione di circuiti commerciali di filiera
corta, interventi sulle energie rinnovabili, oltre ad interventi per la valorizzazione e promozione dei prodotti tipici della Sardegna. Per Coldiretti non si può non pensare che gli
equilibri sociali della regione Sardegna non dipendano da un settore che, oltre ad essere significativo in termini di Pil, compreso anche l’indotto che genera, garantisce anche livelli
occupazionali di rilievo.
E questo è un primo aspetto, ma l’altro, più significativo, è rappresentato dal forte contributo che l’agro-pastorizia garantisce, come tutta l’agricoltura sarda, alla
preservazione del territorio, governandolo, tutelandolo, custodendo indirettamente un bene fruibile intanto dalla società tutta, ma marcatamente ingerente sui risvolti positivi degli
altri settori economici, in primis il turismo.
“Stiamo dicendo da tempo – hanno affermato i vertici della Coldiretti Sarda Marco Scalas e Michele Errico – che sarebbe inimmaginabile ipotizzare la crescita turistica in Sardegna senza
l’agricoltura e senza la pastorizia che indirettamente svolgono proprio questa funzione, che ovviamente nessuno riconosce e che invece, pur con tutti i drammi denunciati, continuano a
garantire”.
Coldiretti.it
Redazione Newsfood.com+WebTv





