Prodi: «l'Italia si è rimessa a camminare»

By Redazione

L’Italia è un Paese che si è rimesso a camminare ed è uscito dalle emergenze’, così il Premier descrive il Paese nella tradizionale conferenza di fine anno, in cui
si fa il bilancio di quanto è stato fatto e si tracciano i contorni del da farsi, Prodi ha letto i numeri, i bilanci macroeconomici e, ‘per correggere tutte le voci e le insinuazioni in
materia’, tiene a specificare che l’esecutivo chiuderà l’anno ‘con un deficit molto più basso del previsto’: ‘Ci collocheremo intorno al 2% -puntualizza il Professore – cifra al
di sotto di ogni previsione e che non si verificava dall’anno 2000’ e questo risultato è stato ‘realizzato, contro le opinioni dei più, in appena un anno e mezzo di governo’.

Prodi gioisce, insomma, non solo di essere arrivato a tagliare il secondo panettone (nonostante i pronostici avversi), ma anche dei risultati raggiunti. Il problema, però, è che
nel Paese ‘esiste una mancanza di fiducia’, ‘un clima di insicurezza che appesantisce’, ‘l’incertezza per il futuro alimentata dalla paura’ che sopravvivono nonostante i numeri lancino segnali
positivi.
Prodi sottolinea che le maggiori preoccupazioni vengono dalla mancanza di lavoro, ma precisa che ‘5,6 è il tasso di disoccupazione in Italia’ e che ‘una cifra così bassa non si
registrava da 25 anni’: ‘L’approvazione di un pacchetto welfare saggio ed equilibrato ‘ ha aggiunto il premier – ci consente di porre un freno alla precarietà diffusa e di puntare,
invece, verso una flessibilità equilibrata e necessaria’.
Nel discorso di Prodi, dunque, il lavoro, ma anche la lotta alla mafia, le liberalizzazioni (prima fra tutte, l’abolizione dei costi di ricarica dei cellulari), gli sgravi per le famiglie, la
legislazione per la casa, la crescita dell’export, gli incentivi all’innovazione nelle imprese, le infrastrutture e le politiche ambientali, le missioni internazionali, la moratoria per la pena
di morte: ‘Sono risultati di grande valore che ci dicono anche come e quanto il nostro Paese sia in grado di far valere la sua voce su questioni così importanti’, sottolinea Prodi.

Ma il Professore ha ricordato che il 2007 è stato anche ‘l’anno dell’antipolitica, della casta, dei costi della politica’, venuti a galla grazie alle inchieste giornalistiche: ‘La
necessità di un surplus di moralità da parte dell’amministrazione e della politica ‘ ha osservato Prodi – è sempre stato un faro mio e del mio governo, assai prima che tali
inchieste vedessero le luce’.
Per l’anno che verrà, Prodi ha le idee ‘ben chiare’: l’esecutivo lavorerà sulla ‘messa in efficienza della pubblica amministrazione’, sull’accelerazione dei ‘tempi della
Giustizia’, sulla tutela dell’ambiente (‘Il 2008 sarà l’anno in cui la macchina dello Stato si farà verde’), sugli incentivi alla ricerca, sulla produttività del Paese (che
consentirà di aumentare i salari), sulla ripresa dell’Italia.
Un cosa sembra certa: quello che verrà sarà un anno impegnativo.

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