Prezzi, Marini: «più Politica di mercato contro speculazioni»

Serve più politica di mercato per fermare le speculazioni internazionali che stanno «giocando» senza regole sui prezzi delle materie prime agricole mettendo a rischio
l’alimentazione di milioni di persone, è quanto ha affermato il presidente della Coldiretti Sergio Marini nel suo intervento al Congresso delle Acli nel sottolineare che la
volatilità delle quotazione conferma la presenza di manovre speculative che si sono spostate dai mercati finanziari a quelli delle commodities agricole.

Occorre – ha sottolineato Marini – investire nella produzione agricola per dare stabilità ai mercati e garantire la sicurezza degli approvvigionamenti nelle diverse realtà del
pianeta, dove le politiche di mercato devono valorizzare le produzioni locali per essere meno dipendenti dalle esportazioni. Per questo – ha precisato – serve un cambiamento delle gerarchie
all’interno dell’economia ed un ruolo piu’ centrale da svolgere per l’agricoltura nei paesi in via i sviluppo ed in quelli sviluppati.

A livello comunitario occorre – ha continuato Marini – sostenere e qualificare la politica agricola comune per non aggravare il problema dell’approvvigionamento alimentare dell’Europa in un
momento in cui molti paesi produttori stanno chiudendo le frontiere con limitazioni alle esportazioni e ripercussioni anche per l’Italia che importa quasi la metà del proprio fabbisogno
in settori chiave come i cereali, la carne e il latte.

La situazione attuale conferma – ha precisato Marini – la validità della scelta fatta dall’Europa con la riforma della Politica Agricola Comune per dare alle imprese la
possibilità di rispondere in tempi rapidi alla domanda del mercato. Lo dimostra l’esperienza recente del grano in Italia dove all’aumento della domanda internazionale ha fatto seguito
immediatamente una crescita delle semine del 18 per cento per il duro e del 14 per cento per il tenero. La Politica Agricola Europea – ha concluso il presidente della Coldiretti – va dunque
riqualificata per tenere conto dei tre obiettivi prioritari dei cittadini europei:: l’adeguata offerta di prodotti, la sicurezza alimentare e la tutela dell’ambiente.

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