Prezzi: Coldiretti, in città mercati degli agricoltori contro i cartelli

L’esperienza dimostra che l’apertura dei mercati degli agricoltori favorisce un contenimento dei prezzi per effetto della riduzione delle intermediazioni, del maggior consumo di prodotti locali
che non bruciano petrolio per lunghi trasporti e per una più generale funzione calmieratrice nell’area in cui nascono. E’ quanto ha affermato Massimo Gargano della Giunta Nazionale
Coldiretti all’incontro “I mercati dei produttori agricoli locali: un’occasione per riscoprire i territori e le identità” organizzato dall’ANCI e Res Tipica all’indomani
dell’allarme lanciato dal presidente dell’Antitrust Antonio Catricalà sull’esistenza di odiosi cartelli con la struttura della filiera distributiva del settore agroalimentare che
in alcuni casi, arriva a pesare con rincari fino al 200-300 per cento.

I mercati degli agricoltori – favoriscono un ripresa dei consumi per alimenti base della dieta come la frutta e verdura – ha sottolineato la Coldiretti – in riferimento al calo delle vendite al
dettaglio registrato dall’Istat ad Aprile anche per gli alimentari. Si tratta di una risposta al numero crescente di consumatori che vogliono conciliare il risparmio economico con quello
energetico ed ambientale privilegiando il consumo di prodotti del territorio a chilometri zero che non subiscono gli effetti del caro gasolio sui trasporti e senza emissioni ad effetto serra,
garantendo peraltro genuinità. E’ stato stimato che un pasto medio percorre più di 1900 chilometri per camion, nave e/o aeroplano prima di arrivare sulla tavola e
spesso ci vogliono più calorie di energia per portare il pasto al consumatore di quanto il pasto stesso provveda in termini nutrizionali.

La Coldiretti ha promosso decine di iniziative con l’obiettivo di realizzare almeno un farmers market (mercato esclusivo degli agricoltori) per ogni comune italiano per combattere il caro
prezzi dal campo alla tavola con la vendita diretta e senza intermediazioni dei prodotti alimentari. Si tratta di un impegno che – ha proseguito la Coldiretti – può arrivare a
coprire fino al 15 per cento della spesa agroalimentare con un importante effetto calmieratore sul mercato come dimostrano le esperienze di successo in altri Paesi Europei, dalla Francia all’
Inghilterra, e negli Stati Uniti dove si è verificato un aumento del 53 per cento negli ultimi dieci anni dei cosiddetti farmers market che sono oggi ben 4385, presenti in tutte le
principali città come New York, Los Angeles o San Francisco. Nel 2007 grazie alla mobilitazione della Coldiretti nel 2008 è entrato in vigore il decreto (Gazzetta
Ufficiale n.301 del 29 dicembre 2007) che rende possibile in tutti i Comuni di avviare mercati gestiti dagli agricoltori localizzati anche in zone centrali e con frequenza giornaliera,
settimanale o mensile a seconda delle esigenze locali.

Si tratta di una opportunità che consente di colmare la distanza tra produttori e consumatori che è il principale ostacolo agli acquisti diretti nelle aziende agricole
anche se nel 2007 sono saliti a 57.530, con un aumento boom del 48 per cento rispetto al 2001, i frantoi, le cantine, le malghe e le cascine dove è possibile comperare direttamente,
secondo il rapporto dell’Osservatorio sulla vendita diretta delle aziende agricole promosso da Coldiretti e Agri2000. Sette italiani su dieci nel corso dell’anno hanno fatto almeno una volta
acquisti direttamente dal produttore agricolo giudicandoli in maggioranza convenienti con un risparmio atteso del 30 per cento anche se accanto alla ricerca del risparmio è stata
sopratutto la qualità e la freschezza dei prodotti acquistati a spingere il trend positivo che ha portato la spesa per acquisti diretti nelle aziende agricole a raggiungere la
cifra record di 2,5 miliardi di euro. Per iniziativa della Coldiretti con un semplice click sul sito www.campagnamica.it con il motore di ricerca “In viaggio per Fattorie e Cantine”
è possibile individuare nel proprio comune, provincia o regione la piu’ ampia gamma di aziende agricole che vendono direttamente selezionando anche le categorie di prodotto
desiderate ed eventualmente anche le specialità garantite da marchio. Sullo stesso sito è anche possibile rintracciare la mappa delle centinaia di distributori
automatici di latte fresco presenti in tutta la penisola. Grazie alla distribuzione alla spina il latte fresco di altissima qualità puo’ essere acquistato a prezzi variabili tra un
euro ed un euro e venti (per il biologico), mentre sugli scaffali il latte fresco e’ venduto attorno a 1,6 euro al litro, riciclando peraltro il contenitore ed eliminando così anche
la dispersione di rifiuti.

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