Pomodoro da industria: soddisfazione di Coldiretti per il contratto firmato

Ferrara – Si è chiuso venerdì sera, 22 febbraio, il contratto per il pomodoro da industria, con un accordo che dà soddisfazione ai produttori in previsione
della prossima campagna, lo comunica Coldiretti Ferrara, sottolineando come sia stata riportata al centro della contrattazione la parte agricola, riconoscendo non solo un prezzo di un certo
interesse (79,50 Euro/Tonnellata) ma anche e soprattutto eliminando tutta una serie di balzelli e condizioni che rendevano di fatto non più interessante la coltivazione di questa
coltura.

Contrariamente quindi a quanto sostenevano vari comunicati stampa, fatti circolare tendenziosamente in anticipo rispetto alla convocazione del «Tavolo del Pomodoro», indicanti
notizie di un accordo che non rispettava assolutamente le deleghe ed i mandati ricevuti, stranamente appoggiati da CIA e Confagricoltura, solo venerdì sera dunque, con l’azione congiunta
di Coldiretti, APO-CONERPO, OP Ferrara, APOL Milano, APOFRUIT, ASPORT e POA (ovvero le Associazioni Produttori), si sono raggiunti i termini per chiudere positivamente un contratto che fa ben
sperare per la campagna 2008.

Con questo accordo e con l’eliminazione dei balzelli che invece la parte industriale aveva richiesto (percentuale di conferimento, nessuna revisione alle tabelle di qualità, ecc.), si
riapre di fatto anche a Ferrara l’opportunità per un bacino di produzione di almeno 5.000 ettari, con buone possibilità di espansione per il futuro, tenuto conto della riapertura
già da questa campagna dello stabilimento ex Euroconserve a Codigoro e del nuovo insediamento, l’anno prossimo, del gruppo SFIR a seguito della riconversione dello zuccherificio di
Pontelagoscuro, nel territorio del Comune di Argenta.

Nuovi impianti e nuove capacità di trasformazione che avranno una ricaduta positiva sia in termini economici ed occupazionali per l’intero territorio provinciale, sia per le imprese
agricole, in quanto determinanti nella riduzione dei costi di produzione ed anche dell’impatto ambientale, riducendo sensibilmente il trasporto dei pomodori ferraresi che oggi in gran parte
vengono trasformati da industrie di Parma e Piacenza.

Leggi Anche
Scrivi un commento