Perché il Brasile è considerato la “Terra promessa” della Chirurgia Estetica?

Perché il Brasile è considerato la “Terra promessa” della Chirurgia Estetica?

Perché il Brasile è considerato la “Terra promessa” della Chirurgia Estetica?

Ritengo che la diffusa convinzione contenuta nel quesito derivi principalmente da due motivi: il singolare fenomeno sociale brasiliano per cui risulta ingente e costante la richiesta d’ogni
tipologia d’intervento estetico – essendo la chirurgia plastica percepita come “assolutamente normale” in ogni classe sociale quasi alla stregua d’un cambio al colore dei capelli – e la presenza
in quella terra del famoso chirurgo Ivo Pitanguy.
In effetti, per una vera analisi sociologica del fenomeno accennato, sarebbe opportuno chiedere agli esperti locali. Personalmente, tuttavia, dopo lunghi anni di permanenza in quel paese, ritengo
che le motivazioni dell’ingente domanda siano da ricercarsi nello strano mix di stile di vita libero e profonda religiosità interiore tipicamente brasiliano, sorta di “paganesimo edonista”
combinato con misticismo primitivo e un po’ animista, che accompagna il rapporto col soprannaturale sempre presente nella vita pubblica e privata di quel popolo.
Se alle citate peculiarità sommiamo elementi quali un profondo amore per il corpo, un clima mite che invita a girare poco vestiti, una capacità di socializzare fortemente
sviluppata, una strenua volontà di piacersi e di piacere, una voglia di vivere e di prendere il meglio della vita anche in età avanzata… allora diviene più semplice
comprendere come per un brasiliano qualsiasi varcare la soglia dello studio professionale d’un chirurgo plastico, anche più volte nel corso della propria esistenza, sia prassi
normale.
Inoltre, su tale sfondo, s’innesta il secondo motivo che a mio giudizio ha reso nell’immaginario collettivo “mitico” il Brasile quale “terra promessa” della Chirurgia Estetica: la presenza di Ivo
Pitanguy (forse il chirurgo plastico più famoso al mondo) che alcuni decenni fa, quando “l’attenzione” del vasto pubblico verso questa branca della medicina era inesistente, primo fra
tutti fu capace di rendere interessante la Chirurgia Estetica divulgandone planetariamente in maniera capillare le meraviglie, le possibilità, le tecniche, i “miracoli”.
Quanto fin qui descritto, ripeto, credo abbia generato il “mito brasiliano”.
Ma attenzione: come per tutti i miti esiste un rovescio della medaglia.
Infatti, legioni di chirurghi plastici brasiliani di scarso valore tecnico e morale cominciarono anni fa ad attraversare l’oceano Atlantico sbarcando in Europa, terra da colonizzare perché
nel Vecchio Continente la richiesta di prestazioni andava all’epoca aumentando vertiginosamente. Molto spesso però, gli interventi avevano risultati di scarsa qualità e –
soprattutto – quando l’insoddisfatto paziente andava a ricercare l’esotico chirurgo, il più delle volte si sentiva rispondere che questi era ripartito per la sua terra e che sarebbe
tornato dopo qualche mese, cosa che raramente avveniva.

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