Palladio. Oggi se ne sa molto di più
12 Maggio 2008
Si è concluso sabato 10 maggio il grande Simposio del Cinquecentenario dedicato ad Andrea Palladio nel quinto centenario della sua nascita a Padova nel 1508, i settantaquattro studiosi
coinvolti, provenienti da Stati Uniti, Canada ed Europa, e le molte novità emerse dalle conferenze ne hanno fatto veri e propri «stati generali» della ricerca palladiana, che
nonostante secoli di studi continua a riservare sorprese.
Alcune relazione sono state particolarmente apprezzate in quanto ricche di novità. Howard Burns (Scuola Normale Superiore di Pisa) e Arnold Nesselrath (Musei Vaticani) hanno presentato
nuovi disegni palladiani e un codice di rilievi dall’Antico ritrovati in raccolte europee. Guido Beltramini (Cisa Andrea Palladio), ha presentato – per la prima volta in Italia – il
ritrovamento dell’ineditò «menabò» palladiano per una edizione illustrata delle Storie di Polibio, scoperto alla British Library di Londra: una relazione integrata da
Amedeo Belluzzi (Università di Firenze) che ha dimostrato come probabilmente Palladio abbia personalmente consegnato il testo nelle mani del granduca Francesco I, nel corso di un
soggiorno fiorentino del 1579 in occasione delle nozze con la veneziana Bianca Cappello. Giorgio Bacci (Scuola Normale Superiore di Pisa) ha approfondito la storia materiale della realizzazione
dei Quattro Libri dell’Architettura, e dei rapporti di Palladio con i suoi editori, i fratelli veneziani Domenico e Pietro de’ Franceschi. Tracy Cooper (Temple University, Baltimora) ha messo
in luce raporti inediti fra Palladio e le elite veneziane che lo sostengono a partire dal 1560. Andrea Guerra (IUAVenezia) ha proposto una convincente ricostruzione del perduto progetto
palladiano per la chiesa di San Pietro di Castello. Fernando Marias (Universitad de Madrid) ha chiarito i rapporti fra la Spagna e Palladio, analizzando il progetto inviato per la chiesa
dell’Escorial e approfondendo i rapporti fra Palladio e il pittore El Greco. Simona Tortora (IUAV) ha trovato nuovi disegni che consentono di ricostruire il palazzo Pisani a Padova, in piazza
Eremitani, distrutto nell’Ottocento. Andreas Beyer (Università di Basilea) ha offerto una nuova lettura critica dei Quattro Libri palladiani come biografia dell’architetto, mentre
Margaret Daly Davis (Kusthistorisches Institut Florenz) ha chiarito come le due guide alla Roma sacra e antica pubblicate da Palladio nel 1554 siano frutto di un vero e proprio «copia e
incolla» da testi precedenti dedicati alle bellezze dell’Urbe.
Particolarmente soddisfatta la presidente del CISA Andrea Palladio, Amalia Sartori:«Autorevolmente inaugurato dalla lectio magistralis di James Ackerman il Simposio del Cinquecentenario
ci ha consentito di fare il punto sugli studi palladiani e mettere a punto i contenuti scientifici su cui stiamo costruendo la grande mostra di settembre. Si è trattato di un momento di
conoscenza necessariamente specialistico, ma indispensabile affinché il Centenario palladiano non sia solo un momento autocelebrativo, ma una occasione di ricerca e rinascita degli studi
palladiani. Di questo vorrei ringraziare gli studiosi presenti e anche le città venete che hanno generosamente ospitato le giornate del Simposio – Padova, Vicenza, Verona e Venezia –
offrendo una immagine di un Veneto come terra di cultura. Il grande interesse mostrato dai media per l’iniziativa è stata una preziosa occasione per cominciare a «scaldare»
il pubblico in vista della grande mostra di settembre a Vicenza, un appuntamento a cui stiamo lavorando intensamente».




