Regione con Amici Miart per lancio giovani artisti

Milano – La committenza pubblica si rilancia in Lombardia a favore dell’arte e dei giovani artisti in particolare, ne è segno l’adesione «entusiastica» della Regione
alla Associazione Amici di MiArt, che si è presentata pubblicamente stamane in una conferenza stampa al Palazzo Pirelli.

Adesione ufficializzata dallo stesso presidente Roberto Formigoni, insieme all’assessore alle Culture Massimo Zanello.

L’Associazione, che intende promuovere l’arte contemporanea, acquisterà opere d’arte presenti al MiArt per esporle al pubblico in spazi adeguati a Milano. Ha come soci fondatori Luigi
Roth (presidente della Fondazione Fiera Milano), Claudio Artusi (amministratore delegato Fiera Milano Spa), Paolo Galassi (presidente di Fiera Milano International), Sandro Bicocchi
(amministratore delegato Fiera Milano International) e Carlo Sangalli (presidente della Camera di Commercio di Milano).
Oltre alla Regione, aderirà anche il Comune di Milano.

«La nostra adesione – ha sottolineato Formigoni – si inserisce nell’attenzione all’arte e alla bellezza tipica del nostro programma, comporta un impegno finanziario che la Giunta ha
condiviso, si inserisce in una politica organiza per la realtà giovanile e guarda ad Expo 2015 come a una meta stimolante e decisiva».

Formigoni non lo ha detto ma lo ha detto Bicocchi: «E’ stato il presidente lombardo a lanciare l’idea, che noi abbiamo fatto nostra. Eravamo in Vietnam, in una missione della Regione.
Nella conversazione con l’ambasciaore italiano fu proprio Formigoni a lanciare l’idea: perché non fare qualcosa di stabile e significativo per il giovani artisti?».
MiArt, ha spiegato ancora Bicocchi, «è stato l’alveo che abbiamo scelto come riferimento: catalizza 38.000 visitatori e 200 galleristi, di cui 65 stranieri».

L’assessore Zanello ha sottolineato il compito storico che Regione Lombardia si assume: «Rilanciare una grande tradizione lombarda di mecenatismo e committenza pubblica – ha detto – che
fu grande nei secoli della Chiesa e delle Signorie, che ebbe flessioni e battute di arresto, e che ci ha consegnato il grande patrimonio artistico di cui disponiamo».

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