«Ogni occasione è buona per parlare male del sindacato»

By Redazione

Ormai si ripetono con frequenza giornaliera gli attacchi al sindacato confederale – dichiara A Foccillo – facendolo diventare il colpevole di tutto quello che avviene in negativo, in ordine di
tempo le ultime esternazioni della nuova Presidente della Confindustria e del Leader del popolo delle libertà.

Nel calderone si mettono insieme sindacati di mestiere e confederali, sindacati massimalisti e riformisti. Si generalizza tutto e le colpe dei primi ricadono sui secondi. Tutti pronti –
continua Foccillo – a fare esami.

La contraddizione è che tutti sono molto critici con il sindacato e molto indulgenti, viceversa, nei confronti di altri soggetti (management, imprenditori, governi) che pure hanno grandi
responsabilità.

Non vorrei che dietro a queste accuse – prosegue Foccillo- si volesse nascondere l’incapacità a decidere, perché proprio gli imprenditori hanno dimostrato, in passato che, quando
hanno voluto, hanno deciso chiedendo poi, proprio al sindacato, di farsi carico dei problemi relativi alle grandi ristrutturazioni aziendali e delle relative perdite di posti di lavoro.

Certo non voglio dire che tutto è ottimale – continua Foccillo – e che non bisogna confrontarsi con le critiche, ma fra queste, bisogna distinguere quelle interessate solo a mettere
all’angolo il sindacato e quelle di chi manifesta il proprio distinguo critico perché vuole comunque un sindacato più forte ed in grado di rappresentare sempre meglio la sua
funzione di tutela e garanzia dei diritti del lavoro.

La battaglia per una società più giusta e più equa è ancora necessaria – conclude Foccillo – pensiamo alla questione della sicurezza sul lavoro, per realizzarla
è necessario un cambiamento politico che ponga termine alle logiche di contrapposizione e di demonizzazione e restituisca valore alla democrazia, rilanciando innanzitutto la
partecipazione e il coinvolgimento che sono spariti, sacrificati sull’altare della politica spettacolo, da un lato, e dell’alibi europeo dall’altro.

Ma bisogna anche ritrovare la forza per far sì che il nostro paese esca dal declino economico e ridiventi competitivo. Per fare questo bisogna essere capaci di ritrovare lo spirito della
coesione fra tutti i soggetti rappresentativi e tutti insieme, ancora una volta, senza false demagogie e criminalizzazioni, usciamo dal «particolare» e affrontiamo la realtà
globale.

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