Epifani: «aprire le nostre strutture ai più giovani»
18 Aprile 2008
Nel corso di un incontro con la Consulta Giovani della Camera del Lavoro di Milano, dopo aver ascoltato i diversi quesiti che gli hanno posto gli iscritti con meno di 35 anni di età,
Guglielmo Epifani ha evidenziato «Siamo una grande organizzazione e abbiamo una grande forza, dobbiamo fare di più sperimentando nuove soluzioni e rischiando anche di sbagliare,
solo così però potremo incrociare i giovani».
«Oggi – ha aggiunto – c’é una contraddizione tra una domanda di sindacato che tende a salire, e la necessità di dare risposte sperimentando soluzioni nuove, noi abbiamo un
problema da cui non possiamo prescindere ed è il fare, perché non possiamo perderci in tante discussioni se poi non sappiamo diventare anche il sindacato del fare». Epifani
ha poi sottolineato la necessità di «aprire le nostre strutture ai più giovani, oggi si fa fatica a trovare un segretario di sezione con meno di 35 anni, ai miei tempi era
diverso».
Da queste considerazione nasce un appello: «Occorre – ha detto Epifani – una rinnovata solidarietà generazionale: in Italia oggi abbiamo una scarsissima mobilità sociale
verticale, è sempre più difficile per un giovane senza patrimonio alle spalle cambiare la propria posizione. E questo è un grave problema perché ingessa il Paese, un
paese che fonda le proprie gerarchie sulla base di un patrimonio accumulato». Sulla precarietà del lavoro, il leader della Cgil ha parlato di un fenomeno che «è nella
forza dei processi economici in atto che o affrontiamo nel loro complesso o rischiamo di rimanerne schiacciati. Il problema non siamo noi, sta fuori di noi, nella globalizzazione senza regole,
esattamente come per l’industrializzazione 150 anni fa. In Europa – ha sottolineato – abbiamo 108 milioni di contratti a tempo determinato, part time, co.co.pro: questo è un macigno che
rende sempre più debole la capacità di risposta del sindacato».
Sull’argomento è intervenuto anche il segretario generale della Camera del Lavoro di Milano, Onorio Rosati, il quale dopo aver ricordato che «le conferenze organizzative di Milano
e della Lombardia hanno proposto un emendamento sui limiti di età per le cariche sindacali che verrà
discusso in sede nazionale», ha aggiunto che «dopo aver sperimentato il successo delle quote rosa nel sindacato, è il momento di affrontare una discussione sulle quote verdi,
ossia sulla necessità di aprire le nostre strutture ai giovani, come abbiamo incominciato a fare a Milano dando vita alla Consulta».
Ma il numero uno di Corso d’Italia ha affrontato anche il tema della corsa dei prezzi denunciano i fenomeni di speculazione finanziaria. «Gli hedge fund – ha affermato Epifani – si sono
spostati dal mercato immobiliare al mercato delle materie prime e fanno pressione per avere guadagni immediati. Se tu li lasci speculare l’effetto sui prezzi arriva al tuo lavoratore precario.
Quando si gioca sul prezzo della benzina, del metallo, dei prodotti alimentari gli effetti negativi sono evidenti». Nel dibattito di questa mattina alla Camera del Lavoro i giovani della
Consulta hanno introdotto anche il merito, tema su cui Epifani ha preso le distanze dal vice presidente di Confindustria, Alberto Bombassei: «Non può essere solo come dice
Bombassei – ha concluso – che lavori di più e guadagni di più. Se guardiamo al merito la sfida è la qualità oraria del tuo lavoro».
Salvatore Arnesano




