OGM: «per 2 italiani su 3 a tavola non sono salutari»

Due italiani su tre (67 per cento) che esprimono una opinione ritengono che i prodotti alimentari contenenti Organismi geneticamente Modificati (Ogm) siano meno salutari rispetto ai prodotti
tradizionali e tale percentuale è alta tra i giovani e i laureati tra i quali diminuiscono peraltro gli indecisi.

E’ quanto afferma la Coldiretti, sulla base dei risultati dell’Indagine 2007 COLDIRETTI-SWG “Le opinioni di italiani e europei sull’alimentazione”, nel sottolineare che la stessa diffidenza di
registra anche in altri paesi europei come Francia, Germania, Spagna e Gran Bretagna dove la percentuale dei “preoccupati” è in media del 63 per cento.

Anche se il quadro è piuttosto variegato i maggiori Paesi europei manifestano ostilità, o quanto meno perplessità, nei confronti degli Ogm come in Francia e Germania dove
si registra una evidente avversione, mentre in Gran Bretagna c’è molta incertezza sul tema e in Spagna ai numerosi dubbi si accompagna una minore diffidenza.

La crescente opposizione al biotech nel piatto dimostra che la mobilitazione della Coldiretti non è non è il frutto di una scelta ideologica, ma economica a tutela dell’impresa
per una agricoltura che guarda al mercato e risponde alle domande dei cittadini, che chiedono di consumare alimenti di qualità, con un forte legame territoriale.

Il vero obiettivo – continua la Coldiretti – deve essere quindi quello di valorizzare le produzioni del territorio e di difenderle dalla omologazione e dalla delocalizzazione e per questo
occorre continuare l’impegno contro i tentativi di inquinamento da biotech.

Un impegno – prosegue la Coldiretti – sul quale sta crescendo la consapevolezza in Europa come dimostra la decisione del presidente della Repubblica francese Nicolas Sarkozy di sospendere le
colture Ogm in Francia annunciata a chiusura dei lavori degli Stati Generali dell’ambiente per i dubbi sui rischi di contaminazioni.

L’Italia ha una ragione in più, per difendere la scelta di evitare a livello nazionale di coltivare produzioni Ogm, perché può vantare i primati raggiunti sul piano della
qualità, sicurezza alimentare ed ambientale dall’agricoltura nazionale con la leadership nazionale di ben 163 denominazioni di origine italiane riconosciute nell’albo comunitario sul
totale di 756 (21,5 per cento) e per il fatto che una impresa biologica europea su tre è italiana (37,7%) con la superficie nazionale coltivata a biologico che rappresenta più di
un quarto (27,7%) del totale coltivato a livello Ue.

Ma anche – conclude la Coldiretti – perché ha il record assoluto del 98,5 per cento dei campioni di frutta e verdura con residui di fitofarmaci al di sotto dei limiti di legge che
conferma gli ultimi risultati pubblicati dalla Commissione Europea dai quali emerge che la frutta e la verdura Made in Italy sono le più sicure in Europa con una presenza di residui
chimici nettamente inferiore a quella di altri Paesi produttori dove le irregolarità rilevate per i prodotti alimentari sono superiori di tre volte in Germania, quattro volte in Francia
e Spagna e di oltre 6 volte in Olanda.

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