Oceana denuncia l’importazione in Spagna dei tonni Alalunghe del nord catturate in Italia con reti derivanti illegali
2 Luglio 2009
L’Italia realizza almeno il 23% delle catture di tonno alalunga con reti derivanti illegali Oceana ha reso pubblico che alcune imprese basche importano tonni alalunghe del nord provenienti dal
Mediterraneo e catturate dalla flotta italiana con reti derivanti illegali. I segni sul corpo delle alalunghe che entrano nei paesi baschi rivelano la loro origine illegale.
L’organizzazione internazionale per la conservazione marina chiede che queste catture siano sequestrate, sia perché sono state realizzate con un attrezzo da pesca che rappresenta una
minaccia per la conservazione della biodiversità marina, sia perché sono una concorrenza sleale per il settore ittico basco. Oceana ha scoperto, in diverse localita´ dei paesi
baschi che i tonni alalunga di origine italiana riportano segni che dimostrano che sono stati catturati con reti derivanti illegali.
Nel 2008, le importazioni di tonni alalunghe del nord (Thunnus allunga) provenienti dall’Italia verso la Spagna ammontavano a 965 tonnellate di prodotti freschi e congelati (per un valore pari a
quasi 3 milioni di euro secondo i dati delle Camere di Commercio), destinate soprattutto all’industria conserviera. Xavier Pastor, Direttore Esecutivo di Oceana in Europa ha dichiarato: “Non solo
in Italia si continua a catturare specie pelagiche, come i tonni alalughe, con reti derivanti, ma queste specie vengono anche commercializzate in altri paesi, facendo concorrenza alle alalunghe
catturate in modo sostenibile con attrezzi autorizzati. Le autorità italiane devono garantire un controllo effettivo non solo sull’uso di reti derivanti, ma anche su tutta la catena di
distribuzione delle sue catture”.
Tonno alalunga (Thunnus alalunga) catturato con palangaro.© OCEANA Alalunghe (T. alalunga) catturate con reti derivanti italiane e importate in Spagna. Maggio 2009. Alalunghe catturate con
reti derivanti e importate in Spagna. Giugno 2007. ©OCEANA Partita di alalunghe provenienti dall’Italia e importate in Spagna. ©OCEANA Le reti derivanti sono attrezzi da pesca vietati
dall’Unione Europea fin dal 2002 perché costituiscono una minaccia per la conservazione di cetacei, tartarughe e squali. La flotta italiana, nonostante il divieto e le ingenti sovvenzioni
pubbliche percepite per la riconversione ad altri attrezzi da pesca, continua ad utilizzare questo attrezzo da pesca illegale, e Oceana sta denunciando questi fatti fin dal 2005. Nel 2007 le
catture dichiarate di tonni alalunghe (Thunnus alalunga) in Italia ammontavano a 4.017 tonnellate, delle quali almeno il 23% è stato catturato con reti derivanti illegali.
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