No all'alcol in bottiglie comprimibili

Roma – L’alcol disinfettante non dovrebbe essere venduto in bottiglie di plastica o comunque in bottiglie comprimibili, è quanto ha chiesto l’Unione Nazionale Consumatori in una
lettera al Ministero dello Sviluppo Economico in seguito al decesso di una bambina avvenuto a Napoli per le gravi ustioni riportate a causa del getto di una bottiglia di alcol disinfettante
usata per attizzare il fuoco di un barbecue.

«Ogni anno -dice Massimiliano Dona, Segretario generale dell’Unione Consumatori- avvengono incidenti del genere specialmente durante la bella stagione, quando si diffonde l’uso di
cucinare alla brace. Per alimentare la fiamma, si produce un getto continuo di alcol premendo la bottiglia, che esplode a causa di un ritorno di fiamma, soprattutto se usata da bambini
inesperti. Eppure -conclude Dona- la soluzione è semplicissima: imporre la vendita di alcol denaturato soltanto in contenitori rigidi, ma sembra che nessuno vi abbia pensato, nonostante
la frequenza degli incidenti».

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