Nicola Dibenedetto di Altamura brevetta lo snack “Orecchiette alle cime di rape fritte”

Nicola Dibenedetto di Altamura brevetta lo snack “Orecchiette alle cime di rape fritte”

By Giuseppe

“Orecchiette alle cime di rape fritte”, lo snack brevettato di  Nicola Dibenedetto di Altamura 

 

Newsfood.com, Altamura, 1 settembre  2024

 

                                      

Giovanni Mercadante

Il giovane Nicola Dibenedetto di Altamura brevetta lo snack “Orecchiette alle cime di rape fritte”

                                       Giovanni Mercadante

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Nicola Dibenedetto

Nell’azienda di famiglia, oltre alle antiche colture murgiane, sono coltivati nuovi prodotti di origine balcanica ed orientale. 

Dal produttore al consumatore conservando genuinità, freschezza e odori dell’orto. I prezzi decisamente competitivi.

Di tutte quelle antiche colture di ortaggi, di cui si sono perse a vantaggio dei prodotti d’importazione presenti tutto l’anno sugli scaffali della grande distribuzione, oggi sono fonte di recupero e di sfida per il giovane imprenditore agricolo Nicola Dibenedetto di Altamura.

Diplomato all’Istituto Tecnico di Agraria a Matera, Capitale della Cultura italiana 2019, si è specializzato come Perito agrario. 

Nato in una famiglia di agricoltori da sempre attivi nella coltivazione di ortaggi, Nicola oggi 29enne, ha le idee chiare sul suo futuro. Lui è alla terza generazione in questa attività. Ha frequentato diversi corsi nell’ambito dell’alimentazione come sommelier, assaggiatore di olio,  e somministrazione di bevande; corsi di potatura e innesto. Cerca in altri termini di arricchire e consolidare  il suo bagaglio esperienziale.

Recentemente, dopo un ulteriore  percorso di studi, si è specializzato  nella valorizzazione e promozione dei beni enogastronomici locali.

Ovviamente continua a fare  tesoro delle esperienze dei genitori e dello zio Pietro Cifarelli, sopranominato “Il re delle lenticchie”, di cui ci siamo occupati nel 2019 con un servizio speciale attraverso queste colonne.

Il suo obiettivo è quello di recuperare le colture di molti ortaggi, di cui il territorio murgiano in passato era ricco e fonte di sostentamento sia per gli orticoltori che per le famiglie che apprezzavano quei prodotti: parliamo di “sivoni”, borragine, cardoncelli, piante officinali; nel contempo sta sperimentando anche la  coltivazione di piante  balcaniche ed orientali, le quali trovano idoneo l’habitat murgiano.

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                      Nicola Dibenedetto  con i genitori, il fratello e la sorella

La tenuta  Dibenedetto, situata nei pressi dell’antica Via Appia,  si estende su una superficie di 5 ettari, con l’obiettivo di allargare  la gamma dei prodotti locali (aglio rosso, cime di rape di tipo  stagionale e autunnale,  broccoletti, fagiolini, pomodori “nostrani” a grappolo da conservare per l’inverno, con diverse varietà). 

La terra è molto fertile  e ricca di sali minerali di azoto, fosforo, potassio con una scala nutritiva ampia di zinco, calcio ed altro.

Oltre a fare un adattamento nella propria tenuta delle eccellenze orticole italiane, verifica se il terreno presenta delle condizioni pedoclimatiche per la loro coltivazione.

Quest’anno sta sperimentando  il cavolo cinese, detto “pak choi”; questa è una sfida  per rispondere alle diverse esigenze del mercato territoriale e nazionale che registra la presenza di numerose etnie  provenienti dall’est, dal mondo arabo e dall’estremo oriente. Allo stato, dopo tre anni di sperimentazioni, la sua azienda coltiva circa 50-60 prodotti annuali in funzione della stagionalità. 

La sua produzione viene distribuita nel  territorio e soprattutto a Bari, seguendo i trend culinari; senza dimenticare ovviamente la cultura culinaria della nostra  regione.

E’ esclusa la grande distribuzione, perché non rientra nella filosofia aziendale. La Coldiretti, a  cui è affiliato, lo coinvolge in occasione di manifestazioni di “Campagna amica” per far conoscere i suoi prodotti.

A tutti gli effetti Nicola Dibenedetto  è da considerare un pioniere nella sperimentazione di queste nuove colture, tanto che ha abbracciato questa attività  come una filosofia di vita e di lavoro; l’apprezzamento del cliente- consumatore è la sua massima gratificazione a cui ne consegue la fidelizzazione del “customer service”.

In definitiva, il motto che Nicola Dibenedetto intende comunicare al consumatore

è quello di occuparsi della “cultura del cibo”,  che alla “coltura” ci pensa lui, facendo scoprire o riscoprire sapori dimenticati o andati persi.

Inoltre, la sua  azienda è  partner dell’Università di Bari della facoltà di Agricoltura con cui si occupa della salvaguardia della biodiversità orticola pugliese e delle varietà autoctone.

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La famiglia Dibenedetto col giornalista Giovanni Mercadante

Oltre  alla predetta  produzione  è  attento anche alla  “fitoalimurgia”, ovvero all’uso delle  erbe spontanee  a scopo alimentare, di cui l’Alta Murgia conserva una vasta biodiversità.

Alla passione di quanto detto innanzi non disdegna quella della cucina, dove insieme con mamma Angela Cifarelli e a papà Donato sperimenta in casa  i nuovi ortaggi allo scopo di consigliare alla clientela fidelizzata il loro utilizzo più appropriato; certamente va fatto un lavoro di comunicazione  al consumatore;  il suo scopo non è solo produrre, ma raccontare il prodotto  con uno “show cooking” che farebbe ben volentieri a richiesta.

 

L’idea  delle orecchiette alle cime di rape fritte in forma di “snack” è un suo progetto che ha messo a punto con una ricetta brevettata.  

Vengono utilizzate le cime di rape locali del suo orto, varietà autoctona altamurana denominata “minz t’mp”  presa in esame in collaborazione con l’Università di Bari e il CNR/Centro Nazionale Ricerche per la tutela e salvaguardia di questa cultivar; le orecchiette vengono fatte con grano della Murgia.

Per darmi il benvenuto, la famiglia Dibenedetto   ha allestito all’ingresso della tenuta un piccolo angolo di degustazione con dei posti a sedere su una serie di balle di paglia ricoperte di soffici teli colorati. 

Al centro,  un paio di  confezioni di “Orecchiette alle cime di rape fritte” con tanto di marchio Dibenedetto. Dei calici di  un celebre Moscato piemontese hanno accompagnato la piacevole intervista. Al convivio si è unito il cane di famiglia che non ha smesso un minuto di strusciarsi  intorno allo scrivente per la gioia di vedere un ospite speciale.

 

Giovanni Mercadante

Giovanni Mercadante

Giornalista freelance, studioso di storia e araldica, interprete traduttore di tre lingue, esperto di ricerche di mercato e know-how tecnologico.

Corrispondente da Altamura per Newsfood.com
Altamura, capitale dell’Alta Murgia Barese

 

 

 

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Contatti: Redazione Newsfood.com

 

 

 

 

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