Nessun mistero, Eluana è morta per disidratazione: lo dice l'autopsia

Nessun mistero, Eluana è morta per disidratazione: lo dice l'autopsia

 

Foto: TGCOM

Dopo tanti sospetti “insufflati” anche in trasmissioni televisive dove si sono imbanditi processi “a botta calda”, comnicano ad emergere alcune certezze. La morte di Eluana Englaro
è avvenuta per arresto cardiocircolatorio dopo una crisi di natura elettrolitica conseguente a disidratazione: questo è il primo dei risultati ai quali sono giunti i primi
esami dell’autopsia eseguita ieri sera a Udine, nell’ospedale Santa Maria della Misericordia sul corpo della donna morta lunedì sera nella casa di riposo La Quiete del capoluogo
friulano.

Secondo questi risultati – dei quali si è saputo da fonti sanitarie friulane – la morte può essere compatibile con quanto previsto dal protocollo definito sulla base del
decreto della Corte di Appello di Milano per l’interruzione della nutrizione di Eluana. La conferma potrà venire, comunque, solo dalla relazione preliminare che i periti
consegneranno oggi alla Procura della Repubblica di Udine che ha disposto l’autopsia e, in una seconda fase, dai risultati degli esami chimico-tossicologici, per i quali saranno
necessari alcuni giorni o anche due-tre settimane.

Durante l’autopsia gli anatomopatologi hanno completato tutti i prelievi di campioni di tessuti e organi per le analisi di laboratorio, compresi campioni di tessuti cerebrali.

E il ministro della Giustizia se la prende… con i giudici

Angelino Alfano fa il ministro della Giustizia, ma ieri sera – partecipando a una puntata di Ballarò – deve averlo completamente dimenticato. Ha avuto l’ardire di sostenere,
infatti, che Eluana non è morta nell’incidente stradale di cui è rimasta vittima 17 anni fa, ma “di giustizia”, cioè in virtù delle sentenze emesse sul suo
caso dalla magistratura. Peccato che queste sentenze siano state confermate in tutti i gradi di giudizio, fino alla Cassazione. Un ministro della Giustizia (se vuole continuare a
considerarsi tale) dovrebbe essere più rispettoso nei confronti dei magistrati e delle sentenze dei tribunali. 

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