Mancini: «innovazione, parola chiave per lo sviluppo del Lazio»

Roma – Il 2008 sarà un anno importante per il turismo del Lazio, perché sono in arrivo l’approvazione dei regolamenti attuativi della nuova legge regionale in vigore dallo
scorso agosto e un bando per sostenere progetti di imprese turistiche, in cantiere ci sono poi una cabina di regia per definire le priorità di investimenti nel campo dell’innovazione e
la nuova Agenzia del Turismo di Roma e del Lazio.

Sono questi gli impegni prioritari annunciati da Claudio Mancini, assessore regionale allo Sviluppo Economico, Ricerca, Innovazione e Turismo. In quest’intervista, rilasciata a
Labitalia/Adnkronos, l’assessore fa il punto sulle attività dell’assessorato.

Assessore Mancini, quali sono le priorità che ha assunto all’inizio del mandato?

Ciò a cui punta questo assessorato è dare slancio ai settori produttivi che devono essere alla base di uno sviluppo sostenibile, affinché possano effettivamente concorrere
alla crescita equilibrata del nostro territorio e permettere al Lazio di competere a livello internazionale. Perseguire questo obiettivo significa mettere in piedi una programmazione complessa
per sviluppare infrastrutture fondamentali, comprese quelle immateriali, le università, i centri di ricerca, le imprese con tecnologie avanzate e i servizi legati ai beni culturali, la
cui fruizione costituisce la parte prevalente dell’economia legata al turismo. Dobbiamo far decollare i distretti del futuro, l’Aerospazio, le Biotecnologie, l’Information and Communication
Technology, ai quali si aggiungeranno il nuovo Distretto Tecnologico per i Beni e le Attività Culturali e quello per le energie rinnovabili. Ma non solo. L’innovazione deve diventare la
parola chiave in ogni campo d’applicazione, dalla sanità fino alla salvaguardia dell’ambiente. Su tutto questo occorre investire con una doppia operazione. Sul piano economico,
naturalmente. Così come sul piano culturale, per impostare un’azione di governo complessivamente orientata alla qualità del lavoro e alla coesione sociale. La priorità, in
questo senso, è riuscire a coinvolgere l’intero territorio, con strategie e progetti mirati. Insomma, mettiamo una pietra tombale sui finanziamenti a pioggia e impegniamoci a costruire
luoghi d’incontro fra impresa e ricerca. L’attività di marketing, poi, dovrà ripartire dai nostri punti di forza. E per promuoverli andremo avanti con la riforma che abbiamo
già avviato, per disporre di un’organizzazione più snella, efficace e con minori costi di funzionamento.

Quali sono le linee guida su cui si muove nell’ambito dell’innovazione?

Lavorare per mettere in rete gli attori del sistema produttivo del Lazio, liberare tutte le risorse possibili per sostenere i processi innovativi ed essere di stimolo alla capacità
d’iniziativa delle imprese e del mondo della ricerca sono i cardini delle nostre politiche. I distretti che ho citato indicano settori produttivi su cui puntiamo, ma per raggiungere buoni
risultati è indispensabile coinvolgere l’intera filiera produttiva. Per stringere i rapporti di collaborazione tra pubblico e privato istituiremo una cabina di regia di cui faranno parte
imprese e mondo della ricerca, che insieme contribuiranno a definire le priorità per gli investimenti. E non è un caso se le formule di sostegno che abbiamo scelto sono
soprattutto di cofinanziamento: la Regione investe sull’innovazione, a favore delle imprese, ma queste ultime debbono mettersi in moto e partecipare anche all’impegno economico. Purtroppo il
disavanzo ereditato nella sanità non ci consente di intervenire a favore dello sviluppo con interventi sulla leva fiscale, ma ciò nonostante siamo riusciti a mettere in campo
molte risorse. A questo proposito voglio sottolineare gli stanziamenti che abbiamo previsto con l’ultimo bilancio regionale: il Fondo per lo sviluppo economico, la ricerca e l’innovazione
è stato rifinanziato con 25 milioni di euro per ciascuno degli anni 2008, 2009 e 2010; il Fondo per la ricerca scientifica invece metterà a disposizione 5 milioni e mezzo nel 2008
e altrettanti nel 2009. Investimenti ai quali si aggiunge il nuovo Fondo per il sostegno della ricerca e dello sviluppo sperimentale in ambito sanitario, di 30 milioni in tre anni.

Come vede l’evoluzione del turismo nella nostra regione?

Il turismo è un settore trainante della nostra economia e sta vivendo una fase molto positiva. Gli arrivi e le presenze continuano a crescere, tanto da influire in modo decisivo sul dato
nazionale. Questo è il frutto di una politica che sta migliorando l’offerta turistica, ma si può fare ancora molto per incrementare lo sviluppo, soprattutto nei territori che
hanno notevoli patrimoni culturali e ambientali, ma finora sono rimasti ai margini della crescita. Ci sono poi realtà che necessitano di interventi di riqualificazione per essere
rilanciate, come le nostre coste, per le quali abbiamo istituito un Fondo straordinario di 30 milioni di euro.

Quel che è certo è che a dare una spinta propulsiva al settore ha contribuito non poco il boom dei voli low cost, per i quali sarà essenziale procedere velocemente alla
realizzazione del futuro scalo di Viterbo. Nuove prospettive arrivano anche dai mercati emergenti, come quello indiano, ai quali stiamo rivolgendo la nostra promozione con proposte mirate. Nei
prossimi anni, inoltre, ci aspettiamo una notevole crescita del turismo legato agli affari e al settore congressuale, che graviterà intorno alla Fiera di Roma e al nuovo Centro Congressi
che sorgerà all’Eur.

Sul fronte della promozione, poi, sarà centrale il ruolo dell’Agenzia del Turismo di Roma e del Lazio, un ente completamente rinnovato che dovrà occuparsi allo stesso tempo della
Capitale e della regione. Una mission che risponde a una decisione strategica, perché il turismo internazionale nelle località laziali può crescere soltanto se agganciato
al soggiorno a Roma. E per valorizzare i territori delle province sosterremo le manifestazioni storiche e tradizionali dei piccoli centri – alle quali abbiamo già destinato un fondo
complessivo di 5 milioni di euro – per inserirle in una programmazione unitaria che pubblicizzeremo anche all’estero.

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