Cinquanta milioni per le imprese toscane più innovative

Firenze – Le fondazioni bancarie hanno risposto all’appello della Regione ed investiranno, assieme ad altre istituzioni, nel capitale di rischio delle imprese toscane piccole e medie
più innovative: quelle che nasceranno e quelle che già esistono ma che vogliono espandersi.

E’ la novità, importante, che contraddistingue la firma del protocollo d’intesa per la costituzione di un fondo chiuso di investimento mobiliare, che oscillerà da un minimo di 30
a un massimo di 50 milioni di euro, sottoscritto stamani a Palazzo Bastogi dalla Regione, da Fidi Toscana, dalla società di gestione del risparmio Sviluppo Imprese Centro Italia
(S.I.C.I.), di cui anche la Regione Toscana è azionista, e dalle fondazioni bancarie.

Il fondo, che si chiama Toscana Innovazione», sarà gestito da Sici, e avrà la durata di 12 anni. La Regione vi contribuisce per il 40%, cioè fino a un massimo di 24
milioni di euro. Le dieci fondazioni bancarie che hanno aderito sono: Fondazione Monte dei Paschi di Siena, la Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca, la Fondazione Cassa di Risparmio di Pisa,
la Fondazione Cassa di Risparmio di Carrara, la Fondazione Cassa di risparmio di Pistoia e Pescia, la Fondazione Cassa di risparmio di San Miniato, la Fondazione Cassa di Risparmio di Livorno,
la Fondazione Cassa di risparmio di Prato, la Fondazione Banca del Monte di Lucca e la Fondazione Cassa di Risparmio di Volterra. «Già oggi le fondazioni investono nel territorio –
ricorda il presidente della Toscana, Claudio Martini – Sostengono progetti che hanno a che fare con le politiche sociali ed iniziative culturali. Investono a volte anche in progetti di ricerca
ed innovazione, con importanti ricadute sull’economia e sull’industria, non ultimo sul manifatturiero che, grazie all’innovazione, potrà creare occupazione di qualità. Per
rilanciare ed aiutare lo sviluppo dell’economia toscana, l’abbiamo detto tante volte, non è però solo importante che ognuno giochi il proprio ruolo, occorre anche sapersi
coordinare al meglio, per evitare sovrapposizioni e quindi sprechi di risorse. La scelta di aderire al nuovo fondo destinato alle imprese toscane va proprio in questa direzione e mi auguro che
altri soggetti seguano questo esempio».

«Con questo nuovo strumento – aggiunge Massimo Abbagnale, presidente di S.I.C.I. – intendiamo creare un polo di attrazione in Toscana per i migliori ricercatori italiani ed
internazionali, nonché sviluppare progetti che abbiamo una forte potenzialità imprenditoriale, anche attraverso la collaborazione con i centri di ricerca universitari già
presenti sul territorio». Già in passato la Regione ha dato vita a fondi mobiliari a sostegno delle imprese, piccole e medie. Il nuovo strumento, che è un tipico fondo
chiuso di venture capital per la partecipazione al capitale di rischio delle imprese, si rivolgerà alle aziende di cui esiste solo un’idea o che sono appena state avviate – la cosiddetta
fase dell’early stage, dal seed allo start up nel gergo degli addetti ai lavori – ma anche a quelle imprese che già esistono, che vogliono crescere e che decidono di dare vita a nuovi
sviluppi industriali. Il taglio degli investimenti sarà compreso tra i 500 mila e i 3 milioni di euro: la durata media dei singoli investimenti sarà tra i tre e i sette anni.
Obiettivo del fondo è quello di realizzare plusvalenze derivanti all’investimento in piccole e medie imprese che operano sul territorio o che abbiamo in programma un investimento
finalizzato all’insediamento sul territorio, attive in settori ad alto contenuto tecnologico e innovativo o che stiano sviluppando innovazioni di prodotto o di processo. Naturalmente saranno
premiate le imprese che daranno maggiori garanzie di crescita: l’obiettivo, non secondario, è infatti anche quello di aiutare aziende capaci di rimanere sul territorio e di fornire posti
di lavoro stabili, scommettendo sulle idee.

Walter Fortini

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