Lombardia: A Lodi patteggiano il macellaio e il veterinario accusati di maltrattamenti su mucche da latte “da riforma”
9 Marzo 2009
Lodi – Ha patteggiato quattro mesi di reclusione il titolare del Macello Calzi di Bertonico (Lodi), e tre mesi un altro responsabile della struttura, due dipendenti dello stesso, e un
medico veterinario della ASL di Lodi, tutti imputati per i maltrattamenti inflitti alle mucche da latte cosiddette “da riforma”. Il Giudice ha quindi accolto la richiesta presentata dai legali
degli imputati nell’udienza del 2 febbraio scorso.
Il procedimento penale era scaturito dalla denuncia presentata da Animals’ Angels e LAV in seguito a una lunga investigazione, conclusa nel giugno 2006 e condotta in allevamenti di mucche da
latte e macelli, la maggior parte dei quali situati in Lombardia, Piemonte ed Emilia Romagna.
Le immagini realizzate durante l’investigazione, diffuse da Animals’ Angels e LAV, documentavano le gravi illegalità compiute ai danni di mucche da latte cosiddette “da riforma”,
cioè giunte alla fine di un intensivo ciclo di produzione e sfruttamento, mostrando animali non più in grado di camminare, in condizioni di salute così gravi da non essere
più in grado di alzarsi e di spostarsi autonomamente, caricati a forza sui camion con la pala di un trattore, alzati con un verricello, trascinati con catene e corde, maltrattati con
pungoli elettrici per farli alzare, picchiati. Tali illegalità sono state oggetto della formale denuncia di Animals’ Angels e LAV, costituitesi parte civile nel procedimento.
“Questa sentenza è un’ulteriore conferma dei maltrattamenti e delle inaccettabili pratiche di trasporto degli animali condotti verso il macello, è una condanna di quella filiera
zootecnica che rifiuta l’applicazione delle norme comunitarie e nazionali, e il rispetto degli animali ormai radicato nei cittadini – dichiara Roberto Bennati, Vicepresidente della LAV –
L’industria della macellazione, gli allevatori e i servizi veterinari facciano ora la loro parte, varando un piano di repressione dei maltrattamenti, ancora diffusi in particolare in Lombardia,
Veneto, Emilia Romagna e in Piemonte”.
“E’ necessario che la struttura del Macello Calzi sia sottoposta a una vigilanza più restrittiva, come emerso anche dall’ispezione dell’Ufficio veterinario della Commissione Europea
(F.V.O), e che la ASL vigili sull’attività dei veterinari all’interno del macello. – prosegue Bennati – E’, inoltre, urgente che queste Regioni, e il Ministero della Salute, emanino
provvedimenti di vigilanza sul benessere animale in allevamento, per fare chiarezza sulla sorte delle mucche in stalla, e sui tempi e modalità di eutanasia degli animali non trasportabili,
altro rovescio di grande criticità della medaglia di questo fenomeno”.
“Sottolineiamo l’importanza della condanna a 3 mesi per un medico veterinario ASL e chiederemo ai Responsabili della ASL, e all’Ordine dei Veterinari, di adottare provvedimenti di natura
disciplinare, con l’augurio che questo veterinario non si occupi più di benessere degli animali – conclude Simone Pavesi, coordinatore LAV, Lombardia – Il nostro ringraziamento va, infine,
all’avvocato Roberto Rota, del foro di Lodi, per il prezioso lavoro svolto in vista del dibattimento”.





