L’impresa Italia ha chiesto la certificazione a garanzia, ora tutti al lavoro

L’impresa Italia ha chiesto la certificazione a garanzia, ora tutti al lavoro

By Redazione

 4 Novembre 2011, festa delle Forze Armate (…speriamo non ce ne sia più bisogno e che i nostri figli non si trovino uno di fronte all’altro con una barricata in mezzo).

Oggi venerdì, a Cannes si è presa una decisione importante e si spera che sia una iniziativa dell’Italia la richiesta di essere “certificata” e pare che Barroso abbia confermato le
dichiarazioni di Berlusconi.

Se così fosse, il colpo di reni del nostro governo sarebbe quella mossa che l’elettorato pensante* di Silvio Berlusconi  si aspettava da tempo e che ora può riaccendere una
certa speranza ma attento Silvio Berlusconi. Il tuo elettorato ti chiede di mantenere le tue promesse, quindi meno Foga e metti tutti in Roga (te per primo!)
*Elettorato pensante: sono molti quelli che hanno dato credito a Silvio Berlusconi, per la sua capacità imprenditoriale. “Se non ci riesce lui a
salvare l’impresa Italia, non ci riesce nessuno”.

Sicuramente saremo messi sotto torchio tutti ma, almeno in teoria, e salvo qualche “furbata”, si potranno apportare i correttivi necessari ed in modo più trasparente per un bene
comune.
Per il cittadino è solo un bene avere la classe dirigente che deve rendere conto del suo operato ad un organismo esterno.

Genova e la Liguria sono in ginocchio, l’Italia e gli Italiani sono in ginocchio, l’Europa ed il mondo moderno sono in ginocchio ma fanno finta di non saperlo.
Possiamo solo pregare o forse è arrivato il momento di alzare le chiappe e darsi da fare per salvare la barca, riscoprire il gusto di raggiungere degli obiettivi  e dare il giusto
peso ai veri valori?

Ognuno i noi deve fare la sua parte, in proporzione alle sue capacità e possibilità.

Berlusconi stesso, e chi ha la liquidità, dovrebbe dimostrare la sua fiducia sottoscrivendo i titoli di stato.
Ed ognuno di noi dovrebbe contribuire a sostenere le imprese italiane acquistando prodotti  italiani. Senza impresa non ci possono essere posti di lavoro.

In Africa, quando c’è la siccità e rimangono solo poche pozze per assetarsi, seguendo uno schema mai scritto ma ben radicato negli esseri animali, si avvicinano all’acqua prima i
predatori e poi via via gli altri abitanti della savana.
La cosa più strabiliante è che in quella situazione i predatori (leggi: banche & co.), che avrebbero gioco facile, non si approfittano della situazione di bisogno e di stato di
grande inferiorità delle prede (leggi: imprese &co.).
Le prede non si azzuffano tra loro per arrivare prima, non si lamentano se l’acqua non è fresca e pulita, non si mettono ad imprecare contro la malasorte o contro il sole per aver
inaridito i fiumi. Tutti gli animali non possono fare altro che subire i cicli della natura, cercando di resistere e di sopravvivere in attesa delle grandi piogge.

Ed allora si ripartirà con la solita lotta per la sopravvivenza quotidiana: la gazzella dovrà correre per non farsi mangiare dal leone ed il leone dovrà correre se
vorrà procurarsi il suo pasto (sì, proprio il Re Leone, perchè anche nel regno animale è arrivato il femminismo e le leonesse non hanno più voglia di accudire i
cuccioli ed andare anche a caccio per il loro regale marito!)

Gli animali non possono combattere la siccità ma noi umani sì.
Loro non sono in grado di scavare pozzi ma noi sì.

Loro non hanno altre risorse nascoste ma noi sì.

Si tratta di rimettere in equilibrio un sistema che è ormai marcio, non c’è più ricambio ed in più la macchina dello stato (scritto volutamente con la s minuscola) non
è più un “buon pastore” che accudisce il gregge rispettandolo e proteggendolo dai lupi ma è diventato lui stesso più feroce ed esigente.

Ci riferiamo ovviamente all’impresa Italia ma anche a tutti gli altri sistemi di governo e/o di gestione umana dove la formica è ormai schiava della cicala.
 
In Italia, tante sono le cose da cambiare, a cominciare dagli sprechi del Governo e di tutti quelli che sono sul carrozzone pubblico e che godono di grandi benefici di questo malaffare (dai
grandi vertici a scendere fino ai più bassi livelli che comunque sono superiori alla media e molti ricevono lo stipendio “lavorando” quel minimo indispensabile e non possono nemmeno essere
cacciati fuori).
Senza parlare delle “pensioni d’oro” e dei benefit principeschi di cui godono troppi privilegiati.
Un nuovo governo -a meno che l’opposizione attuale non si rimangi le parole e faccia il contrario di quanto ha detto finora- non sarebbe certo in grado di risolvere i problemi perchè
troppi sono gli interessi di parte (corporazioni, lobby, amici, …)
Un nuovo governo (anche un governo tecnico) significherebbe solo perdere altro tempo ed altre spese inutili.

Solo un controllo sopra le parti può avere una visione più neutrale e controllare che ciò che viene fatto -con maggiore trasparenza- sia in linea con ciò che si deve
fare per allinearsi a quanto richiesto dall’Europa, ma soprattutto per dare un futuro più sereno ai nostri figli.

Lo si sa bene che il debito è un’eredità che ci trasciniamo da oltre cinquant’anni ma non risolviamo i nostri problemi piangendoci addosso o cercando colpevoli.

I problemi si affrontano e si risolvono remando tutti dalla stessa parte per un bene comune.

Ogni Italiano ha circa 4.500 € di debito ma sono ancora tanti quelli che continuano a spendere e a spandere, a fare altri debiti per frivolezze o a tentare la fortuna al gioco.

Il problema è sicuramente grave ma lo si può ancora risolvere se ognuno di noi dà un piccolo contributo alla causa.
Ma dobbiamo far ripartire l’impresa e l’economia per creare posti di lavoro e produrre reddito.

E’ il momento che il Governo e quanti hanno poteri decisionali, prendano le misure necessarie per sanare il debito guardando verso il futuro.

E’ finito il tempo dell’assistenzialismo e dei regali, non ce lo possiamo più permettere.

 
Se anche questo non porterà a risanare il debito pubblico non resta che il fallimento dell’impresa Italia.

I nuovi proprietari però non parleranno certo Italiano e nel decalogo del Dio Denaro non esiste la voce “pensioni d’oro” ma  nemmeno: Libertà, Democrazia, Dignità Umana,
Rispetto per l’Individuo, Figlio, Famiglia…è questo che vogliamo?

Mi sto chiedendo:
Perchè il leone, in periodo di grave siccità,  non approfitta delle facili prede?

Chi gli ha detto che se non facesse così resterebbe senza cibo nella stagione successiva?

Chi lo andrà a dire ai nostri esosi e famelici Banche & co.?

Giuseppe Danielli
Newsfood.com

Condividi su:

VISITA LO SHOP ONLINE DI NEWSFOOD