Liguria, arriva “Tavolo Blu”, per tutelare pesca ed ambiente
20 Aprile 2011
Unire benessere economico a rispetto per l’ambiente, coinvolgendo pubblico e privato.
Questo l’obiettivo del “Tavolo blu”, intesa nata in Liguria tra attori pubblici (Regione, Università, Capitaneria di Porto e privati (Osservatorio per la pesca ed associazioni
professionali). I
l tavolo di coordinamento ha una durata base di tre anni, in cui i membri s’impegnano a rendere la pesca locale economicamente fruttuosa, rispettando l’ambiente e le normative UE.
Per far questo, ogni protagonista ha il suo compito. La Regione dovrà consultarsi preventivamente con i privati in materia di politiche di pesca ed acquacoltura. Le associazioni
professionali (in primis Federcoopesca, Lega Pesca e Agrital) dovranno diffondere gli obiettivi del tavolo blu, cooperando alla loro realizzazione. Verrà inoltre dato spazio ad
iniziative legate alla promozione di filiera corta e consumo consapevole.
A livello burocratico, il tavolo blu è stato ratificato dalla firma dagli assessori regionali alla pesca Giovanni Barbagallo e all’ambiente Renata Briano, dai rappresentanti di
Federcoopesca, Lega Pesca e Agrital, dal Capitano di corvetta Luigi Zippo in rappresentanza del comandante del porto Felicio Angrisano, dal professor Riccardo Cattaneo Vietti
dell’Università di Genova e dal presidente dell’osservatorio Ligure marino per la pesca e l’ambiente Germano Gadina.
Nonostante la nascita sia recente, l’agenda degli appuntamenti è già piena. Tra le questioni più calde, spiccano la modernizzazione delle navi da pesca, il sostegno di
pesca tradizionale ed acquacoltura e la doppia tutela, di livello della produzione e qualità del lavoro dei produttori ( 550 pescherecci, con 5000 addetti d’indotto.
Riguardo poi al binomio vantaggio economico-alimentazione migliore, la strategia è quella indicata da Renata Briano, assessore all’Ambiente e all’ Altra economia e stili di vita
consapevoli. Conclude infatti Briano: ” Il Tavolo Blu dovrà servire a promuovere la filiera corta anche nella pesca. Per cercare di far capire sempre a più consumatori che e’
molto meglio nutrirsi con il pesce del Mar Ligure, anche delle specie meno conosciute, come sugarelli, leccie, palamite, lampughe, acciughe piuttosto che con il pangasio che arriva dai fiumi
del Vietnam, della Thailandia e della Cambogia”.
Matteo Clerici
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