Licenziamento per astensione dalla prestazione lavorativa a seguito di grave inadempimento del datore di lavoro

D: E’ legittimo se mi assento dal lavoro se il mio datore di lavoro ha posto in essere un grave inadempimento nei miei confronti come l’inosservanza delle fondamentali norme di sicurezza. Mi
può licenziare?

R: L’ipotesi del sopravvenuto venir meno in modo totale o parziale della prestazione lavorativa tale da giustificare il licenziamento (art. 18 della L. n. 300/1970) per giusta causa o per
giustificato motivo non è ravvisabile se il mancato o non completo adempimento del lavoratore trova giustificazione nella mancata adozione da parte di datore di lavoro delle misure di
sicurezza.
Il datore è tenuto ad osservare a tutela dell’integrità fisica e psichica del prestatore di lavoro e se quest’ultimo prima dell’inadempimento secondo gli obblighi di correttezza
informa il datore di lavoro circa le misure necessarie da adottare a tutela dell’integrità fisica e psichica del lavoratore, sempre che tale necessità sia evidente o, comunque,
accertabile o accertata, non può licenziarlo in caso di rifiuto di lavorare.

Lo ha stabilito la Corte di Cassazione, con la sentenza n. 21479 del 7 novembre 2005, ricordando che nei contratti a prestazioni corrispettive, quando una delle parti giustifica il proprio
inadempimento con l’inadempimento dell’altra, occorre procedere alla valutazione comparativa del comportamento dei contraenti non soltanto in riferimento all’elemento cronologico delle
rispettive inadempienze, ma anche in relazione ai rapporti di causalità e di proporzionalità di tali inadempienze rispetto alla funzione economico-sociale del contratto.
Ciò serve per determinare se effettivamente il comportamento di una parte giustifichi il rifiuto dell’altra di eseguire la prestazione dovuta.

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