Liberi professionisti: la sfida del futuro previdenziale

Liberi professionisti: la sfida del futuro previdenziale

Il giorno due luglio si terrà presso la Facoltà di Economia della Sapienza il Convegno dal titolo “Il futuro previdenziale dei liberi professionisti – le proposte dei
giovani”. L’incontro è stato organizzato dalle sigle associative rappresentanti i giovani avvocati (AIGA), dottori commercialisti ed esperti contabili (UNGDCEC), consulenti del lavoro
(UGCdL), notai (ASIGN), architetti (GIARCH) ed ingegneri (AIGI). Alla tavola rotonda, moderata dal prof. Massimo Angrisani, parteciperanno insieme ai rappresentanti delle associazioni
giovanili anche esponenti Istituzionali che da tempo si occupano della questione come il Sen. Viespoli, il Sen. Treu e l’On. Lo Presti. Sono invitati a partecipare al dibattito anche i presidenti
delle diverse Casse privatizzate e private.

In tale sede sarà esplicitata la volontà delle succitate componenti giovanili (altre sigle giovanili sono in fase di adesione) di istituire una piattaforma di studio attraverso
la quale potranno essere elaborati e proposti provvedimenti condivisi volti alla sostenibilità finanziaria del sistema ed all’adeguatezza delle prestazioni attese dai giovani iscritti
al mondo delle Casse professionali. I tempi della previdenza sono decisamente lunghi e di conseguenza le necessarie azioni correttive devono essere condotte con sufficiente anticipo evitando che
si sviluppino problemi di insostenibilità dalle dimensioni in futuro difficilmente rimediabili.

Il fine è quello di ragionare in via prospettica tutelando soprattutto le posizioni dei più giovani, in quanto maggiormente esposti, rispetto ai principi di sostenibilità, di
solidità finanziaria, certezza dell’erogazione delle prestazioni previdenziali ed assistenziali oltre che, soprattutto, di equità intergenerazionale. In quest’ottica sarà
possibile prevedere sia misure di solidarietà intergenerazionale che intercategoriale, al fine di garantire una certezza ed adeguatezza a tutti i giovani lavoratori autonomi aderenti al
sistema, prescindendo dalla singola professione a cui appartengono.

In generale siamo profondamente convinti che, pur tenendo conto delle singole peculiarità, esistano diversi elementi di rischio comuni a tutte le diverse Casse di previdenza privatizzate e
che pertanto possano essere condivise politiche collegiali volte alla diversificazione di queste tipologie di rischi ed alla creazione di un sistema di welfare garantista per tutti i giovani
liberi professionisti.

In questo senso l’obiettivo è la sostenibilità dell’intero impianto previdenziale oltre che quello delle singole Casse. Elementi di condivisione dovrebbero essere il controllo dei
rischi associati agli investimenti dei patrimoni, le politiche a sostegno dei redditi dei più giovani, il monitoraggio delle evoluzione demografiche, i meccanismi di adeguamento automatico
dei coefficienti di trasformazione, le politiche di immunizzazione dai rischi di assenza di nuovi iscritti (su quest’ultimo tema è previsto un intervento del dott. Alessandro Trudda,
ricercatore di matematica attuariale dell’Università di Sassari).

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