Legambiente: «Provvedimento scandaloso. E’ un condono permanente»

Legambiente: «Provvedimento scandaloso. E’ un condono permanente»

«Il piano casa presentato oggi in Consiglio dei ministri è un vero e proprio condono permanente. Un piano scandaloso che consente di sanare tutto e sempre e supera ogni più
cupa previsione». Vittorio Cogliati Dezza, presidente nazionale di Legambiente, commenta così il provvedimento finalizzato al rilancio dell’attività edilizia e del tessuto
urbanistico di cui Silvio Berlusconi ha esposto questa mattina in Consiglio dei ministri le linee guida.

«Il provvedimento riscrive completamente la normativa in materia di edilizia – prosegue Cogliati Dezza – e abolisce il permesso di costruire, sostituendolo con una semplice
autocertificazione. Prevede l’aumento di cubatura di appartamenti e condomini del 20%, anche per gli immobili abusivi già sanati, e la demolizione e ricostruzione ex novo di manufatti
realizzati oltre trent’anni fa, in barba a regolamenti e piani urbanistici. Abbiamo già espresso al presidente del Consiglio e ai presidenti delle Regioni e province autonome le nostre
preoccupazioni; continueremo a sollecitare presidenti e assessori regionali affinché respingano il provvedimento».

Secondo Legambiente – che ha aderito all’appello di Repubblica.it contro la nuova legge edilizia – i punti più gravi del testo in discussione sono infatti:

– l’introduzione di una «procedura di conciliazione con ravvedimento operoso» che consente di aprire un contraddittorio con il Comune per stabilire quali interventi possano rendere
l’opera conforme al piano anche nei casi di abusi non sanabili. Si allargano così le maglie per autorizzazioni in deroga e accertamenti postumi di conformità, che di fatto diventano
automatici. In pratica si può sanare tutto e sempre. Sarebbe stato il sogno dei proprietari di Punta Perotti e dell’Hotel Fuenti a Vietri sul Mare.

– l’abolizione del permesso di costruire, che varrebbe per la casetta al mare, ma anche per i grattacieli di Fucsas e di Piano a Torino o quelli della ex fiera di Milano. A certificare che va
tutto bene sarà sempre il progettista e il Comune avrà appena 30 giorni di tempo per le verifiche, poi partono i lavori. Gli uffici tecnici diventano insomma uffici postali a cui
inviare certificati di conformità e Dia. Una strada che, secondo Legambiente, rischia di ingolfare i Tar di contenziosi giuridici e di liberalizzare qualsiasi abuso.

– la trasformazione in «atto libero», quindi gratuito, della manutenzione ordinaria e straordinaria degli immobili (attualmente soggette a Dia). In pratica, trasformazioni anche
sostanziali degli appartamenti, comprese opere sotterranee con un aumento di cubatura di oltre 20%, potranno essere effettuate senza informare nessuno e senza bisogno di alcun controllo o di una
supervisione tecnica. Per Legambiente è una clamorosa spinta al fai da te dell’edilizia e al lavoro nero. Da sottolineare, inoltre, la clamorosa contraddizione fra questa misura e
l’introduzione del Fascicolo del fabbricato, che dovrebbe invece contenere tutte le informazioni relative ai nuovi interventi realizzati.

– infine, la riduzione delle sanzioni per tutte le violazioni di legge, sia penali che amministrative, una vera e propria depenalizzazione dei reati di abusivismo edilizio.

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