Legambiente e i supermercati Interdis insieme per regalare aria pulita e alberi alle città

Allo Zen di Palermo, a Giugliano in provincia di Napoli, alla periferia di Latina e a Taranto nasceranno quattro nuove aree alberate grazie a Legambiente e alla spesa nei supermercati del
gruppo Interdis, è questo il «premio» che si può vincere partecipando alla nuova raccolta punti fedeltà degli oltre 500 negozi in tutta Italia.

Accanto ai regali tradizionali tra cui i consumatori sono abituati a scegliere ogni anno, sul nuovo catalogo ci sarà anche «l’albero di Legambiente», ossia sarà
possibile scegliere di contribuire concretamente alla battaglia contro i cambiamenti climatici destinando i propri punti all’acquisto di alberi che saranno piantati in quattro città
italiane. Duplice l’obiettivo dell’iniziativa: da un lato aumentare e migliorare la dotazione di verde urbano per contrastare, riossigenando l’aria, gli effetti dell’inquinamento all’interno
delle città; dall’altro rendere più belli e vivibili luoghi che hanno bisogno di essere valorizzati.

Queste le città e i luoghi scelti per i nuovi polmoni verdi. A Palermo, una scuola nel cuore della periferia più difficile e degradata della città. Un progetto di recupero
ambientale e sociale, di ritorno alla legalità, che ha già portato alla realizzazione di un campo da calcetto e di uno da pallavolo. E’ il Giardino delle Idee dell’istituto
Giovanni Falcone nel quartiere Zen, uno spazio dedicato allo sport e circondato da un’area verde che, per crescere, ha bisogno di nuovi alberi. A Giugliano, in provincia di Napoli, in un
territorio stretto nella morsa soffocante della criminalità organizzata e delle ecomafie, dove la camorra ha sotterrato illegalmente tonnellate di rifiuti tossici. Qui c’è la
scuola media che gli alunni stessi hanno voluto intitolare alla memoria di Peppino Impastato, il giovane eroe antimafia ucciso dalla mafia nel 1978. Una scuola che da alcuni anni si dedica al
recupero di giovani a rischio di esclusione sociale e alla educazione alla legalità. A Latina in un’area pubblica, conosciuta come Aula Verde, che fino a metà degli anni novanta
versava in stato di completo abbandono, quindi bonificata e oggi in gestione a una scuola elementare che si occupa del rimboschimento e della piccola manutenzione. Tra le attività dei
bambini della scuola c’è anche quella della pulizia periodica di quello che oggi è un vero e proprio laboratorio didattico di quartiere. A Taranto, la scelta è caduta sulle
grandi aiuole spartitraffico sotto il ponte Punta Penna, un’area degradata priva di alberi dove molti tarantini amano però andare a fare jogging. Riqualificare la zona, dunque, creando
un piccolo polmone verde per restituire qualità a un pezzo della città.

«Si valuta che la deforestazione incida tra il 20 e il 25% sull’aumento in atmosfera dell’anidride carbonica, che è il principale dei gas a effetto serra causa dei cambiamenti
climatici – ha detto Rossella Muroni, direttore nazionale di Legambiente -. Mettere a dimora degli alberi, specialmente nelle aree urbane, è un’azione concreta con effetti concreti. In
più contribuisce a migliorare sia dal punto di vista ambientale che sociale luoghi che spesso sono stati sacrificati al cemento o abbandonati alla loro sorte perché considerati
marginali, come è accaduto nelle periferie di gran parte delle nostre città».

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