Nutrimento & nutriMENTE

L’è nen mach erba – L’insalata non è solo erba

L’è nen mach erba – L’insalata non è solo erba

By Giuseppe

“ CIBO E DINTORNI”
a cura di Giuseppe Brandone
“ L’E’NEN MACH ERBA”

Tarassaco (Pissacan in piemontese)
Tarassaco (Pissacan in piemontese)

E’ l’insalata.
Il suo nome deriva da insalare, vocabolo non più in uso, dal significato di “aggiungere sale“. Infatti, per gustare appieno un’insalata è indispensabile un pizzico di sale aggiunto all’aceto e all’olio. In passato, in Piemonte, durante i tristi anni dell’ultima guerra si usava l’olio di noci e quello di nocciole, mentre in Lombardia anche olio di semi, mentre in veneto quello tratto dai vinaccioli.

 

 

Un po’ di storia 

L’impiego degli ortaggi nell’alimentazione umana risale alla preistoria.

Valerianella (sarsèt in piemontese)
Valerianella (sarsèt in piemontese)

Gli studiosi sono concordi nel ritenere che i primi uomini abbiano vissuto principalmente nutrendosi di erbe e frutti selvatici, cibi alla portata di tutti, per i quali non erano necessari grossi sforzi o particolari tecniche.
Con il passare del tempo, mentre l’uomo da nomade diventava sempre di più stanziale, gli erbaggi e gli ortaggi selvatici si trasformavano in oggetto di coltivo negli orti e nei campi.
E veniamo alla nostra insalata, della quale, tra le varie sue tipologie, ricordiamo che egiziani, greci e romani conoscevano bene le virtù alimentari della cicoria. Probabilmente questo ortaggio è sempre stato apprezzato per il suo gradevole sapore amarognolo: oggi sappiamo che questo è causato da una sostanza denominata acido cicorico oppure di-caffeil-tartarico che è di aiuto alla digestione.

Cipollotto, ingrediente ideale per una buona insalata di erbe selvatiche
Cipollotto, ingrediente ideale per una buona insalata di erbe selvatiche

Anche la lattuga era coltivata nell’Evo antico e furono poi gli arabi a migliorarne l’aspetto e le caratteristiche organolettiche.
Una curiosità: stranamente la lattuga, fuori dall’Italia, veniva consumata cotta e, in Francia e in Inghilterra, ad esempio, solo a partire dal Settecento si cominciò a consumarla cruda.

 

=======La ricetta=======

Insalata di Valerianella (Sarsèt) e Tarassaco (Pissacan)
Ideale in primavera quando le erbe selvatiche sono tenere

Dosi per quattro persone:
200 gr. di sarsèt puliti e ben lavati;
150 gr. di pissacan ben puliti e lavati;
2 cipollotti;
4 uova sode;
4 cucchiai di olio extravergine di oliva;
2 cucchiai di aceto di vino rosso;
sale.

Preparazione:

Tagliare a rondellee sottili i cipollotti e lasciateli macerare una decina di minuti nell’aceto. Unite nell’insalatiera i sarsèt, i pissacan e i cipollotti, condite con l’olio d’oliva (meglio se extra vergine) e mescolate bene. Guarnite il piatto con le uova sgusciate, tagliate a metà o a spicchi.

 

Insalata russa alla piemontese
Insalata russa alla piemontese

 

L’insalata russa  
Pur essendo presente in molti menù di ristoranti piemontesi. Questa particolare “insalata” non è né russa e né piemontese. In Russia non esiste.
In Germania viene chiamata ”insalata italiana”; i tedeschi, che ne vanno matti, la chiamano infatti “Italianischer salat”.
C’è comunque un motivo per avere questo nome: la “russa” è un piatto nato all’inizio del Novecento, quando nella riviera ligure di ponente, in particolare a San Remo e a Bordighera vivevano molti aristocratici russi, fuorusciti dalla propria patria a causa dell’incipiente rivoluzione sovietica. Si trattava di ricchi fortemente spendaccioni e, a questa particolare e danarosa clientela, venivano presentate preparazioni culinarie costose e prelibate tanto che questo piatto, in particolare, veniva servito con dadi di tartufo, medaglioni di aragosta o astice, decorazioni di caviale: tutti cibi di altissimo costo che solo i russi di allora potevano sopportare.

La ricetta base della insalata russa prevede alcune verdure lesse tagliate a dadini (patate, carote), pisellini e fagiolini, uova sode a pezzetti, tonno in scatola e qualche cappero; il tutto condito con maionese.

Cibo e dintorni

Rubrica a cura di
Giuseppe Brandone
in esclusiva per Newsfood.com
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