LACTITALIA, “pecorino sardo” prodotto in Romania: cosa dice SIMEST, la finanziaria

LACTITALIA, “pecorino sardo” prodotto in Romania: cosa dice SIMEST, la finanziaria

By Redazione

Abbiamo conosciuto la Dott.ssa Alessandra Colonna a Puegnago, il 6 settembre scorso, pochi giorni fa, in occasione del Convegno  “La filiera olivicola olearia del Garda bresciano” con il
Prof. Maurizio Servili, Università di Perugia. Ha sostituito il Dott. Massimo D’Aiuto, Amministratore delegato di Simest SpA.
In quell’occasione la Dott.ssa Colonna non ha avuto l’opportunità di ribattere a Ettore Prandini, Presidente Coldiretti di Brescia, sull’argomento LACTITALIA.
Lo fa ora su nostro invito.

Data: 14 settembre 2010 15:23:25 GMT+02:07
Oggetto: Newsfood.com___Opportunità di replica a news su Lactitalia

(La risposta)
Da: “Alessandra Colonna”  
Data: 14 settembre 2010 15:47:55 GMT+02:00

….come ha visto da lunedì scorso sulla stampa è uscito di tutto e di più.
Noi abbiamo preparato 2 comunicati stampa (uno il 6 e uno il 13) per chiarire le nostre posizioni e, al momento, come vede dai comunicati, aspettiamo di fare le nostre verifiche. Quindi  per
ora  riteniamo che questo sia sufficiente.
……….
Alessandra Colonna
Responsabile Funzione Comunicazione e Media
Communication and Media Relations Supervisor
 
SIMEST S.p.A.
Corso Vittorio Emanuele II, 323
00186 Roma
http://www.simest.it
 
Riportiamo i due comunicati integrali

Roma, 6 settembre 2010
1° comunicato Stampa Simest  
Le notizie apparse oggi sulla stampa non corrispondono a quanto di nostra conoscenza per quanto riguarda i prodotti della Lactitalia S.r.L. in Romania e per quanto concerne la Roinvest S.r.L.
(socio italiano che gestisce la società in Romania) e facente capo alla Famiglia Pinna, proprietaria di un’importante azienda in Sardegna di prodotti tipici italiani.
Come anche confermato da un esponente della Famiglia Pinna, i prodotti romeni assolutamente non riportano la dicitura “made in Italy”: un pecorino denominato “grattugia” è destinato
principalmente al mercato romeno e si configura con pezzi da 7 – 8 kg, ben diversi dal pecorino nostrano di 20 – 30 kg. Anche altri prodotti di latte vaccino: “Dolce Vita” e “Guru de Rai” sono
chiaramente prodotti non marchiati “made in Italy”.
SIMEST ha sostenuto l’internazionalizzazione della società italiana nel 2004 ed oggi l’attività di Fratelli Pinna Industrie Casearie S.p.A. è cresciuta, attestandosi a circa
55 milioni di euro prodotti in Italia.
Mentre lo sviluppo in Romania è servito a rafforzarsi su alcuni mercati esteri con buoni prodotti di fascia diversa che complessivamente rappresentano un fatturato di 4 milioni di
euro.
Ci sorprendono quindi queste notizie e comunque stiamo approfondendo con i Fratelli Pinna, nostri partner industriali, i contorni di questa vicenda che ci sembra un equivoco in quanto
configurerebbe un’azione contro i propri prodotti italiani ovvero contro se stessa.
Del resto SIMEST ha sempre fortemente sostenuto e sostiene lo sviluppo delle aziende italiane e, in particolare, del “made in Italy”.

Roma, 13 settembre 2010
2° comunicato Stampa Simest
Compito di SIMEST, Società finanziaria  pubblico-privata partecipata dal Ministero dello Sviluppo Economico, da Confindustria e dai principali Istituti bancari, è dal 1991
l’affiancamento delle  attività internazionali delle imprese italiane in un contesto economico sempre più globale e competitivo .
      Per adempiere alla missione assegnatale, SIMEST ha messo a punto un pacchetto di interventi sia finanziari che di servizi reali pensati in particolare per le PMI
che le consentono di intervenire a favore di iniziative che evidenziano caratteristiche progettuali di validità economico-finanziaria, di mercato e  di correttezza operativa da parte
dell’impresa italiana proponente che ne ha la gestione.
Nel caso di Lactitalia la partecipazione SIMEST  nella società rumena fu deliberata  nel 2004, secondo le modalità definite dalla L.100/90, per una quota minoritaria del
12%,  pari ad un  investimento di 390 mila euro prevedendo l’uscita dalla compagine azionaria nel 2011.
Al 31/12/2009  sono 245 le società di cui SIMEST figura in compartecipazione  come socio finanziatore, per la maggior parte  costituite nei paesi BRIC, nei Paesi della
sponda sud del Mediterraneo,  dell’Est Europa  e negli Stati Uniti .
In un mondo che cambia  rapidamente il compito che svolgono le “finanziarie di sviluppo” quale è SIMEST, è quello di aiutare le imprese, e qui da noi in particolare le PMI, a
tenere il passo  con la competizione globale affiancando con strumenti tecnici le capacità dell’imprenditore nel rispetto del suo ruolo.
Nel caso specifico SIMEST, appena appresa la notizia sulla vicenda Lactitalia, ha avviato le necessarie verifiche per appurare se si siano verificati nel corso dell’ultimo anno fatti o
comportamenti difformi rispetto a  quanto originariamente descritto nel progetto approvato  e che possano avere generato,a sua  insaputa, situazioni in contrasto con il complesso
di  normative che regolamentano la materia del “Made in Italy”.

Redazione
Newsfood.com

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