La Toscana premiata per il progetto sulla partecipazione
29 Novembre 2007
Toscana – La sindrome “nimby” è quella diffusa reazione per cui tutti si dicono d’accordo su un’infrastruttura o una grande opera, sicuramente utile ma che forse crea anche
qualche disagio, fin quando non tocca il proprio territorio o il giardino dietro casa: “not in my back yard”, appunto.
Il premio che oggi riceverà il presidente della Toscana Claudio Martini a Roma riguarda invece quelle amministrazioni che si sono adoperate per la realizzazione di infrastrutture
indispensabili alla modernizzazione del paese, magari con metodi innovativi e nel rispetto dell’ambiente: una menzione speciale per la proposta di legge sulla partecipazione che arriva
dall’associazione “Pimby”, – Please in my back yard, tra i fondatori Patrizia Ravaioli e Chicco Testa – il cui scopo è quello appunto di favorire su questi temi il dialogo tra
amministrazioni pubbliche e cittadini e che per questo ha organizzato, da quest’anno, un premio annuale.
Hanno partecipato venti amministrazioni da tutta Italia ed anche oltralpe e la menzione speciale per il presidente Martini, motivata per l’attenzione ai temi della partecipazione e della
sostenibilità dimostrata in questo anno, sarà ritirata stasera a Roma dall’assessore alle riforme istituzionali e alla partecipazione, Agostino Fragai.
Sei sono le amministrazioni premiate – Candela (Fg), il comitato di controllo del termovalorizzatore di Torino Gerbido, Stella (Sv), Tocco da Casauria (Pu), Malgesso (Va) e la Provincia di
Messina -, altrettante le personalità premiate: assieme a Martini le menzioni “Pimby” 2007 riguardano Enrico Letta, Roberto Formigoni, il sindaco di Saint Jean de Maurienne Roland
Merloz, i giornalisti Mario Pirani e Francesco Sisci.
«Si tratta di un riconoscimento che mi onora. E’ un premio per la scelta toscana di investire tempo e risorse nel coinvolgimento dei cittadini – commenta il presidente Martini – La
proposta della giunta, scritta assieme ai cittadini, sarà discussa dal Consiglio regionale a dicembre». «Abbiamo voluto scommettere sui toscani, sul loro impegno civico e
sulle loro competenze, convinti che se sulle grandi opere e sulle grandi scelte sociali si apre prima, e non dopo, una discussione pubblica, si possa fare anche prima e meglio» aggiunge
l’assessore Agostino Fragai, che per la giunta ha seguito la scrittura della proposta.
La legge sulla partecipazione, una volta approvata, darà la possibilità a cittadini, associazioni e istituzioni di aprire, su qualsiasi tema scelto, un processo di partecipazione.
Per le grandi opere e le grandi scelte è previsto un dibattito pubblico sul modello francese, la cui organizzazione competerà ad un autorità regionale indipendente. La
durata del dibattito non potrà essere superiore ai sei mesi. Al termine del dibattito verrà redatto un rapporto che riferisca obiezioni, suggerimenti e proposte a cui si è
giunti e che sarà d’aiuto all’amministrazione o al soggetto privato a cui compete realizzare l’opera e che dovrà fare una scelta motivata.
Walter Fortini




