La storia e lo sviluppo della margarina

Le origini della margarina risalgono al 1813, anno in cui lo studioso francese Michel Eugène Chevreuil approfondì gli studi sugli acidi che compongono il grasso, riuscendo a
isolarne uno in particolare cui diede il nome di acido margarico, dal greco margarites (perle), a causa dell’aspetto che richiamava la lucentezza delle perle.

I primi novant’anni dell’industria della margarina sono stati caratterizzati da un’innovazione continua nei processi di produzione che ha avuto conseguenze sulla natura del prodotto.

Per arrivare ad un utilizzo industriale della margarina bisogna aspettare il 1869, quando Napoleone III, bandisce un concorso tra i ricercatori chimici con lo scopo di individuare
un’alternativa sana e più conveniente al burro. Il premio va a Hippolyte Mège Mouries, che, partendo dallo studio dell’acido margarico, giunge alla produzione della margarina,
ottenendola dalla lavorazione del grasso bovino fuso e raffreddato, emulsionato con una miscela di acqua e caseina di latte.

Nel 1871 Mouries cede il brevetto a Jurgens e a Van den Bergh, due produttori olandesi di burro, che fanno partire la produzione industriale di margarina. I risultati sono così positivi
che devono costruirono nuovi stabilimenti in Belgio, in Germania e in Inghilterra.

Nel 1895 la produzione di margarina raggiunge le 300.000 tonnellate. Il successo del prodotto è assicurato dal prezzo più basso del burro e dalla buona qualità.

Nel 1902 lo sviluppo della tecniche di idrogenazione e frazionamento rende possibile l’utilizzo di grassi vegetali ottenuti dalla lavorazione dei semi
oleaginosi per la produzione della margarina. Il processo di idrogenazione da applicare agli oli vegetali viene brevettato e da qui un uso sempre maggiore da parte dell’industria alimentare.

Nel 1909 la statunitense Procter & Gamble acquisisce i diritti del brevetto che permetteva di applicare il processo di idrogenazione agli oli vegetali, lanciando sul
mercato prodotti contenenti grassi idrogenati.

Nel 1928 dalla fusione fra Jurgens e Van den Bergh e altri produttori minori nacque la Margarine Unie, un consorzio che presto domina il mercato continentale europeo delle margarine.

Nel 1935 l’aggiunta delle vitamine A e D nella produzione ha contribuito a posizionare la margarina tra i prodotti salutari.

Dopo la seconda guerra mondiale si assiste ad una crescita ulteriore dell’impiego della margarina nell’industria alimentare, il cui consumo, alla fine degli anni ’70, arriva a superare quello
di burro, raggiungendo poi l’apice nei primi anni ’90 con circa 9,5 milioni di tonnellate.

Nel 1955 arrivarono sul mercato le prime versioni di margarina spalmabile, contenuta in comode vaschette di plastica. Il 1963 è l’anno dell’ingresso dei prodotti a base di margarina
nelle farmacie dopo che la comunità scientifica aveva certificato che i grassi insaturi contenuti nel prodotto contribuivano ad abbassare il livello di colesterolo all’interno del corpo
umano. Nascono qi primi prodotti Blood Cholesterol Lowering che abbassano il livello di colesterolo nel sangue).

Già fin dagli anni ’70 sono stati proposti i primi prodotti privi di grassi idrogenati, grazie allo sviluppo della tecnica dell’interesterificazione che ha sostituito l’idrogenazione.

Nel 1995 vengono inseriti nella margarina da tavola i fitosteroli, molecole di natura sterolica presenti nelle piante che contribuiscono a contenere l’assorbimento di colesterolo a livello
intestinale e che sono in grado di abbassare il colesterolo di circa il 10%.

L’evoluzione dei prodotti a base di margarina con fitosteroli ha portato nel 2001 alla commercializzazione di prodotti con omega-3 e omega-6, nel 2002 al lancio di prodotti con vitamina B e nel
2004 alla offerta di prodotti a base di latte (yogurt, creme spalmabili, mini-drink) arricchiti con steroli vegetali.

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