La sconfitta del vaiolo ha favorito il virus HIV
18 Maggio 2010
La sconfitta del vaiolo ha indirettamente favorito la diffusione dell’AIDS. Infatti, con la scomparsa della malattia è terminata anche la somministrazione del vaccino, rendendo
più facile la propagazione del virus HIV.
Questa l’ipotesi di una ricerca della George Mason University (di Manassas,Virginia), della George Washington University e dell’UCLA, diretta dal dottor Raymond Weinstein e pubblicata da “BMC
Immunology”.
Gli studiosi fanno notare come, in seguito alla radicale diminuzione dei malati, tutti i Paesi occidentali hanno iniziato a sospendere l’antivaiolosa a partire dagli Anni ’70. Ad esempio, gli
USA hanno interrotto la procedura nel 1972, mentre l’Italia ha fatto lo stesso nel 1981. Ufficialmente, poi, l’ultimo caso della malattia è stato diagnosticato nel 1977, in Somalia:
questo ha portato l’OMS ha dichiarare la malattia eradicata nel 1980.
Inoltre, i ricercatori evidenziano come in tempi recenti i casi di AIDS siano nettamente aumentati,specialmente nei Paesi in via di sviluppo.
Spiega il dottor Wenstein: “Ci sono diverse spiegazioni per la rapida diffusione del virus dell’Hiv in Africa tra cui la presenza delle guerre, il riutilizzo di aghi non sterili e la
contaminazione dei lotti del vaccino contro la poliomielite. Tuttavia, tutte queste motivazioni non sono sufficienti a spiegare il comportamento della pandemia da HIV”.
Allora, gli studiosi hanno ipotizzato un collegamento diretto tra interruzione del vaccino contro il vaiolo e diffusione dell’AIDS.
Per verificare tale congettura, essi hanno prelevato alcuni campioni di sangue, sia da soggetti vaccinati contro il vaiolo che da non vaccinati, sottoponendoli tutti all’attacco del HIV. Si
è così notato come le cellule del sangue dei soggetti vaccinati avevano tassi più bassi di replicazione del virus fino a 5 volte.
Conclude allora il dottor Jason Warriner, direttore clinico del Terrence Higgins Trust: “È impossibile dire se il ritiro del vaccino del vaiolo ha contribuito all’esplosione iniziale di
casi di HIV in tutto il mondo. Ma è una spiegazione plausibile”.
Da parte loro, i ricercatori coinvolti suggeriscono di effettuare ulteriori analisi prima di raccomandare il vaccino contro il vaiolo per la lotta contro l’Hiv. Infatti, fa notare Weinstein,
“Per quanto questi risultati siano molto interessanti e potrebbero portare a nuove armi contro la pandemia di HIV, sono anche molto preliminari ed è decisamente troppo presto per
raccomandare una vaccinazione generale per contrastare l’HIV”.
Fonte: Raymond S Weinstein, Michael M Weinstein, Kenneth Alibek, Michael I Bukrinsky email and Brichacek Beda, “Significantly reduced CCR5-tropic HIV-1 replication in vitro in cells
from subjects previously immunized with Vaccinia Virus”, BMC Immunology 2010, doi:10.1186/1471-2172-11-23
Matteo Clerici
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