La prevenzione infortuni

D: Volevo sapere in poche parole in che cosa consistono le novità introdotte dal decreto attuativo della legge 123/2007.

R: Il decreto attuativo della legge n. 123/2007 ha ridisegnato la materia della salute e sicurezza sul lavoro e rappresenta un «atto dovuto» in considerazione
dell’incidenza dei tragici eventi, legati a infortuni sul lavoro, accaduti anche di recente. Tra le principali novità contenute nel provvedimento, che dovrà ancora essere
sottoposto all’esame delle commissioni parlamentari e la conferenza Stato-Regioni, vi sono alcuni elementi che il Ministero della Salute, in un suo comunicato stampa dello scorso 8 marzo (il
Settimanale del ministero della Salute n. 10), ha così descritto.
Elenchiamo le principali novità:

– ampliamento del campo di applicazione delle disposizioni in materia di salute e sicurezza, con conseguente innalzamento dei livelli di tutela di tutti i prestatori di lavoro;

– rafforzamento delle prerogative delle rappresentanze in azienda, in particolare di quelle dei rappresentanti dei lavoratori territoriali e la creazione di un rappresentante di sito
produttivo, presente in realtà particolarmente complesse e pericolose (ad esempio, i porti);

– rivisitazione e coordinamento delle attività di vigilanza, in un’ottica di ottimizzazione delle risorse, eliminazione delle sovrapposizioni e miglioramento dell’efficienza degli
interventi;

– viene creato un sistema informativo, pubblico ma al quale partecipano le parti sociali, per la condivisione e la circolazione di notizie sugli infortuni, sulle ispezioni e sulle
attività in materia di salute e sicurezza sul lavoro, utile anche a indirizzare le azioni pubbliche;

– finanziamento delle azioni promozionali private e pubbliche, con particolare riguardo alle piccole e medie imprese, tra le quali l’inserimento nei programmi scolastici e universitari della
materia della salute e sicurezza sul lavoro;

– revisione del sistema delle sanzioni. In base ai criteri indicati dalla legge delega 123/2007 è stata prevista la pena dell’arresto da sei a diciotto mesi per il datore di lavoro che
non abbia effettuato la valutazione dei rischi cui possono essere esposti i lavoratori in aziende che svolgano attività con elevata pericolosità. Nei casi meno gravi di
inadempienza, il decreto legislativo prevede, invece, che al datore di lavoro si applichi la sanzione dell’arresto alternativo all’ammenda o della sola ammenda, con un’attenta graduazione delle
sanzioni in relazione alle singole violazioni. Per favorire l’adeguamento alle disposizioni indicate, al datore di lavoro che si mette in regola non è applicata la sanzione penale ma una
sanzione pecuniaria. Nella stessa logica, il datore di lavoro che cominci ad eliminare concretamente le conseguenze della violazione o che adempia, pur tardivamente, all’obbligo violato
ottiene, nel primo caso, una riduzione della pena, nel secondo caso la sostituzione della pena con una sanzione pecuniaria che va da un minimo di 8.000 a un massimo di 24.000 euro.
Ovviamente tale possibilità è esclusa quando il datore di lavoro sia recidivo o si siano determinate, in conseguenza della mancata valutazione del rischio, infortuni sul lavoro
con danni alla salute del lavoratore. Restano, naturalmente, inalterate le norme del codice penale – estranee all’oggetto della delega – per l’omicidio e le lesioni colpose (articolo 589 e 590)
causate dal mancato rispetto delle norme in materia di sicurezza sul lavoro;

– eliminazione o la semplificazione degli obblighi formali, attraverso la riduzione del numero e del peso per le aziende degli adempimenti di tipo burocratico, in quanto non incidenti sulle
condizioni di salute e sicurezza negli ambienti di lavoro.

Il Titolo I dello schema di decreto legislativo che attua l’articolo 1 della Legge 123/2007, riguarda il sistema istituzionale, la gestione della prevenzione nei luoghi di lavoro, la
valutazione dei rischi, il servizio di prevenzione e protezione, la formazione, la sorveglianza sanitaria, la gestione delle emergenze, la partecipazione dei rappresentanti dei lavoratori e le
statistiche degli infortuni e delle malattie professionali.

I Titoli successivi disciplinano: luoghi di lavoro, attrezzature e DPI, cantieri temporanei e mobili, segnaletica, movimentazione manuale dei carichi, videoterminali, agenti fisici (rumore,
ultrasuoni, infrasuoni, vibrazioni meccaniche, campi elettromagnetici, radiazioni ottiche, atmosfere iperbariche), sostanze pericolose (agenti chimici, cancerogeni/mutageni e amianto), agenti
biologici, atmosfere esplosive, disposizioni transitorie e finali, modifiche e abrogazioni norme precedenti.
Al termine di ogni Titolo sono inserite le relative sanzioni.

Dopo l’approvazione preliminare da parte del Consiglio dei Ministri, il provvedimento dovrà acquisire il parere delle Commissioni competenti di Camera e Senato e il parere delle Regioni;
seguirà la seconda approvazione definitiva del Consiglio dei Ministri, il secondo parere delle Commissioni parlamentari e il parere del Consiglio di Stato. Dopo la terza e definitiva
approvazione da parte del Consiglio dei Ministri, il Decreto andrà alla firma del Capo dello Stato e sarà pubblicato in Gazzetta Ufficiale.

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