La Dichiarazione Universale dei diritti dell’animale
14 Luglio 2009
I diritti degli animali sono sanciti nella “Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Animale” (proclamata il 15 ottobre 1978 presso la sede dell’UNESCO a
Parigi), già dell’ormai lontano 1978.
Per quella circostanza da tutto il mondo c’era sta una levata di scudi a difesa degli animali e così fu deciso di mettere su un pezzo di carta le norme di un’etica che focalizzavano i
rapporti futuri tra la specie umana e le altre specie.
Il suo testo è stato redatto, nel corso di riunioni internazionali, da personalità appartenenti al mondo scientifico, giuridico e
filosofico e alle principali associazioni mondiali di protezione animale.
La Dichiarazione universale dei diritti dell’animale, redatta dalla Lega internazionale dei diritti dell’animale, è stata presentata a Bruxelles
il 26 gennaio 1978 e sottoscritta da personalità del mondo filosofico, giuridico e scientifico; successivamente è stata proclamata a Parigi presso la sede dell’UNESCO, il 15
ottobre 1978, presenti Remy Chauvin, etologo e scrittore, Alfred Kastler, premio Nobel per la fisica, S.E. Hamza Boubakeur, rettore dell’ Istituto Mussulmano della Moschea di Parigi, il prof.
Georges Heuse.
I principi dettati dalla carta sono:
a) Egualitarismo
“Tutti gli animali nascono uguali davanti alla vita e hanno gli stessi diritti all’esistenza” non esprime un’eguaglianza di fatto tra le specie, ma un’eguaglianza di diritti, non nega
cioè le evidenti differenze di forme e di capacità esistenti tra gli animali, ma afferma il diritto alla vita di tutte le specie nel quadro dell’equilibrio naturale.
L’uomo, nel corso del tempo, ha stabilito un codice di diritti relativi alla propria specie; ma, nei confronti dell’universo, non dispone di alcun particolare diritto.
L’uomo è, in effetti, una delle specie animali terrestri, e una delle più recenti comparse sulla terra.
La Vita non appartiene alla specie umana, l’uomo non è nè il creatore nè il detentore; la vita appartiene tanto all’insetto che al pesce, tanto al mammifero che
all’uccello.
L’ uomo ha invece creato nel mondo vivente una gerarchia arbitraria che non esiste in natura, tenendo conto solamente della propria utilità.
b) Rispetto per la vita
I principi della “Dichiarazione” aiutano l’umanità a ritrovarsi in armonia con l’universo. Non hanno certamente lo scopo di far regredire l’uomo alla vita primitiva, ma tendono a indurlo
al rispetto per la vita , perchè l’ uomo ha il dovere, per il bene di tutta la comunità biologica alla quale appartiene e dalla quale dipende, di rispettare la vita in tutte le
sue forme.
La Dichiarazione Universale dei Diritti dell’ Animale. proponeva nel 1978 regole di comportamento umano nei vari settori in cui l’uomo si incontra e/o si scontra con la natura e gli animali:
- rispetto per gli habitat e per gli animali selvatici (quindi rinuncia o riduzione di caccia e pesca);
- rinuncia all’uso di animali per divertimento o pseudocultura (zoo e circhi);
- rinuncia all’addomesticamento autoritario di alcune specie:
a) per fini alimentari (allevamenti intensivi, trasporti, macellazioni)
b) per fini commerciali e sportivi (cani, gatti, cavalli e altri animali)
c) per l’abbigliamento (animali da pelliccia);
- rinuncia all’uso di animali per la ricerca biomedica, industriale, cosmetica, didattica,ecc.;
- rinuncia ai maltrattamenti, alle crudeltà, agli abbandoni di animali domestici;
- rinuncia all’uso, alla tortura, all’uccisione di animali a scopi di divertimento (corride, combattimenti di cani, rodei, corse, feste sadiche, ippica)
c) Morale
L’etica biologica della “Dichiarazione” non ha certo lo scopo di far dimenticare la lotta contro la miseria dell’uomo, contro la fame, la guerra, la tortura, l’egoismo, ma induce
l’umanità a ritrovare il suo posto tra le specie viventi e ad integrarsi in un nuovo equilibrio naturale,condizione fondamentale per la propria sopravvivenza .
Ciò significa che la specie umana deve modificare il suo modo di pensare per rinunciare progressivamente alla sua attitudine antropocentrica, come ad ogni comportamento zoolatrico, per
adottare un comportamento fondato sulla tutela della Vita.
In questo senso la Dichiarazione universale dei diritti dell’animale è una tappa importante della cultura umana.
d) Rispetto dell’equilibrio naturale
La “Dichiarazione” afferma il diritto all’esistenza di tutte le specie, nel quadro dell’equilibrio naturale.
Ne deriva per l’uomo il dovere di rispettare la vita in tutte le sue forme nel rispetto dell’unità e, al tempo stesso, della diversità degli esseri viventi; ne deriva ancora
l’impegno ad una lotta pacifica ma ferma per ridurre ed eliminare la sofferenza, la tortura, la distruzione nell’ambito della comunità biologica a cui l’uomo appartiene e dalla quale
dipende.
Ogni specie, ogni individuo contribuisce, con la sua originalità, ad assicurare la stabilità dinamica della biosfera e dunque la sopravvivenza di tutti i suoi componenti.
e) Diritti naturali di ogni specie
La “Dichiarazione” afferma il diritto di ogni specie, di ogni individuo: la specie umana ha invece iniziato un’autoritaria gestione dell’economia biologica, gestione che è assicurata da
una continua gerarchizzazione delle specie e degli individui, riferita esclusivamente alle possibilità di un gruppo culturale usato come unità di misura.
L’addomesticazione totalitaria della Natura da parte dell’uomo è avvenuta a prezzo di sofferenze, distruzioni e uccisioni di specie ed individui fino a minacciare l’estinzione
dell’Evoluzione e l’esistenza di tutta la biosfera.
Poiché l’uomo ha superato il limite oltre il quale l’equilibrio naturale può essere definitivamente sconvolto, con danno irreversibile anche per la specie umana, è
necessario limitare quei diritti sul mondo che l’uomo si è sconsideratamente arrogato.
f) Tutela dei diritti dell’animale
La “Dichiarazione” afferma il principio per il riconoscimento e la tutela dei diritti dell’animale considerato non in relazione al possesso, all’affetto o all’utile ecologico dell’ uomo, ma
come soggetto, individuo, portatore di interessi vitali.
Redazione NEWSFOOD.com




