Presentazione ufficiale di “SPONSOR DEI DIRITTI”

Presentazione ufficiale di “SPONSOR DEI DIRITTI”

Mercoledì 8 luglio 2009, presso la Sala Giunta della Provincia di Chieti (CH), l’Associazione Diritti Diretti Onlus ha presentato “SPONSOR DEI DIRITTI – Sosteniamo solo eventi
accessibili”: progetto internazionale a partecipazione gratuita per la certificazione della RSI (Responsabilità Sociale d’Impresa) riguardo al diritto alla
mobilità/accessibilità.

Ne abbiamo parlato col suo Presidente, Simona Petaccia.

Cos’è “SPONSOR DEI DIRITTI – Sosteniamo solo eventi accessibili”?

È una iniziativa che mira alla creazione di un network internazionale formato da piccole, medie e grandi imprese (pubbliche, private, profit, non profit). La partecipazione è
gratuita: le aziende interessate a divenire “SPONSOR DEI DIRITTI” devono semplicemente sottoscrivere un protocollo d’intesa con Diritti Diretti Onlus con il quale si impegnano a inserire una
clausola nella concessione dei loro contributi/patrocini, per specificare che l’iniziativa deve consentire l’accesso a chi ha problemi motori (disabili, anziani o semplici infortunati) e a
mamme con bimbi nei passeggini.

In realtà, le leggi sul diritto alla mobilità/accessibilità esistono, ma non sono sempre rispettate. Per questo, “SPONSOR DEI DIRITTI” intende dare visibilità alle
“Buone Pratiche”, per indurre un numero sempre maggiore di manager e amministratori pubblici ad essere socialmente responsabili, dimostrando quanti concreti vantaggi economico-commerciali
può produrre una simile scelta, poiché gli eventi accessibili hanno un notevole impatto sul turismo e sull’immagine della città che li accoglie.

Mi preme sottolineare che aderire a “SPONSOR DEI DIRITTI” significa rispondere ai bisogni dell’intera comunità poiché ciò che è necessario per alcuni, rende comunque
la vita migliore a tutti. La questione non riguarda, infatti, la creazione di prodotti o ambienti pensati per la disabilità, ma l’abbattimento di questo stesso concetto.

In che contesto si inserisce il vostro progetto?

La Commissione Europea definisce la Responsabilità Sociale delle Imprese (RSI) come “l’integrazione su base volontaria, da parte delle imprese, delle preoccupazioni sociali ed ecologiche
nelle loro operazioni commerciali e nei rapporti con le parti interessate”. Per questa ragione, un’azienda non può definirsi socialmente responsabile se non pone attenzione anche al
diritto alla mobilità/accessibilità.

Per Diritti Diretti ONLUS, comunque, RSI vuol dire ciò che le aziende possono fare, non ciò che devono fare. Si tratta di un’opportunità, non di un obbligo. In altre
parole, prestare più attenzione ad alcuni aspetti sociali e ambientali nelle operazioni che compie l’impresa può dare valore aggiunto all’azienda stessa.

Un prodotto/servizio non è, infatti, apprezzato unicamente per le qualità esteriori o funzionali; in gran parte, il suo valore è stimato in base alle caratteristiche non
materiali. Pertanto, risulta evidente come l’impegno “etico” di un’impresa è, oggigiorno, entrato direttamente nella cosiddetta catena del valore.

Di conseguenza, è di fondamentale importanza l’attività dedicata al mantenimento delle relazioni con i cosiddetti stakeholder (organizzazioni non governative, associazioni,
mass-media ecc.). In ogni caso, risulta evidente che il comportamento etico di un’impresa interessa potenzialmente tutti i cittadini, ai quali non bastano astratte dichiarazioni di principi e
valori perché, ormai, si esige un impegno quotidiano e credibile, frutto di una precisa politica manageriale e di un sistema aziendale organizzato a tal fine.

Pertanto, aderire al vostro progetto significa anche rispondere alle leggi del mercato?

Credo proprio di sì. In più, bisogna considerare che il turismo accessibile sta diventando un mercato sempre più interessante per lo sviluppo del territorio. Basta pensare
che in Europa si stimano 50 milioni di persone con disabilità motoria, ma si raggiungono i 130 milioni di utenti se si considera la popolazione anziana, i disabili temporanei, le
famiglie con bambini e chi ha disturbi alimentari. In Italia, invece, i viaggiatori con bisogni particolari sono tre milioni e mezzo. Numeri che crescono molto se si considera chi li accompagna
(familiari, amici, partner ecc.) o assiste (badanti, fisioterapisti ecc.). La domanda potenziale calcolata arriva così a 260 milioni di persone, per un indotto di 166 miliardi di euro.
Numeri, senza dubbio, appetibili.

Inoltre, una maggiore attenzione all’accessibilità dei luoghi pubblici potrebbe anche rivoluzionare quanto sottolineato dal “SISTEMA TURISMO ITALIA” (2° Edizione – Rapporto 2008):
«I flussi turistici in Italia hanno una forte caratterizzazione stagionale e territoriale (le prime 4 regioni di destinazione assorbono circa il 50% delle presenze). Ciò è
dovuto in buona parte al fatto che l’offerta turistica italiana è sostanzialmente monoprodotto».

Confrontando questi dati con la ricerca realizzata (31 maggio – 2 luglio 1999) dalla società Iter su commissione dell’ENEA nell’ambito del progetto STARe “Studio sulla domanda di turismo
accessibile” e inserita nel progetto “Italia per Tutti” voluto dal Ministero dell’Industria (Direzione Generale del Turismo) che è tuttora un valido punto di riferimento in questo
ambito, si può comprendere che i numeri del turismo accessibile non possono più essere ignorati dagli operatori del settore. «Nel 1999 – si sostiene nel progetto STARe –
sono state circa 31 milioni le persone che hanno effettuato almeno un viaggio all’anno, il 54,6% del totale degli Italiani. Di costoro, il 2,9%, pari a 889.330 persone, è costituito da
persone che esprimono esigenze speciali. Se si vuole estendere l’analisi ai turisti che, pur non manifestando esigenze speciali, rientrano in una fascia di età più elevata (65
anni e più) e che si presuppone scelgano, nella maggioranza dei casi, dei viaggi con particolari caratteristiche, l’analisi si estende ad altri 2.140.785 turisti, pari al 6,9% dei
turisti che non esprimono esigenze speciali».

In più, la suddetta ricerca ha evidenziato come: «notevole è anche il numero di italiani che non viaggiano: nel 1999 sono stati quasi 26 milioni di persone, il 45,4% degli
Italiani. Ci si può chiedere il perché queste persone non viaggino, se si tratta di cause permanenti o temporanee e se, e a quali condizioni, sarebbero disposti a
viaggiare».

Infine, il progetto STARe ha indicato un altro potenziale mercato del turismo accessibile: coloro che non viaggiano per problemi di salute o di età elevata (pari al 14,1% di coloro che
non viaggiano) e chi si è dichiarato disposto a viaggiare nel caso in cui venissero rimosse le motivazioni che impediscono il viaggio (pari all’1,9% di coloro che non viaggiano).

Le aziende cosa ricevono in cambio dell’adesione a “SPONSOR DEI DIRITTI”?

Si ottiene un vantaggio competitivo senza necessità di investimenti economici.  Le aziende che desiderano aderire al progetto poiché ne condividono gli obiettivi devono
semplicemente compilare e sottoscrivere un apposito modulo, con il quale si impegnano a non concedere contributi/patrocini se l’iniziativa non risponde alle norme vigenti in materia di diritto
alla mobilità/accessibilità, ovvero se non è realizzato in assenza di barriere architettoniche. Una volta accettata la richiesta per iscritto, l’Associazione Diritti
Diretti Onlus rilascerà l’autorizzazione a utilizzare gratuitamente il proprio “bollino di qualità” registrato presso la C.C.I.A.A. (Camera di Commercio, Industria, Artigianato e
Agricoltura) di Chieti, che potrà quindi essere aggiunto in tutte le pubblicazioni cartacee e on-line dell’aderente. In questo modo, possono certificarsi come “SPONSOR DEI DIRITTI”.

Come avvengono i controlli sugli aderenti?

Il controllo sul concreto rispetto di quanto sottoscritto dagli aderenti sarà effettuato direttamente da parte degli organi esecutivi dell’Associazione Diritti Diretti Onlus o tramite
segnalazioni pervenute (con supporto documentale: fotografie, video ecc.) da parte di associazioni di categoria e di liberi cittadini, che potranno controllare la lista on-line degli aderenti
sul blog e sul sito web www.dirittidiretti.it (in fase di
realizzazione).

Come può contattarvi una persona interessata all’adesione?

Può chiamare il numero verde gratuito 800 910 580 (Lunedì – Venerdì, 10:00-13:00 // 15:00-18:00) oppure scrivere un messaggio e-mail all’indirizzo elettronico info@dirittidiretti.it

Associazione Diritti Diretti ONLUS

Via G. S. Pianell n. 29 – 66100 Chieti (CH)

Numero Verde: 800 910 580 (Lunedì – Venerdì, 10:00-13:00 // 15:00-18:00)

PC Fax: ( 39) 055 – 71880211

Sito Web: www.dirittidiretti.it

E-mail: info@dirittidiretti.it

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