La Cia Sicilia sulle elezioni regionali

Palermo – Non più al margine dell’Europa, ma al centro del Mediterraneo, la nuova classe dirigente dell’Isola, espressione del voto dei siciliani, dovrà sostenere gli
elementi e i fattori di dinamicità e di rinnovamento che esistono anche in Sicilia dove le imprese liberate dalla mafia e dalle logiche mafiose e clientelari possono contribuire a un
reale processo di rinnovamento e di cambiamento.

Tra le forze sane, produttive e moderne della Sicilia si può annoverare, a pieno titolo, il mondo agricolo che continua ad essere un elemento fondamentale del tessuto imprenditoriale e
socio-economico di questa regione. Il mondo agricolo, espressione dell’autentica vocazione agroalimentare della Sicilia, si candida a protagonista di un nuovo modello di sviluppo fondato sulla
valorizzazione della vocazione produttiva dell’Isola che è fortemente ancorata alle tradizioni e alle potenzialità agricole e eno-gastronomiche in cui devono essere esaltate le
potenzialità imprenditoriali di tutte le altre componenti produttive della regione: dal turismo all’artigianato, dal commercio ai servizi compresa la ricerca applicata e universitaria,
la formazione, la consulenza e l’assistenza tecnica, all’industria agroalimentare.

«Senza una grande e moderna agricoltura e senza una competitiva industria agro-alimentare la Sicilia non potrà mai superare la marginalità in cui le politiche dei decenni
scorsi l’hanno relegata», dichiara Carmelo Gurrieri, presidente regionale della Cia. «Per questo -continua Gurrieri- è opportuno svolgere una Conferenza agraria regionale al
fine di delineare gli indirizzi per una nuova politica agraria nazionale e regionale e un progetto per lo sviluppo dell’agricoltura siciliana»,

Al futuro presidente della Regione e al nuovo Parlamento siciliano la Cia chiede in sintesi:

– obiettivi strategici, strumenti e risorse per ridare competitività al settore quale parte integrante di un nuovo modello di sviluppo sostenibile della Sicilia;

– moderne infrastrutture a servizio delle produzioni agricole di qualità;

– la concertazione come prassi e non episodico adempimento.

La Cia siciliana ha elaborato un documento che è stato inviato ai candidati a Presidente della Regione in cui sono descritti alcuni interventi definiti prioritari e urgenti e che
saranno, nei prossimi mesi alla base della propria iniziativa nei prossimi mesi:

– definizione di obiettivi strategici, strumenti e risorse per i prossimi anni, finalizzati a incentivare, qualificare e valorizzare l’agricoltura di qualità, a sostenere un processo di
riorganizzazione e ristrutturazione del sistema agro-alimentare siciliano e a ridare competitività al settore quale parte integrante di un nuovo modello di sviluppo sostenibile della
Sicilia tenendo in debito conto le potenzialità offerte dalla multifunzionalità e dalla multiattività;

– riordino del governo delle acque per usi irrigui, riorganizzazione dei Consorzi di bonifica, ammodernamento della rete e dei sistemi di irrigazione per l’abbattimento dei costi e per
l’aumento della superficie irrigata;

– riforma organica dell’Esa, degli altri Enti strumentali della pubblica amministrazione e della normativa relativa alla ricerca applicata, all’assistenza tecnica e alla formazione
professionale in agricoltura;sostenere, favorire e incentivare il rafforzamento e la costituzione di strutture associative per concentrare l’offerta, valorizzare il prodotto, attuare valide
strategie di promozione e marketing, equilibrare i rapporti di forza dei produttori agricoli e i diversi soggetti della filiera, ridurre i costi di produzione e realizzare un funzionale sistema
di tracciabilità e certificazione della provenienza e della qualità;

– riconoscimento e rafforzamento dei consorzi fidi per il settore agricolo e per sviluppare una moderna modalità di accesso al credito agrario per la conduzione aziendale e per gli
investimenti;

– adottare la pratica della concertazione con le rappresentanze sociali da parte di tutti rami dell’Amministrazione regionale, la semplificazione delle procedure burocratiche e l’immediata
attuazione del Psr attraverso procedure trasparenti e concordate con le organizzazioni professionali agricole;

– la realizzazione di una «Cabina di Regia» tra le organizzazioni agricole e tutti i soggetti istituzionali preposti ai controlli sul commercio dei prodotti agricoli di origine e
provenienza extracomunitaria per la verifica dei diversi accordi e delle norme di qualità e salubrità delle produzioni importate;

– la realizzazione di un «Protocollo di Intesa» tra tutte le Forze dell’Ordine, le Istituzioni regionali, gli Enti locali e le Organizzazioni del mondo agricolo per contrastare il
diffondersi della criminalità mafiosa e organizzata nelle campagne e nei diversi segmenti della filiera agro-alimentare e agro-industriale;

– la convocazione entro i primi cento giorni del nuovo esecutivo della Conferenza agraria regionale come momento di confronto tra istituzioni e rappresentanze sociali per definire una strategia
di lungo periodo per l’agricoltura siciliana;

– un programma di interventi da realizzare, nel minor tempo possibile, per favorire il miglioramento delle infrastrutture per il trasporto, lo sviluppo di attrezzate piattaforme logistiche per
il condizionamento dei prodotti per il miglioramento dell’offerta commerciale alla distribuzione organizzata, la realizzazione di moderne infrastrutture e sistemi per il trasporto intermodale,
necessari ad abbattere i costi di produzione, a ridurre i tempi di consegna nei mercati, a proiettare le nostre produzioni nei mercati in via di espansione. Un ruolo importante, in questa
direzione può essere assunto dall’aeroporto di Comiso se diventasse un vero e proprio «hub» nel Mediterraneo per il trasporto aereo delle produzioni agricole di pregio e di
qualità.

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