Italia, la crisi ed il cavallo: da gennaio, +25% dei consumi

Italia, la crisi ed il cavallo: da gennaio, +25% dei consumi

By Redazione

La crisi fa riscoprire agli italiani alimenti dimenticati, come il cavallo. Da gennaio a marzo 2012, infatti, la carne dell’equino ha visto crescere i consumi, saliti del 25%.

Questo il messaggio dell’Associazione Horse Angel che analizza il fenomeno e mette in luce i rischi collegati.

Secondo i suoi dati, dal 2002 ad oggi la carne di cavallo era quasi scomparsa dai menu nostrani. Nel 2011 (ultimo anno prima della crisi vera e propria) si erano macellati 62.000 animali contro
i 281.000 del 20111. Allora, spiega Horse Angel, l’aumento attuale non è solo sintomo di problemi economici, ma anche di problemi di salute.

Infatti, la richiesta spinge i proprietari a macellare i cavalli, senza preoccuparsi del loro stato di salute. Tale analisi è confermata da indagini delle Forze dell’Ordine, secondo cui
al consumatore viene proposta anche carne di animali vecchi e malati o reduci da ippodromi e perciò trattati con farmaci incompatibili con l’uso alimentare.

Altro limite evidenziato, la questione dell’etichetta, che non consente di definire l’origine e la storia dell’animale, che ricade in una vasta gamma di possibilità, da cavallo italiano
allevato di prima scelta, a vecchio ronzino agricolo importato dall’estero a cavallo italiano da ippodromo riciclato illegalmente.

Infine, la questione morale. Sottolinea un portavoce: “Non vogliamo incriminare i carnivori, ma porre dei distinguo. Posto che tutti gli animali soffrono nella macellazione, e che ogni inutile
sofferenza dovrebbe essere loro risparmiata. Posto che consumare meno carne fa bene alla salute degli uomini, del pianeta e degli animali. Ci sono animali nati per accompagnare l’umano nella
vita di tutti i giorni, come il cane, il gatto e per l’appunto il cavallo”.

Matteo Clerici

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