ITALIA A TAVOLA 2009, VI° RAPPORTO SULLA SICUREZZA ALIMENTARE (parte 5/10)
25 Settembre 2009
Newsfood.com pubblica il documento integrale redatto da MDC (Movimento Difesa del Cittadino) E LEGAMBIENTE
Capitolo III
L’AGENZIA DELLE DOGANE PER LA TUTELA DELLA SALUTE E DELLA SICUREZZA DEL CITTADINO
L’Agenzia delle dogane, come tutte le autorità doganali dei 27 stati membri dell’Unione Europea, è responsabile della supervisione degli scambi internazionali della Comunità
(Art.280 Trattato CE), al fine di contribuire al commercio leale e libero, all’attuazione degli aspetti esterni del mercato interno, alla politica commerciale comune. Oltre all’attività
fiscale ed economica, nel senso più alto del termine, le norme comunitarie (Regolamenti CE nn. 648/2005 e 1875/2006) prevedono l’intervento del presidio doganale per la tutela della salute
e della sicurezza della collettività dei cittadini, in particolare per i prodotti destinati al consumo umano. Ogni anno i servizi doganali dell’Unione Europea, trattano più di 180
milioni di dichiarazioni doganali (operazioni di import /export), vale a dire 5,5 dichiarazioni al secondo.
Dal canto loro le dogane italiane trattano circa 11 milioni di operazioni di import/export per anno (1 dichiarazione ogni 2 secondi). L’obiettivo strategico delle dogane è quindi trovare
il giusto equilibrio fra la velocità degli scambi e l’efficienza dei controlli.
Per conseguire questi obiettivi in linea con l’evoluzione del quadro normativo comunitario e nazionale, le dogane hanno sviluppato un sistema di controlli basato sulle più evolute tecniche
di analisi dei rischi, utilizzando strumenti prevalentemente informatici o ad alta tecnologia, anche al fine di salvaguardare i consumatori dall’introduzione di merci pericolose, contraffatte o
ingannevoli, che ben possono riguardare la categoria dei prodotti alimentari, per i quali il richiamo al “made in Italy” o, quanto meno, il loro “Italian sounding” ne suscita la maggiore
appetibilità e ne accresce la possibilità di imitazione fraudolenta.
Ogni dichiarazione doganale presentata è trattata in tempo reale dal sistema ed esaminata per controllarne, in via generale, l’ammissibilità, ovvero l’avvenuta indicazione e
presenza di tutti i documenti e le certificazioni previsti a fronte dell’operazione in corso.
Superato questo esame pregiudiziale, il circuito doganale di controllo (CDC), sulla base di una accurata analisi dei rischi che prende in considerazione gli elementi oggettivi (es.: origine,
provenienza, qualità della merce) e quelli soggettivi (es.: natura dell’operatore, eventuali precedenti, ecc.) desumibili dalla dichiarazione doganale, associa tali informazioni ai profili
di rischio esistenti a sistema e seleziona una delle quattro tipologie di controllo previste: il c.d. “canale verde”, nel caso in cui la merce possa essere svincolata senza ulteriori controlli,
il c.d. “canale giallo”, che evidenzia la necessità di un controllo documentale, il c.d. “canale arancione”, che comporta il controllo scanner e il c.d. “canale rosso”, che indica la
necessità del controllo fisico della spedizione, assicurandone i controlli. I profili di rischio sono costantemente aggiornati in base alle attività di intelligence e di analisi
compiute dall’Agenzia delle dogane ed ai risultati ottenuti dai controlli, che consentono al sistema di autoapprendere per accrescere la selettività e l’efficacia dei controlli stessi. Con
l’applicazione del CDC, a fine 2008, circa l’83,8 % delle dichiarazioni doganali di importazione in procedura ordinaria è stato sottoposto a controllo automatizzato; circa il 5,6 % a
controllo documentale e circa il 10,6 % a controllo scanner e/o fisico.
La peculiare attività di controllo condotta dalle dogane a garanzia della qualità dei prodotti, è supportata dai 15
Laboratori chimici dell’Agenzia delle dogane (accreditati dal SINAL e operanti in conformità alla norma UNI ISO 17025) che, nel corso del tempo, hanno sviluppato competenze e
capacità per assolvere alle sempre più complesse sfide connesse con lo sviluppo dei traffici internazionali e con le possibili minacce alla sicurezza e alla salute della
collettività. L’attività dei Laboratori Chimici delle dogane, le cui operazioni (dal prelievo dei campioni, alle analisi, alle certificazioni, ecc.) risultano organicamente definite
da rigidi protocolli di natura procedurale e tecnica, è completamente integrata nel sistema informativo doganale, in materia tale da verificare in tempo reale ogni relativo dato e seguire
l’intero processo di lavorazione del campione, dal prelievo al risultato d’analisi per la caratterizzazione e la valorizzazione di materiali e prodotti, rassicurando gli operatori e i consumatori
sulla loro conformità alle norme vigenti.
I Laboratori chimici effettuano analisi in tutte le categorie merceologiche, dalle carni, pesci, latte e derivati, ai cereali, caffè, oli e grassi animali e vegetali, ai vini e bevande
alcoliche ai semi, sementi e piante e molto altro ancora. Team autorizzati (Capo Panel ed Assaggiatori) eseguono analisi sensoriali di oli vergini di oliva per attestarne la qualità e
viene svolta anche un’attività di controllo finalizzata alla lotta alla contraffazione mediante l’impiego di una tecnica avanzata di “Image Analysis” che affianca all’esame microscopico un
sistema computerizzato di confronto e archiviazione delle immagini.
Le importazioni di prodotti del settore agroalimentare (primi 23 capitoli della Tariffa doganale comune) ammontano, annualmente, ad oltre 13 milioni di tonnellate per un valore di circa 8
miliardi di euro. I controlli effettuati dall’Agenzia delle dogane sulle spedizioni di merce del settore agroalimentare sono stati, nel 2008, circa 53.000 ed interessano circa il 22% delle
operazioni di importazione (ma raggiungono il 40% sui cereali e sui prodotti trasformati, quasi il 50% sui mangimi e il 60% nel settore delle carni).
Anche i risultati dei controlli dei bagagli al seguito dei passeggeri hanno condotto, nel 2007, al sequestro di circa 20.000 kg di prodotti di origine animali (carni, prodotti a base di carne,
latte e prodotti lattiero caseari).
Le difformità riscontrate nel 2008 nel corso di tali controlli sono state circa 1.200 ed hanno comportato il sequestro di oltre 1.800 tonnellate di prodotti alimentari e carne. Il
rafforzamento dei controlli all’importazione, svolti congiuntamente con le Autorità competenti, ha permesso di fronteggiare gli allarmi che periodicamente interessano il settore
dell’alimentazione.
Solo per citare alcuni rilevanti risultati, la dogana di Ravenna a dicembre 2008 ha sequestrato 2 container contenenti 40 tonnellate di farina di riso contaminata da melamina, mentre la dogana di
Napoli porto, nel mese di febbraio 2009, ha sequestrato 4 container nei quali erano trasportate 142 tonnellate di pomodori dichiarati falsamente San Marzano e 4.000 litri di olio extravergine di
oliva irregolarmente etichettato. In proposito, l’Amministrazione doganale è impegnata nei programmi straordinari di controllo nel settore oleario, promossi nell’ambito del Comitato
tecnico ICQ ai sensi dell’art.5 del D.M. 13 febbraio 2003, n.44, cui partecipano tutti gli attori istituzionali competenti in materia. L’obiettivo del programma è di tutelare, attraverso
l’esecuzione di controlli lungo tutta la filiera oleicola, la qualità delle produzioni olearie nazionali e l’intero settore produttivo, contrastando i fenomeni fraudolenti conseguenti
all’immissione sul mercato nazionale di olio extravergine di oliva adulterato o sofisticato di provenienza comunitaria ed extracomunitaria, commercializzato come prodotto di origine nazionale.
Nel 2007, a fronte di 670 ispezioni, le irregolarità riscontrate hanno riguardato circa il 12% dei prodotti (per le principali: irregolare etichettatura di oli extravergine per illecito
riferimento a denominazioni di origine, illecito impiego di indicazioni facoltative, omissione di indicazioni obbligatorie). Nell’ambito del Piano antispeculazione, per la tutela dei consumatori
e delle imprese da comportamenti speculativi e anticoncorrenziali, sono stati effettuati controlli soprattutto lungo tutta la filiera cerealicola e lattiero casearia, che hanno evidenziato
numerosi illeciti e la necessità, quindi, di proseguire sia le campagne straordinarie di controlli su particolari settori sia la sistematizzazione degli interventi in un piano
nazionale.
Nel settore agroalimentare, sono condotti interventi per contrastare e reprimere fenomeni criminali di sofisticazione o contraffazione degli alimenti e per il monitoraggio degli organismi
geneticamente modificati (OGM) nonché continui controlli per le accresciute esigenza di tutela della salute pubblica. Le dogane dispongono anche di una rete di scanner, grazie alla quale
l’amministrazione doganale è stata inserita nel Dispositivo Interministeriale Integrato di Sorveglianza Marittima, coordinato dalla Marina Militare.
Nell’anno 2008 sono state effettuate circa 50.000 scansioni che sono state memorizzate nella banca dati centrale che ne conta ormai più di 180.000 mila.
Le immagini trasmesse dagli scanner periferici sono analizzate ai fini dell’aggiornamento del catalogo di riferimento consultabile attraverso la procedura IBIS (Interrogazione Banca dati immagini
scanner).
Il traffico di merci contraffatte e di prodotti usurpativi comporta gravi danni economici, altera la corretta funzionalità del mercato e pregiudica le attività legittime di tutte le
parti impegnate nell’ambito del commercio internazionale. Inoltre, può riguardare merci che costituiscono un pericolo grave ed immediato per la salute pubblica e costituisce, sempre
più spesso, fonte di finanziamento per la criminalità internazionale. Per tali motivi, con il citato Reg. CE n.1383/03 e con le relative disposizioni di attuazione recate dal Reg.
CE n.1891/04 della Commissione, l’Unione europea ha inteso rafforzare il contrasto al commercio illegale, sul piano internazionale, di merci contraffatte e/o usurpative, precisando le misure da
adottare alle frontiere esterne nel quadro degli accordi a tutela dei diritti sulla proprietà intellettuale e sui prodotti originali.
Anche per la tutela dei prodotti tipici è quindi possibile attivare l’amministrazione doganale attraverso la presentazione dell’apposita istanza prevista dal predetto Regolamento
n.1383/03.
Per mirare ad una effettiva ed efficace tutela dalla contraffazione dei prodotti, ivi comprese le produzioni tipiche, l’Agenzia delle dogane ha costituito una apposita banca dati multimediale,
FALSTAFF (Fully Automated Logical System Against Forgery Fraud). Tale strumento, attivato a partire dal 2004, consente di recepire in via telematica le istanze presentate dai titolari
dei diritti all’amministrazione doganale, ai sensi del Reg. CE del Consiglio n.1383/2003.
Tutte le informazioni e la modulistica sono scaricabili dal sito dell’Agenzia all’indirizzo:
http://www.agenziadogane.gov.it – in un click/F.A.L.S.T.A.F.F.
Entrando in tale banca dati, il sistema fornisce all’utente un profilo di accesso dedicato all’attivazione della tutela. Per esemplificare solo alcuni aspetti, i titolari dei diritti presentano
l’istanza di tutela corredata dalle immagini e dalle caratteristiche dei prodotti interessati. Queste informazioni sono acquisite dal sistema doganale AIDA e vengono rese disponibili, in tempo
reale, ai funzionari durante i controlli anticontraffazione. In tal modo è possibile effettuare una prima comparazione tra il prodotto originale e quello sottoposto a controllo ed
attivarsi immediatamente, in caso di dubbio o evidente falsificazione.
In parallelo si apre ai consumatori, e alle loro associazioni, un canale informativo adatto ad acquisire notizie connesse alla distribuzione sul mercato interno di prodotti contraffatti o non
conformi agli standard comunitari di qualità e sicurezza.
A livello nazionale, nel settore agroalimentare concorrono prevalentemente le competenze del Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali, del Ministero del lavoro, della salute e
delle politiche sociali e del Ministero dello sviluppo economico, i cui organi devono interfacciarsi con quelli dell’Agenzia delle dogane nel momento in cui i prodotti in questione vengono
introdotti o esportati nel/dal territorio nazionale, prevedendosi quasi sempre per queste operazioni l’allegazione alla dichiarazione doganale di nulla osta, licenze e certificati da rilasciarsi
a cura dei competenti dicasteri anteriormente all’effettuazione dell’operazione doganale.
Nel 2007 l’Agenzia delle dogane ha stipulato un Memorandum d’intesa con il Ministero della salute entro cui sviluppare adeguati livelli di collaborazione nei settori comuni dei controlli.
Una prima positiva conseguenza è stata l’istituzione di un tavolo di lavoro congiunto per l’integrazione del sistema informativo doganale AIDA con l’individuazione di tutti gli animali ed
i prodotti che devono essere sottoposti a controllo veterinario.
La collaborazione fra dogane e Ministero della salute si concretizza soprattutto presso gli uffici periferici, fra i Posti di Ispezione Frontalieri (PIF) e gli Uffici doganali, con adeguati
controlli finalizzati al contrasto delle importazioni illegali di animali vivi e prodotti di origine animale al seguito dei passeggeri. Nel novembre 2008 l’Agenzia delle dogane ha infatti
collaborato con l’Autorità sanitaria durante la ‘Settimana veterinaria europea’ per divulgare e sensibilizzare i viaggiatori internazionali al fine di diffondere le informazioni in
materia di sicurezza generale dei prodotti.
L’attività di contrasto alle importazioni illegali, si è svolta anche in coordinamento con i NAS e si è realizzata attraverso lo scambio di informazioni relative al riscontro
di merce illegale sul territorio nazionale. Tali informazioni sono state, a loro volta, oggetto di trasmissione al Servizio Antifrode delle dogane ai fini di un’opportuna valutazione nella
predisposizione dell’analisi del rischio.
Nei prossimi anni, sono previsti sviluppi futuri per la realizzazione di procedure comuni per l’analisi congiunta del rischio e la selezione di adeguate procedure di distruzione, per migliorare
lo scambio di informazioni sia sugli esportatori/importatori illegali conosciuti sia sulle modalità di acquisizione delle informazioni sui sequestri effettuati.
La collaborazione con le altre Autorità si intensifica costantemente in relazione ai numerosi allerta sanitari che hanno interessato l’Unione Europea negli ultimi anni (residui di
medicinali veterinari; additivi e coloranti; metalli pesanti; agenti patogeni; sostanze estranee, ecc.).
Nel corso del 2005, durante l’allarme “influenza aviaria”, a seguito di un’attenta attività di intelligence congiunta degli uffici centrali dell’Agenzia e del locale Servizio Antifrode
(SVAD) del porto di Gioia Tauro si è proceduto al fermo sanitario di più di 70 container contenenti carne di pollame e di suino provenienti dalla Cina in transhipment, sprovvisti di
documentazione sanitaria e destinati in Moldavia.
Più recentemente, in riferimento all’allarme sanitario derivante dalla presenza di melamina in latte in polvere prodotto in Cina, l’Agenzia sin dal 19 settembre 2008, in stretta
collaborazione con l’Autorità di vigilanza in materia di sicurezza degli alimenti e della nutrizione, ha immediatamente innalzato il livello dei controlli, indirizzando l’analisi dei
rischi sullo specifico ambito merceologico, con l’introduzione di appositi profili di rischio sia di natura oggettiva che soggettiva.
Per il Piano Controlli 2008/2009 questa Agenzia è attivamente coinvolta ed ha già fornito agli altri organi di controllo l’analisi dei dati relativi alle importazioni ed
esportazioni, individuando criteri di rischio geografico e soggettivo di modo che le altre istituzioni abbiano una base informatica comune da integrare con le risultanze specifiche delle
precedenti attività di ciascuna componente, in modo che si manifestino particolari situazioni tali da richiedere controlli presso le aziende stesse.
L’intensificazione dei controlli, specie nel settore del “made in” (nel 2008 sono stati sequestrati 6 milioni di pezzi, per un valore di circa 12 milioni di euro nei settori tradizionali di
abbigliamento, calzature, ecc.), ha comportato la “fuga dall’Italia” di molti dei soggetti più colpiti da sequestri, indagini, notizie di reato, come testimoniato dallo spostamento in
altri paesi comunitari (specialmente del nord Europa) di importanti flussi di importazione delle merci a rischio di frode che, nel corso degli ultimi anni, la dogana italiana ha sottoposto a
rigorosi controlli ed a rilevanti attività di contrasto.
Della su menzionata capacità di contrasto sono testimonianza, tra l’altro, i numerosi riconoscimenti per l’azione condotta dall’Italia nella lotta alla contraffazione, che la colloca ai
primi posti in Europa nell’attività di contrasto al fenomeno. Tra questi, i premi ricevuti anche di recente dall’OMD e da importanti organizzazioni di imprese aziende nazionali e
internazionali. Il sistema informativo dell’Agenzia delle dogane è in grado di localizzare con una ragionevole precisione la posizione di quasi tutte le navi mercantili e delle merci
trasportate a mezzo container: la sicurezza dei prodotti destinati al cittadini è infatti garantita anche dalla tracciabilità e rintracciabilità delle merci.
A riguardo, l’Agenzia, dopo uno studio condotto in collaborazione con il CNIPA e il Politecnico di Milano, ha avviato in collaborazione con il Centro Comune di Ricerca della Commissione Europea,
il progetto “Il Trovatore” per l’introduzione della tecnologia RFID (“dispositivi a radio frequenza”) in ambito doganale al fine individuare soluzioni innovative basate su tecnologie RFId
(Radio-Frequency Identification) per la sigillatura dei container e per la verifica a distanza delle merci sbarcate fino al loro trasporto nell’interporto e a definire il modello.
A cura dell’Agenzia delle dogane
(continua a leggere vedi parte 6/10)
Redazione Newsfood.com Estratto da : Italia a tavola 2009 VI° rapporto sulla sicurezza alimentare a cura di MDC e Legambiente (scarica pdf integrale)





