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ISTAT, Confagricoltura: «funzione antinflazionistica del settore agricolo»

By Redazione

Roma, 15 Ottobre 2007 – “L’attuale crescita dei prezzi agricolo-alimentari, che coinvolge le fasi dall’origine al consumo, non cancella la funzione deflazionistica esercitata dal settore
agricolo nel corso degli anni” lo ribadisce Confagricoltura, commentando i dati dei prezzi al consumo nel mese di settembre diffusi oggi dall’Istat.

Dai dati Istat – spiega Confagricoltura – emerge chiaramente che:

– la ripresa dell’inflazione registrata a settembre è imputabile in larga misura all’accentuarsi delle tensioni al rialzo nel comparto Alimentare;
– l’aumento dei prezzi nell’arco degli ultimi dodici mesi – settembre 2007 su settembre 2006 – è stato di 2,9%;
– la dinamica è in accelerazione: tra agosto e settembre i prezzi degli alimentari sono passati da 2,4% a 2,9%;
– i prodotti più interessati sono stati: pane e cereali, passati dal 2,9 % di agosto al 4,6 % di settembre. Il prezzo del pane risulta aumentato del 7,5 % rispetto al 2006 (più
4,2 % ad agosto), mentre quello della pasta è cresciuto del 4,5 %. In accelerazione anche i prezzi delle carni (2,8 %) e in particolare del pollame (6,7 %) e del latte (3,2 %).

“Per una lettura più completa, però – aggiunge Confagricoltura – questi risultati vanno ricondotti in un quadro più generale”.

La dinamica dei prezzi dei beni alimentari, nel medio periodo, si mantiene, infatti, ad un livello che è inferiore alla media generale dei prezzi al consumo: quest’ultima ha raggiunto
l’indice di 132,6 a settembre per il complesso dei capitoli di spesa, contro 128,6 per l’alimentare.

Il livello dei prezzi del capitolo alimentare è inferiore, anche di molto, ad altri importanti capitoli di spesa: trasporti (138,0); abitazione, acqua, elettricità (147,4);
alberghi, ristoranti e pubblici esercizi (147,3).

I prezzi all’origine del settore agricolo nel medio-lungo periodo presentano una dinamica molto più lenta di quella dell’economia, in generale.
“Pertanto – conclude Confagricoltura – si conferma la funzione antinflazionistica del settore primario, esercitata in un contesto pluriennale. Ciò non toglie, però, che il recente
fenomeno dell’ aumento dei prezzi dei prodotti alimentari debba essere attentamente monitorato sulla intera filiera, per verificarne le cause, e mettere in atto politiche che possano favorire
un migliore approvvigionamento di alimenti, e razionalizzare i processi distributivi, evitando disinformazione e speculazioni a danno dei cittadini e consumatori”.

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