Più cultura diffusa e coinvolgimento dei cittadini milanesi: la visione dell’assessore Sacchi
Di Saverio Fossati
Tommaso Sacchi, assessore alla cultura del Comune di Milano dal 2021, ènato a Milano nel 1983, laureato in Scienze della Comunicazione e con un Master’s Degree su temi culturali e sociali in Inghilterra, ha un robusto curriculum alle spalle: già assessore a Cultura, Relazioni Internazionali, Moda e Design di Firenze e Presidente Fondazione Teatro della Toscana, ha curato cinque edizioni dell’Estate Fiorentina. Ha collaborato con istituzioni culturali italiane ed estere come la Biennale di Venezia e di Berlino e la Friche la Belle de Mai di Marsiglia. Accetta di rispondere alle domande che Assoedilizia pone in relazione alla vita culturale cittadina, un tema che si intreccia molto profondamente alla vita quotidiana della città.
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D: Quali tipi di eventi ritiene possano coinvolgere maggiormente i cittadini in ambito culturale? Pensa che gli eventi “di strada”, pubblici e gratuiti, debbano essere incrementati o, al contrario, andrebbero promossi eventi più selettivi?
R: Milano è una città che vive di cultura, e il suo fermento creativo si manifesta in molteplici forme. Tra i format più efficaci per coinvolgere il pubblico ci sono le settimane tematiche, come la Milano Art Week, che nelle prossime settimane animerà la città in concomitanza con la fiera internazionale miart.
Queste “week”, così come iniziative consolidate come BookCity, Piano City e Museocity, hanno il grande pregio di rendere la cultura diffusa e accessibile. La gratuità di molti eventi, unita alla qualità delle proposte, permette di intercettare pubblici diversi e di creare un dialogo tra istituzioni, realtà indipendenti e cittadini. Questo modello, che nasce dalla collaborazione tra Comune, istituzioni culturali e soggetti privati, si è dimostrato vincente e continueremo a sostenerlo.
Tra le iniziative gratuite più amate, mi piace ricordare la tradizionale mostra di Natale a Palazzo Marino: un dono che ogni anno offriamo alla città, portando un capolavoro nella “casa dei milanesi” grazie alla cooperazione con altre istituzioni italiane ed europee.
D: Nella mostra dedicata ad Appiani, a Palazzo Reale, potrebbero essere coinvolte le famiglie milanesi che, all’epoca, furono l’anima della città e oggi ne rappresentano la memoria storica e culturale, spesso custodi di opere d’arte. So che, su questa linea, la galleria Canesso sta sviluppando incontri con alcune famiglie storiche per parlare delle loro collezioni private. Lei cosa ne pensa?
R: Il rapporto tra pubblico e privato è sempre stato fondamentale per la vita culturale di Milano, e la mostra su Appiani ne è un esempio concreto. “Lo splendore di Milano da Parini a Napoleone”, che inaugurerà dopo l’estate a Palazzo Reale, nasce grazie alla collaborazione tra istituzioni italiane ed europee, con opere provenienti da prestigiose collezioni pubbliche e private.
Nella nostra città, il mecenatismo ha una lunga tradizione: basti pensare che le donazioni e i lasciti privati ai musei civici hanno superato i 20 milioni di euro negli ultimi anni. Anche la GAM – Galleria d’Arte Moderna esiste grazie al lascito dello scultore Pompeo Marchesi. È quindi naturale valorizzare questo legame e continuare a costruire sinergie con chi, nel tempo, ha contribuito a preservare e arricchire il nostro patrimonio artistico.
D:Più in generale, cosa pensa del coinvolgimento dei cittadini nella progettazione culturale, attraverso comitati fissi aperti non solo agli addetti ai lavori, magari selezionando preventivamente proposte e idee?
R: La cultura è partecipazione, e una città come Milano deve saper ascoltare chi la vive. Per questo, tra le tante iniziative, ogni anno organizziamo il “Forum Cultura”, un momento di confronto tra amministrazione, operatori del settore e cittadini per costruire insieme il futuro culturale della città.
Milano è un laboratorio aperto, dove il dialogo tra pubblico e privato, tra istituzioni e comunità, è alla base di ogni progetto culturale di successo. L’obiettivo non è solo offrire un palinsesto di eventi, ma creare le condizioni affinché le idee possano nascere e svilupparsi liberamente. La cultura non deve essere calata dall’alto, ma deve essere il frutto di una collaborazione continua e inclusiva.
D:Quali saranno gli eventi più importanti dei prossimi due anni e come li vede in rapporto a una città dove il costo della vita sta diventando pesante, escludendo quindi, di fatto, ampie fasce sociali dalla materiale frequentazione urbana? Il respiro internazionale di Milano giustifica, in sostanza, il fatto che gli eventi cittadini siano sempre meno vissuti dai cittadini meno abbienti?
R: Milano ha saputo affermarsi come un punto di riferimento nel panorama culturale internazionale, lo confermano le classifiche pubblicate da testate come il New York Times o il Financial Times. Questa attrattività è senza dubbio un valore, ma non può prescindere dalla necessità di garantire un accesso alla cultura il più ampio possibile.
Per questo motivo, il Comune lavora per mantenere un’offerta culturale accessibile. Penso, ad esempio, alla gratuità dei musei civici per i minori di 18 anni, alla nostra adesione all’iniziativa “Domenica al Museo”, per cui ogni prima domenica del mese l’ingresso ai musei civici è libero e gratuito, e alla Milano Museo Card, che con soli 15 euro consente l’ingresso illimitato per un anno alle collezioni civiche.
Tra gli eventi più attesi dei prossimi anni, oltre alle numerose mostre in programma nei nostri spazi espositivi, c’è sicuramente Anselm Kiefer a Palazzo Reale nel 2026. Durante le Olimpiadi invernali, l’artista realizzerà un’installazione site-specific nella Sala delle Cariatidi, un appuntamento che darà ulteriore risonanza internazionale alla città.
La sfida è mantenere questo slancio senza perdere il radicamento nel tessuto cittadino, affinché Milano continui a essere una capitale culturale aperta e inclusiva.
Chi è Tommaso Sacchi
Biografia
Tommaso Sacchi è nato a Milano nel 1983. È laureato in Scienze della Comunicazione e ha conseguito un Master’s Degree su temi culturali e sociali in Inghilterra.
Dal 2019 al 2021 è stato Assessore a Cultura, Relazioni Internazionali, Moda e Design della città di Firenze e Presidente della Fondazione Teatro della Toscana (Teatro della Pergola) tra il 2019 e il 2024.
Ha curato cinque edizioni dell’Estate Fiorentina tra il 2015 e il 2019. Ha collaborato con istituzioni culturali italiane ed estere come la Biennale di Venezia e di Berlino e la Friche la Belle de Mai di Marsiglia.
Ha svolto attività di direzione artistica e organizzazione culturale presso alcuni teatri milanesi e rassegne culturali in Italia e all’estero. Ha curato progetti e campagne di comunicazione per il progetto del Bosco Verticale e dal 2011 al 2013 ha collaborato con l’Assessorato alla Cultura di Milano.
All’inizio dell’attuale mandato il Sindaco Sala lo ha nominato Assessore alla Cultura.
L’Assessore Sacchi è stato nominato rappresentante del Consiglio superiore del cinema e audiovisivo del Ministero della Cultura.
I Comuni delle aree interne e il patrimonio culturale a rischio
I Comuni delle Aree con almeno un museo, un monumento o un sito archeologico sono 1.110, pari al 29,0% dei Comuni appartenenti a questo insieme e al 14,0% del totale dei Comuni italiani - Articolo su QN IL GIORNO I…