Inflazione, Confagricoltura: «gli aumenti non dipendono solo dai prezzi agricoli»

Roma, 31 Ottobre 2007 – “A ottobre, i prezzi al consumo dei generi alimentari hanno registrato un incremento del 3,4% rispetto ad ottobre del 2006, ma gli aumenti non dipendono solo dal
recupero dei prezzi all’origine” così commenta Confagricoltura i dati dell’inflazione diffusi oggi dall’Istat.

I prezzi agricoli all’origine – aggiunge Confagricoltura – dall’estate scorsa sono in ripresa dopo anni di stasi e di flessione dei mercati. Basti pensare che, a metà del 2007, l’indice
dei prezzi – tecnicamente “deflatore” – del valore aggiunto agricolo era fermo ad un livello di 101,2, prendendo come base l’anno 2000 = 100. Peraltro alla stessa data, i prodotti industriali
ed i servizi si attestavano su un livello di 120 ed oltre, cioè un quinto in più sul 2000.

Non tutti i settori della produzione agricola sono, inoltre, interessati dalla ripresa delle quotazioni: ad esempio, la frutta fresca – settembre 2007 su settembre 2006, ultimi dati dell’indice
Ismea – registra un aumento molto debole (1,7%) ed addirittura una flessione su agosto 2007 (- 4,4%). Anche l’indice dei prezzi all’origine per l’olio di oliva ha registrato una flessione del
9% su settembre 2006, mente i suini segnano una flessione del 10%, sempre nello stesso periodo.

In questi settori – continua Confagricoltura – non si nota, come diversamente ci si attenderebbe, una dinamica più contenuta o diminuzioni nei segmenti a valle della produzione agricola:
trasformazione e commercializzazione. Tipico è il caso della filiera suinicola, dove per novembre 2007 (stime Osservatorio prezzi Unioncamere) si attendono incrementi, su novembre 2006,
del 5,4% per la carne fresca di suino; 12,7% per il prosciutto crudo; 8,6% per il prosciutto cotto e 5,4% per il salame di puro suino. Peraltro, tutto il comparto dei prezzi praticati dalle
industrie alimentari è in ascesa ed a settembre 2007 si è registrato un aumento generale, su settembre 2006, del 6%, il 70% in più della media del complesso delle
attività industriali.

Con questo, Confagricoltura non vuole rimarcare e attribuire responsabilità, ma solo sottolineare che il discorso sull’incremento dei prezzi della filiera agricola alimentare e sui
riflessi al consumo è molto complesso. Parte certamente da una congiuntura anomala dei mercati internazionali e si ripercuote lungo la “catena del valore”, attraverso fenomeni che vanno
accuratamente monitorati.

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