Indagine sull'innovazione in provincia di Lodi

Lodi, 12 Dicembre 2007 – La possibilità di competere per le imprese lodigiane (anche le piccole) nel nuovo contesto economico creatosi con la globalizzazione, risiede nella
capacità di innovare, ma cos’è l’innovazione per una impresa artigiana “propriamente detta”, basata essenzialmente sul lavoro o una micro-impresa alla fase iniziale di un ciclo di
sviluppo “verso la dimensione di PMI”?.

Nell’ambito della Convenzione Artigianato siglato dal sistema camerale lombardo con la Regione Lombardia e in coerenza con gli interventi progettati dal Piano strategico della provincia di Lodi
per trovare una risposta fuori dalle teorie neoclassiche dell’impresa o rispetto a quelle sin qui fornite dalla ricerca empirica, Camera di Commercio di Lodi, Confartigianato Imprese della
provincia di Lodi e Unione Artigiani di Lodi e Provincia hanno affidato a Evidenze srl (società di consulenza in materia di strategie di impresa e gestione dell’innovazione), la
conduzione di uno screening sulle necessità delle imprese artigiane locali per realizzare l’attività di accompagnamento nei processi di innovazione.
L’indagine – relativa al progetto “Una strategia per l’innovazione nelle imprese artigiane della Provincia di Lodi” — la prima ad essere stata svolta in Italia con attenzione specifica alle
imprese artigiane sul tema dell’innovazione – ha interessato nella fase iniziale un campione di 120 imprese e successivamente coinvolto nell’approfondimento 49 imprese considerate “eccellenti”
sulla base di tre parametri (intenzione strategica, attitudine innovativa e fatturato).
Le imprese osservate, appartenenti ai macrosettori della chimica, della meccanica (in senso lato) e della elettrotecnica (un “universo” che nel Lodigiano costituisce il 55% dell’intero ramo
manifatturiero artigiano ) hanno confermato i caratteri di forte radicamento territoriale: l’offerta del 26% delle imprese si rivolge esclusivamente al mercato locale e appena il 10% al
territorio nazionale. E’ importante notare come il 12% delle imprese artigiane del campione produca per oltre il 60% del fatturato per un “unico cliente”, nella maggior parte dei casi una
multinazionale.
Poche sono le imprese artigiane orientate all’estero: il 28% del campione esporta, ma solo il 18% esporta più del 5% del proprio fatturato. Un dato – dice il prof. Carlo Maria Guerci –
non necessariamente negativo se si considera la dimensione media estremamente ridotta delle imprese artigiane, e quindi la concreta difficoltà a raggiungere mercati lontani
geograficamente”.

Di questi e altri aspetti messi in luce dalla ricerca, comprese le reali intenzioni di crescita e quindi l’effettiva capacità delle imprese di recepire programmi di sostegno al loro
sviluppo, si parlerà venerdì 14 dicembre, alle ore 10 presso la Camera di Commercio di Lodi.
I lavori verranno aperti da un saluto di Lino Osvaldo Felissari, Presidente della Provincia di Lodi e dal professor Carlo Maria Guerci, Presidente di Evidenze Srl e coordinatore scientifico
della ricerca, che chiarirà le linee guida individuate per risolvere le eterogeneità evidenziate dalla ricerca.
I risultati del Progetto saranno dettagliati da Vito Marcolongo, direttore di Evidenze Srl. Seguiranno gli interventi di Vittorio Boselli, Segretario generale di Confartigianato Imprese della
Provincia di Lodi e Mauro Sangalli, Segretario generale dell’Unione Artigiani di Lodi e Provincia e le conclusioni di Enrico Perotti, Presidente della Camera di Commercio di Lodi.

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