In città la qualità dell'agricoltura lombarda

Milano – E’ arrivata l’ora dei farmer’s market e anche in Lombardia si stanno moltiplicando gli appuntamenti fissi per la vendita diretta di latte, carne, riso, miele, salumi, frutta e
verdura, la situazione è in costante evoluzione, considerate anche le richieste che arrivano da gruppi di acquisto e dai comuni per capire come meglio applicare il decreto entrato in
vigore quest’anno.

Fra Milano e Lodi, oltre ai cento punti vendita all’interno delle cascine e oltre alle occasioni di incontro con i consumatori che vengono organizzate durante fiere e ricorrenze, grazie agli
agricoltori della Coldiretti stanno nascendo i primi farmer’s market a cadenza periodica: a Vimercate in piazza Marconi l’ultimo sabato di ogni mese, a Milano in piazza San Nazaro in Brolo
tutti i secondi sabati del mese, mentre a Gorgonzola ogni prima domenica del mese. Nel resto della Lombardia ci sono anche a Lomazzo (secondo e quarto sabato del mese), a Olgiate Comasco (primo
e terzo sabato del mese), a Cremona (seconda domenica del mese), a Casalmaggiore (tutti i sabati), a Bergamo (tutti i venerdì mattina), a Mantova (tutti i sabati) e a Vigevano (ultima
domenica del mese).

«Si tratta di un grande sforzo che gli agricoltori fanno per andare incontro alle esigenze delle famiglie e per accorciare la filiera distributiva dei prodotti – commenta Enzo Pagliano,
direttore della Coldiretti di Milano e Lodi – ormai da anni le nostre imprese si stanno impegnando per sviluppare una rete di vendita diretta che dia un’alternativa alla spesa di ogni giorno e
l’apertura dei farmer’s market rappresenta un ulteriore passo in questa direzione». Si stima che negli ultimi cinque anni l’afflusso di gente negli spacci agricoli sia cresciuto di circa
il 10 per cento. Una ricerca effettuata dalla Coldiretti presso i propri soci ha quindi permesso di tracciare un ritratto (senza valore statistico) di chi apprezza la spesa in cascina:
l’età media è di circa 40 anni, uomini e donne sono equamente rappresentati, mentre stanno crescendo i single (che chiedono porzioni più piccole «perché abito
da solo»).

Per quanto riguarda le professioni si va dall’avvocato al muratore che si presenta in cascina la sera prima di andare a casa dopo aver finito di lavorare in cantiere. Tutti cercano la
qualità e chiedono informazioni su come un certo alimento è stato prodotto e poi eventualmente trasformato. La spesa media oscilla fra i 25 e i 30 euro, una volta alla settimana.
«Spesso vengono le famiglie con i bambini – spiega Daniela Galbiati, che insieme al fratello Giuseppe gestisce uno spaccio agricolo alla cascina Vergani di Gorgonzola – quando c’è
la possibilità portiamo anche i bimbi a dare il latte con i biberon alle nostre caprette. Per i più piccoli è un divertimento e imparano a conoscere dal vivo l’ambiente
della campagna. Altri colleghi invece danno la possibilità di raccogliere da soli le uova appena deposte nel pollaio».

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