Illica Vini Bio, una scoperta piacevole, spumanti Biologici sui colli piacentini

Illica Vini Bio, una scoperta piacevole, spumanti Biologici sui colli piacentini

Illica Vini Bio

UNA SCOPERTA PIACEVOLE. SPUMANTE BIO SUI COLLI PIACENTINI CHE CAMMINAVO 30 ANNI FA!

DI GIAMPIETRO COMOLLI
per Newsfood.com

Piacenza, 3 luglio 2017

Apro il cancello di casa, ciao Beppe, che bella sorpresa. Eppoi con bottiglie di bollicine per un assaggio insieme. Piacere duplice dell’incontro, un amico e un vino insieme.

 

 

Lasciamo che il vino diventi fresco al punto giusto, intanto mi racconta di questa azienda vitivinicola, Illica Vini Bio Case Barani di Vernasca, sui Colli Piacentini.  Fra il torrente Stirone e l’Ongina, fra Castell’Arquato e Vigoleno, fra castelli e trattorie tipiche di una volta.
Vini biologici di terra collinare, terra bianca calcarea e di quelle argille chiare, sassose…

 

 

 

 


 

Lo lascio parlare, intanto la mia mente corre agli anni 1983-1987 quando giovanissimo, fondatore e creatore del logo di Terranostra nazionale con l’indimenticabile Livia Pianelli, istituzionale segretaria generale a Roma, alle prime armi. Allora calcavo proprio quelle colline che rappresentano un “unicum” nazionale e forse europeo per quanto riguarda territorio-ambiente-viticoltura-storia.
Ricordo quelle camminate fra le vigne di Barbera e Bonarda, Malvasia di Candia e Trebbiano, Ortrugo e Marsanne, Bianchetta, Melara e Coda di Volpe. Area vocata alla coltura della vigna, territorio ospitale, terra formatasi migliaia di anni fa nell’epoca del Placenziano come dicono gli archeologi e testimoniano i fossili raccolti.

 

Stirone-Arda sponda erosa segni storia

Questa Terra infatti una volta era sommersa dal mare che ha lasciato segni indelebili: calanchi e canyons naturali a strapiombo sull’alveo del torrente. Ancora oggi evidenti le conchiglie fossili, emergenti con l’aratura, di murex, buccini, lagene, ammoniti, cymantie e gastropodi. Un museo di archeologia naturale a cielo aperto.

Un “cru” come direbbero i francesi. Una area particolare nel panorama dei Colli Piacentini che ebbe il riconoscimento dal Ministero sia per la doc Vinsanto di Vigoleno che per l’igt Terre di Velleia.

Conchiglie fossili nel bel mezzo della pianura padana

 

Una igt (del cui disciplinare di produzione sono colpevole o artefice, come dice qualcuno) per dare una indicazione d’origine non solo delle antiche terme di Veleja (meta di villeggiatura salubre per potenti famiglie dell’impero romano), ma anche dell’antica coltivazione della vite maritata agli alberi. Qui 4 secoli a.C.  si produceva un vino “frizzante ancestrale”, il Kilkevetra del grande possidente di questi luoghi e militare etrusco Saserna.

Per non parlare della citazione dei fossili nel codice Leicester di Leonardo da Vinci, della passione di Giuseppe Verdi per questa terra e del suo librettista Luigi Illica. Non solo omonimo del produttore di Vino Illica, ma anche nato in questo angolo d’Emilia che attira turisti e stranieri, oggi acquirenti di casali e rustici. Qui la cucina e l’arte culinaria sono consacrate da anni sui più importanti quotidiani mondiali. Il territorio è fra le prime 10 mete d’obbligo in tutta Europa … fra salumi, formaggi, grana Padano e Parmigiano, gnocco fritto, torta sbrisolona, pisarei e fagioli…..

 

L’azienda di Fabrizio e Paolo  Illica Vini Bio, ereditata da padre e nonno, è una azienda a coltivazione agraria biologica dal 2006, certificata dalle istituzioni dal 2011  anche per  la produzione di vini biologici, un passo in più, per pochi, per chi ci crede.

 

L’azienda è agevolata da un ambiente-clima-terreno, fra le valli dell’Arda e dello Stirone, in piena val d’Ongina, già naturalmente salubri e lontane da inquinamento, terre leggere e profonde, notti fresche d’estate e inverni freddi, aria nitida. Per scenario storico i castelli di Vigoleno, Castell’Arquato, Vigolo, Stirone, Castelnuovo e Bacedasco con il campo da golf.

Piacenza è terra dei Castelli del Ducato (se ne contano oltre 150, un record per un territorio così piccolo, molti ristrutturati) e di grandi vini effervescenti.

Merita una giusta citazione e un premio, il “Fleur” dei fratelli Illica (www.illicavini.it): da uva Barbera del piacentino in purezza di una vigna a 350 metri di altitudine che guarda la val d’Ongina e Castell’Arquato. Da 3-4000 piante per ettaro, circa 8000 chili di uva per ettaro, Fabrizio e Paolo Illica ottengono un vino spumante di qualità Rosè biologico non doc, dichiarato charmat lungo (per favore, chiamiamolo con il suo vero nome ”metodo italiano”), 14-15 mesi di fermentazione. Veramente biologico per agricoltura e per vinificazione come impone la certificazione ufficiale.

 

====Gli assaggi di vino di Giampietro Comolli====

 

Illica Vini Bio
Affinamento dalla vendemmia prima di arrivare sulle tavole, dal bel colore rosa trasparente con lampi di buccia di cipolla, non invadente spuma ma con bollicine fini, omogenee e di lenta formazione lineare. Spiccati profumi di fiori e aromi di frutta rossa ancora da maturare, in bocca è pieno e leggero, piccante e ammandorlato, sufficientemente vinoso e con scheletro pesante, acidità/morbidezza in equilibrio leggermente a favore dell’acidulo-fresco, fra brut e extra dry,  di titolazione contenuta per essere beverino e suadente.

 

 

L’azienda, Illica Vini Bio, non a caso ha per marchio una conchiglia fossile ritrovata in queste terre,  produce anche una versione VSQ bianco da uve Ortrugo, Trebbiano e Sauvignon… di cui parleremo, ma anche un Gutturnio doc frizzante, appunto Piacenziano… sempre con una chiara impronta di quella sostenibilità etica che devono contraddistinguere le aziende familiari.

 

 

Giampietro Comolli
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Giampietro Comolli
Economista Agronomo Enologo Giornalista
Libero Docente Distretti Produttivi-Turistici

Mob +393496575297

Editorialista Newsfood.com
Economia, Food&Beverage, Gusturismo
Curatore Rubrica Discovering in libertà
Curatore Rubrica Assaggi in libertà

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