IAP contro SNAI: ‘Mi fa eccitare la vincita’, esiste un punto G o l’ormone della felicità anche nel gioco?

IAP contro SNAI: ‘Mi fa eccitare la vincita’, esiste un punto G o l’ormone della felicità anche nel gioco?

By Redazione

Restiamo sempre del nostro avviso: le famiglie italiane non hanno certo bisogno di dissanguarsi con il gioco ma le  istituzioni stesse  ce la mettono tutta per istigare al gioco
anche i Santi.

E quando in una famiglia c’è un giocatore è come avere una grossa falla nella barca: si è destinati ad affondare.
Sapete chi è il “creativo”?

Oliviero Toscani: il suo obiettivo è “bucare lo schermo” e “bucare il cervello” della gente, e ci riesce quasi sempre.  


Quando vinco grido
Ecco il Comunicato stampa di inmediares:
Oggetto:     Lo IAP contro la pubblicità SNAI giudicata ingannevole
Data:     01 ottobre 2010 17:49:45 GMT+02:00
“La SNAI è come l’ormone della felicità”, ma per lo IAP è pubblicità ingannevole
Per l’Istituto dell’Autodisciplina della Pubblicità il gioco richiede una comunicazione improntata al senso di responsabilità

Lo scorso aprile una campagna pubblicitaria in favore del gioco d’azzardo ha diffuso uno spot televisivo dove una donna, le cui fattezze erano nascoste da elaborazioni grafiche molto colorate,
descriveva la soddisfazione ed il piacere del gioco, che le faceva produrre serotonina.
L’Avvocato Donatella Mazza segnalò il caso come una violazione delle norme a tutela del consumatore, sia all’Antitrust che all’Istituto dell’Autodisciplina Pubblicità: “E’ evidente
– sosteneva l’avvocato – l’intento dello spot di associare l’attività del gioco d’azzardo alla felicità, alludendo agli antidepressivi, parlando espressamente di serotonina”.
Ora l’Istituto dell’Autodisciplina della Pubblicità, ha pronunciato la contrarietà dello spot al Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale e ha emesso un
provvedimento nel quale si legge: “Il gioco è utile e necessario, se fisiologico e naturale, ma è noto che può essere fonte di patologia. Richiede pertanto una comunicazione
improntata al senso di responsabilità, che obiettivamente manca nei messaggi in questione, impostati sull’apodittica esaltazione delle sensazioni positive che può regalare una
vincita come se non esistesse la possibilità di una deriva patologica del gioco […] Inoltre, si ricorda che lo spot televisivo contiene anche altre affermazioni, anch’esse contestate
nell’ingiunzione: “Io gioco perché ho un bisogno e necessità dell’ormone della felicità: la serotonina. Mi fa eccitare la vincita”.
Lo IAP sottolinea, ancora, come il gioco d’azzardo nella sua forma patologica è una delle prime forme di ‘dipendenza senza droga’ individuate dalla psicologia e dalla psichiatria: “si
configura come un problema caratterizzato da una graduale perdita della capacità di autolimitare il proprio comportamento di gioco, che finisce per assorbire, direttamente o
indirettamente, sempre più tempo quotidiano, creando problemi secondari gravi come dipendenza, ossessione, ripetitività”.

“Anche se nel frattempo la pubblicità è stata sospesa, la pronuncia dello IAP è importante perché sottolinea la necessità, in un settore delicato come il gioco
online, di prestare attenzione ai messaggi ed alla banalizzazione dei contenuti. La decisione dello IAP costituisce quindi un punto di riferimento perchè le future iniziative pubblicitarie
di questo settore tengano conto di queste linee guida, affinchè il gioco possa restare un divertimento e la comunicazione possa essere sempre attenta e responsabile.” – ha dichiarato
l’Avv. Donatella Mazza.

 
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Chi è lo IAP (Istituto dell’Autodisciplina Pubblicitaria)
Il Codice della Comunicazione Commerciale ha lo scopo di assicurare che la comunicazione commerciale, nello svolgimento del suo ruolo particolarmente utile nel processo economico, anche come
mezzo di competizione tra concorrenti, venga realizzata come servizio per il pubblico, con speciale riguardo alla sua influenza sul consumatore.

Il Codice assicura quindi che la comunicazione commerciale sia onesta, veritiera e corretta.

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