I rincari delle tariffe spingono i costi delle imprese alle stelle
10 Maggio 2008
L’aumento dei prezzi delle materie prime e dell’energia spinge alle stelle i costi di produzione degli alimenti che in agricoltura fanno segnare un aumento medio dell’8,8 per cento, è
quanto afferma la Coldiretti in riferimento all’ulteriore rialzo del 3,9 per cento delle bollette della luce e del 2,5 per cento gas annunciato da parte dell’Autorità per l’Energia a
partire da luglio.
L’aumento record delle bollette colpisce – precisa la Coldiretti – soprattutto le attività agricole che necessitano dell’energia per preparazione, conservazione degli alimenti o per la
distribuzione del mangime, oltre a quelle che utilizzano il carburante per il movimento delle macchine come i trattori.
Se in media l’aumento dei costi è stato dell’8,8 per cento, per l’attività di allevamento la crescita – sottolinea la Coldiretti – è stata del 14 per cento con punte del 16
per cento per i bovini mentre per la coltivazione di riso gli oneri sono cresciuti per grano e mais dell’11 per cento e del 10 per cento per il riso. Tra i fattori della produzione necessari
alle campagne che hanno subito maggiori rincari ci sono – precisa la Coldiretti – i fertilizzanti ( 35,6 per cento), i mangimi ( 22,6 per cento) ed i carburanti ( 7,1 per cento), secondo i
dati Ismea relativi al mese di marzo 2008.
Nelle campagne il gasolio – continua la Coldiretti – ha sostituito quasi completamente la benzina nell’alimentazione dei trattori e dei mezzi meccanici. Ma a subire gli effetti del caro prezzi
è – conclude la Coldiretti – è l’intero sistema agroalimentare dove i costi della logistica incidono dal 30 al 35 per cento per frutta e verdura e assorbono in media un quarto del
fatturato delle imprese agroalimentari.






