I parchi naturali nel Torinese:

By Redazione

 

Il Parco Naturale dell’Orsiera-Rocciavrè è situato in alta montagna e conta ben quattro cime al di
sopra dei 2.800 metri,  con numerosi laghi alpini e ripide valli di origine glaciale. La vegetazione è mutevole in rapporto all’altitudine e alle
tre valli in cui si sviluppa: si va dalle praterie, agli ambienti rocciosi che ospitano specie vegetali particolarmente resistenti, ai boschi di larice, di pino, di ontano, di
faggio.

Tra gli Orridi di Foresto e di Chianocco (v. box lato) si trovano numerose incisioni rupestri tra cui quelle a
martellina, molto rare in Piemonte.

Il Gran Bosco di Salbertrand costituisce il cuore dell’omonimo Parco, ha una superficie di 700 ettari
comprendenti le specie di conifere alpine più pregiate tra cui il raro abete rosso. Gli alberi che crescono qui sono stati inseriti nel Libro Nazionale dei boschi da seme e
forniscono il materiale di rimboschimento sul resto delle Alpi. In questo Parco si trova la Fortificazione di Exilles, il cui primo nucleo fu costruito
nel 1100. Rasa al suolo da Napoleone fu poi ricostruita per opera dei Savoia e riaperta al pubblico nel 2000.

Il Parco Naturale dei Laghi di Avigliana, allo sbocco della Val di Susa, presenta una grande varietà di
ambienti, derivati dall’interazione tra uomo e natura.

Il cuore del Parco è costituito dai due Laghi di Avigliana e dalla zona umida dei Mareschi, dove gli appassionati di
birdwatching possono osservare, tra gli altri, lo svasso maggiore  con la sua parata di corteggiamento chiamata danza dello specchio.

Di notevole interesse è anche il borgo di Avigliana, di origine medioevale, che prosperò come città di frontiera
tra la Francia e l’Italia.

Gli Orridi di Foresto e Chianocco sono due oasi xerotermiche, ossia ambienti aridi e secchi (in greco xeros)
fortemente irragiati dal sole e con precipitazioni medie annue al livello delle zone più aride dell’Italia Meridionale. L’isolamento climatico ha prodotto una
vegetazione tipica tra cui il ginepro rosso di Foresto (che è un relitto arboreo di eventi climatici di settemila anni) fa e il leccio di Chianocco, anch’esso risultato di
antiche oscillazioni climatiche. Grazie a questa particolarità climatica gli Orridi ospitano, inoltre, una straordinaria mescolanza di vegetazione meditarrena e specie tipiche
delle steppe dell’Europa Centrale.

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