Harry Potter ed un bicchiere di troppo

Harry Potter ed un bicchiere di troppo

Harry Potter è di nuovo messo alla prova.

Ma gli avversari del mago più famoso del momento questa volta non sono colleghi malvagi o strane creature soprannaturali, ma un gruppo di genitori.

Per alcune mamme e papa, infatti, l’ ultimo film della serie (“Harry Potter ed il principe mezzo sangue”) spingerebbe i giovani verso l’alcolismo, mostrando troppo esplicitamente scene di
sbevazzamento.

Essi fanno notare come ad esempio, in più di una sequenza i giovani maghi ed i loro professori bevono vari tipi di drink alcolici per calmare i nervi, rafforzare il coraggio, e
confortare il loro disagio.

In una delle scene più incriminate, Harry, Hermione e Ron ordinano butterbeer (un tipo di bevanda) durante una visita al pub locale.

Nonostante non sia chiaro se il liquido in questione sia alcolico o no, questo sembra avere effetti psicologici su Hermione, normalmente abbottonata e priva di senso dell’ umorismo.

Tornando a casa la giovane tiene un comportamento allegrotto, (tipico di chi ha la “sbronza buona”) e getta le braccia al collo dei ragazzi.

Liz Perle, madre di 2 figli ed editore capo di Common Sense Media (che recensisce libri film e pubblicazioni Web per i minori) si è detta preoccupata delle numerose scene a base di
alcol, soprattutto poiché usato come mezzo per far fronte ai problemi.

Essa spiega: “Hermione è una ragazza molto introversa, ma è liberata da un po’ di butterbeer. Il messaggio è che il bere ti dà il coraggio di abbracciare i ragazzi,
cosa che normalmente ti spaventerebbe ma che tu desideri fare”.

Per comprendere bene il problema bisogna, osservarlo con gli dei genitori britannici.

In Inghilterra, la dipendenza da alcol tra giovani, ed i problemi sociali e di salute collegati ad essa, sono in continuo aumento.

Per alcuni, questo è colpa dell’ atteggiamento troppo remissivo delle autorità verso i venditori di vino, birra e drink vari.

Ad esempio, i critici fanno notare come l’ età legale per bere sia 18 anni, ma sia facile ordinare da bere anche per i 16enni.

Basta che la bevanda sia consumata durante un pasto (Per inciso, nel film il mago ed i suoi compagni bevono a stomaco vuoto).

Gli anti Harry Potter della Gran Bretagna e degli Stati Uniti, perciò, temono che la versione cinematografica dei libri della Rowling dia l’ennesimo colpo ad una situazione già
preoccupante.

Essi fanno inoltre notare come numerosi studi scientifici certifichino la capacità delle pellicole di influenzare i ragazzi in tema di droghe, tabacco ed alcol.

Una ricerca su 5,600 adolescenti tedeschi ha mostrato ad esempio come chi amava guardare film con forti scene di bevute aveva il triplo di possibilità di sviluppare dipendenza da alcol
rispetto ai coetanei.

Alcuni esperti però non sono così pessimisti e ritengono come “Harry Potter ed il principe mezzosangue” possa essere una buona occasione per avvertire i propri figli dei pericoli
del bere eccessivo.

La pensa così il dottor Christopher Welsh, professore dell’ Università del Maryland che consiglia ai genitori di guardare il film e di spiegare ai figli che l’alcolismo “Non
è una cosa giusta, nonostante Harry Potter lo faccia sembrare divertente”.

Inoltre, alcuni genitori ritengono eccessiva la preoccupazione dei colleghi, in quanto diretta verso un film chiaramente fantastico e non “reale”.

Uno di questi afferma, senza peli sulla lingua: “L’ universo di Harry Potter non è il nostro. Tentare di paragonare le leggi dell’ America del 2009 ad un film è una cretinata. In
più, in un mondo dove maghi crudeli rapiscono e uccidono con regolarità, un po’ di bevute tra minorenni sono l’ ultimo dei nostri problemi”.

Matteo Clerici

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