Grappa Romano Levi, accensione 79° fiammifero – Report della giornata (Video)
4 Novembre 2023
Accensione 79° fiammifero Distilleria Romano Levi, a Neive, nelle Langhe
Giuseppe Danielli
Neive, 28 ottobre 2023
Accensione del 79° fiammifero
L’ultimo fiammifero acceso da Romano Levi, il grappaiolo angelico, definito così da Luigi Veronelli, è del 2007. Romano è mancato il 1° maggio del 2008. Nel 2011 è stata rilevata dalla nuova proprietà (famiglie Scaratti e Schiappapietra) che ha mantenuto in essere tutto… anche le ragnatele che sono ancora oggi ben visibili alla finestra.
Due gli spiriti che lo hanno sempre accompagnato: lo spirito di indipendenza e la grappa.
La sua storia è un insegnamento di vita, il suo ricordo è sempre vivo nelle persone che hanno avuto la fortuna di conoscerlo e di frequentarlo, come Beppe Orsini.
Intorno alla sua grappa della “donna selvatica che scavalica le colline” si è creato un movimento internazionale di collezionisti sempre in adorazione e ricerca delle etichette più rare.
Quelle dei primi anni, tutte pezzi unici con uno stile grafico incisivo e personalizzato, sono state fatte a mano dallo stesso Romano Levi.
La qualità del distillato è garantita da chi per dieci anni ha imparato a farla insieme al suo maestro, il grappaiolo angelico; Fabrizio, allievo prediletto di Romano Levi, dall’alto della sua ultra ventennale esperienza, è l’attuale grappaiolo della Distilleria Romano Levi.
La Distelleria Levi nasce nel 1925 ad opera del padre di Romano, Serafino Levi e della moglie,
Curiosità: da sempre, l’accensione del forno viene fatta con un fiammifero e un foglio di giornale de “Il sole 24ore”. Romano Levi diceva che il prestigioso giornale dava sempre delle notizie attendibili e la carta non macchia.
Gli introiti delle vendite vengono tutti destinati alla conservazione di questa Distilleria-Museo, che gode della tutela architettonica del Comune di Neive e dell’Unesco.
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