Gli ormoni maschili proteggono il cuore
15 Gennaio 2010
Gli ormoni maschili sono in grado di aiutare il cuore, difendendolo e rigenerandolo (parzialmente) anche dopo un infarto. Ma tale funzione benefica è collegata alla quantità di
androgeni presenti: se non si raggiunge una certa soglia, non si ha protezione.
Questa è la tesi di una ricerca dell’Università di Sidney (Australia), diretta dal professor Daniel P. Sieveking e pubblicata dal “Journal of Experimental Medicine”.
Il professor Sieveking e compagni hanno osservato le cellule derivate dal cordone ombelicale di un feto maschile, notando come esse, sottoposte ad androgeni, si movimentassero e
moltiplicassero: segnale di crescita e formazione di un nuovo vaso sanguigno.
Successivamente, gli scienziati hanno lavorato con topi castrati (è perciò dotati di pochi ormoni maschili) in cui era stato indotto l’infarto. Il cuore degli animali ha subito
diversi e notevoli danni, ridotti dopo un’iniezione di androgeni.
Al momento la terapia androgenica è utilizzata per aumentare le prestazioni energetiche e della massa muscolare, nonché in trattamenti anti-età. I risultati sono tutt’altro
che definitivi: nuovi approfondimenti sono in corso, ed medici ricordano come eccessi degli ormoni in questione “alimentino” il cancro alla prostata.
Tuttavia, gli esperti australiani si dicono fiduciosi sul possibile futuro impiego degli ormoni maschili contro le malattie cardiache.
Matteo Clerici




