GIULIA BECCARIA, UNA DONNA LIBERA TRA ILLUMINISMO E ROMANTICISMO

GIULIA BECCARIA, UNA DONNA LIBERA TRA ILLUMINISMO E ROMANTICISMO

By Benito Sicchiero

Giulia Beccaria è entrata nella storia soprattutto come figlia di Cesare Beccaria e madre di Alessandro Manzoni, quasi schiacciata dalla grandezza dei due uomini.

Nel 1782 Giulia ha sposato Pietro Manzoni, appartenente a una facoltosa famiglia lombarda e molto più anziano di lei. Il matrimonio non è stato felice. Il 7 marzo 1785 è nato Alessandro

A cura di ASSOEDILIZIA informa

 

Milano, 2 ottobre 2026

I luoghi di Milano tra storia, leggenda e attualità

di Ben Sicchiero

 

GIULIA BECCARIA, UNA DONNA LIBERA TRA ILLUMINISMO E ROMANTICISMO

di Ben Sicchiero

Il ciclo delle donne della Milano illuminista, romantica e risorgimentale si apre con Giulia Beccaria. E’ entrata nella storia soprattutto come figlia di Cesare Beccaria e madre di Alessandro Manzoni, quasi schiacciata dalla grandezza dei due uomini tra i quali si è trovata a vivere. In realtà è stata una donna di forte personalità, colta, indipendente e per molti aspetti anticonformista, capace di attraversare da protagonista il passaggio dalla Milano illuminista del Settecento a quella romantica dell’Ottocento.

Giulia Beccaria

È nata a Milano il 21 luglio 1762, figlia di Cesare Beccaria, autore di Dei delitti e delle pene, e di Teresa de Blasco. È quindi cresciuta nell’ambiente dell’Illuminismo milanese, frequentato dai Verri e dagli intellettuali che hanno contribuito a fare di Milano uno dei centri culturali più vivaci d’Europa.

La sua infanzia non è stata però particolarmente serena. Dopo la morte della madre, avvenuta quando Giulia era ancora adolescente, è stata educata in collegio e solo a diciotto anni è tornata alla vita familiare e sociale.

Proprio in quegli anni ha conosciuto Giovanni Verri, fratello di Pietro e Alessandro Verri, del quale si è innamorata. Il rapporto è stato intenso, ma non si è trasformato in matrimonio.

Nel 1782 Giulia ha sposato Pietro Manzoni, appartenente a una facoltosa famiglia lombarda e molto più anziano di lei. Il matrimonio non è stato felice. Il 7 marzo 1785 è nato Alessandro. Ufficialmente il padre è stato Pietro Manzoni, ma già all’epoca sono circolate voci secondo cui il padre naturale dello scrittore sarebbe stato Giovanni Verri. La questione è stata a lungo discussa e numerosi indizi hanno alimentato questa ipotesi, senza tuttavia consentire una prova definitiva.

Il palazzetto milanese dimora per molti anni di Giulia e di Alessandro

Anche nei rapporti sentimentali Giulia ha manifestato quella stessa aspirazione alla libertà personale che ha caratterizzato altre scelte della sua vita. Non ha accettato facilmente che il matrimonio, il rango o le convenzioni sociali stabilissero una volta per tutte la direzione dei suoi affetti. Il legame con Giovanni Verri, il matrimonio infelice con Pietro Manzoni e, successivamente, la relazione con Carlo Imbonati hanno mostrato una donna che ha cercato di far coincidere, per quanto possibile nel suo tempo, sentimento e libertà di scelta. Una posizione certamente inconsueta nella società milanese di quel tempo e destinata inevitabilmente a suscitare giudizi e maldicenze.

Nel 1792 Giulia si è separata legalmente dal marito, una scelta non comune e certamente coraggiosa per una donna dell’aristocrazia milanese di fine Settecento. Poco dopo ha legato la propria vita a Carlo Imbonati, aristocratico milanese colto e vicino agli ambienti illuministi. Con lui, nel 1796, ha lasciato Milano e si è trasferita a Parigi.

Nella capitale francese Giulia ha frequentato alcuni tra i più importanti ambienti culturali dell’epoca e ha partecipato a una società intellettuale molto più libera di quella milanese. Il nome di suo padre, Cesare Beccaria, era già conosciuto e stimato in tutta Europa e le ha certamente aperto molte porte.

Alla morte di Carlo Imbonati, nel 1805, Giulia ne è diventata erede universale. Nello stesso anno Alessandro Manzoni l’ha raggiunta a Parigi. È stato un momento decisivo nella loro vita. Madre e figlio, che durante l’infanzia di Alessandro erano rimasti a lungo distanti, si sono riavvicinati profondamente e da allora sono rimasti legati da un rapporto affettivo molto intenso.

Manzoni ha dedicato proprio a Carlo Imbonati il carme In morte di Carlo Imbonati, trasformando l’uomo amato dalla madre in una figura di riferimento morale.

Negli anni successivi Giulia ha seguito da vicino la vita familiare del figlio, il matrimonio con Enrichetta Blondel, la nascita dei nipoti e le numerose tragedie che hanno segnato la famiglia Manzoni.

Dopo il ritorno a Milano ha vissuto a lungo accanto ad Alessandro nella casa di via Gerolamo Morone, dove è morta  il 7 luglio 1841, pochi giorni prima di compiere settantanove anni. La sua figura è rimasta per molto tempo in secondo piano. È stata descritta spesso semplicemente come la madre di Alessandro Manzoni, talvolta perfino come una madre distante o irrequieta.

Ma osservata nel suo tempo, Giulia è apparsa come una donna assai più complessa. Ha rotto un matrimonio infelice quando una separazione femminile era ancora socialmente difficile. Ha vissuto le proprie relazioni sentimentali con una libertà insolita per l’epoca. Si è trasferita a Parigi, ha frequentato ambienti culturali internazionali e ha saputo costruire con il figlio adulto un rapporto profondo e duraturo.

Anche il suo aspetto ha alimentato la curiosità dei contemporanei: è stata descritta come una donna di notevole bellezza, dai capelli tendenti al rosso e dagli occhi verdi.

Tra Cesare Beccaria e Alessandro Manzoni, Giulia non è stata però soltanto un anello genealogico. Ha rappresentato personalmente il passaggio tra due mondi: quello dell’Illuminismo e quello del Romanticismo. Ed è forse proprio questa la ragione per cui, nel nostro ciclo dedicato alle donne che hanno contribuito a “fare” Milano, Giulia Beccaria merita di essere ricordata non come “figlia di” o “madre di”, ma semplicemente con il proprio nome.

Manzoni ha acquistato il palazzetto nel 1813 e vi ha abitato con la famiglia per gran parte della vita; oggi ospita il Museo Manzoniano e il Centro Nazionale Studi Manzoniani. L’ingresso è al civico 1 di via Morone, accanto a piazza Belgioioso. Orario: dal martedì al venerdì dalle 10:00 alle 18:00, sabato dalle 14 alle 18.

E’ facilmente raggiungibile con i mezzi pubblici: Metropolitana M1 rossa, fermate San Babila, Duomo o Cordusio, linea M3 gialla fermata Montenapoleone; tram linea 1, fermate Teatro alla Scala o via Montenapoleone.

Cover: In una ricostruzione i due grandi uomini di Giulia Beccaria, Cesare e Alessandro


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