Giornata Mondiale dell’Acqua: L’acqua in bottiglia costa all’ambiente 910 mila tonnellate di Co2 all’anno

Giornata Mondiale dell’Acqua: L’acqua in bottiglia costa all’ambiente 910 mila tonnellate di Co2 all’anno

By Redazione

L’acqua del rubinetto è “sicura e controllata, di qualità, oltre che economica e rispettosa dell’ ambiente, laddove solo un terzo delle bottiglie utilizzate per l’acqua minerale
viene raccolto in modo differenziato e destinato al riciclaggio”. E’ quanto emerso dai dati diffusi oggi da Legambiente e Federutility, la federazione delle aziende di servizi pubblici locali che
operano nel settore idrico, secondo cui sono 250mila le analisi effettuate in un anno nella città di Roma, altrettante in Puglia e 350mila in Provincia di Milano, Pavia e Lodi.
 

“Sono numeri che dimostrano – ha affermato il vice presidente nazionale di Legambiente Sebastiano Venneri – quanto l’acqua di rubinetto delle nostre case sia molto più controllata di
quelle in bottiglia”.  

Mentre per le acque minerali, infatti, le prescrizioni normative prevedono la realizzazione di una sola analisi l’anno da parte dei soggetti titolari della concessione, che viene inviata al
ministero della Salute insieme a una autocertificazione relativa al mantenimento delle caratteristiche delle acque, l’acqua potabile di rubinetto, come precisato dal direttore dell’Iss (Istituto
superiore di Sanità) Massimo Ottaviani, rispetta parametri di qualità costante nell’Unione europea a 27, e secondo valutazioni Oms (Organizzazione mondiale della sanità),
“non ha problemi tossicologici, e quindi sanitari”.

L’Italia ha poi previsto un regime di controlli, come sottolineato dal vice presidente di Federutility Mauro D’Ascenzi, un regime di controlli più restrittivo, con un numero di analisi che
dipende dal volume di acqua distribuito, dalla lunghezza e dalla complessità dell’acquedotto. “Sempre molto più numerosi – ha detto – dei quattro controlli di routine e del
controllo annuale di verifica previsti in attuazione della direttiva europea 98/83/CE. Sono, solo per fare altri esempi, quasi 30mila in Emilia Romagna, 9.500 in Sardegna, 8.500 in
Basilicata”. 

Federutility, ha precisato il direttore generale Adolfo Spaziani, distribuisce 200 litri d’acqua potabile al giorno per 55 milioni di abitanti nel Paese.  

L’obiettivo della campagna, partita oggi in vista della Giornata mondiale dell’Acqua il 22 marzo, ha aggiunto D’Ascenzi, “é ridurre il numero delle bottiglie di plastica e imballaggi tra i
rifiuti inquinanti, e informare e dare consigli sul risparmio idrico e la tutela di questa preziosa risorsa che incide nelle tasche degli italiani poco più dell’1%, a fronte del 7% per la
telefonia. Non è una battaglia per togliere quote di mercato all’industria delle acque minerali, ma con Legambiente vogliamo dare significato alla storia, ingegneria, cultura, investimenti
economici, che sono dietro a una goccia d’acqua distribuita in ogni casa”.  

“Non bere l’acqua di casa  – ha osservato Venneri – significa rinunciare ad una risorsa sana, perché controllata con rigorose norme sanitarie, e molto economica, visto che un litro di
acqua ‘del Sindaco’ può costare fino a mille volte meno di quella in bottiglia. E poi l’acqua di rubinetto rispetta l’ambiente, non produce rifiuti plastici ed è a ‘chilometri
zero’; non viaggia per centinaia di chilometri su inquinanti Tir, evita il consumo di combustibili fossili, l’emissione di Co2 e di polveri sottili”.  

Infatti i due terzi delle bottiglie di plastica utilizzate per l’acqua minerale non vengono raccolti in modo differenziato e finiscono in discarica o in un inceneritore.  
Inoltre il consumo annuo di 12 miliardi di litri di acqua imbottigliata comporta, per la sola produzione delle bottiglie, l’utilizzo di 350mila tonnellate di polietilene tereftalato (Pet), con un
consumo di 665 mila tonnellate di petrolio e l’emissione di gas serra di circa 910 mila tonnellate di CO2 equivalente. La fase del trasporto dell’acqua minerale infine influisce non poco sulla
qualità dell’aria: solo il 18% del totale di bottiglie in commercio viaggia sui treni, tutto il resto viene movimentato su strada.

Alessandra MonetiAnsa.it per Newsfood.com

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